Libertà è partecipazione. Giovani, volontariato e cittadinanza attiva // Le dirette di Riportando tutto a casa #2

Una nuova diretta in compagnia di “Riportando tutto a casa”, siete pronti?

#𝟮 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗲̀ 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶, 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮

Ho chiesto a due amici molto cari di raccontarmi le loro esperienze di volontariato e cittadinanza attiva, lasciandoci ispirare anche dalle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno in cui ha citato il professor Pietro Carmina, morto nel drammatico crollo a Ravanusa e la sua lettera agli studenti: “Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non adattatevi, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa. Voi non siete il futuro, siete il presente. Vi prego: non siate mai indifferenti, non abbiate paura di rischiare per non sbagliare”.

Saranno con me online mercoledì 19 gennaio alle 18 sull’account Instagram @silvias_83: Diletta Mauri, assegnista di ricerca all’Università di Trento, esperta di giovani, partecipazione attiva e advocacy;

Tommaso Terbojevich, psicologo, fondatore e segretario del TeamBòta Rimini.

Sono tanto grata e spero sarete in tanti/e a seguirci!

Come sempre, potete continuare a pre-ordinare il libro a questo link >> https://bookabook.it/libri/riportando-tutto-a-casa/

Affido, adozione e narrazioni. Intervista a Carol Roncali e Aroti Shrimati Bertelli

Il linguaggio cambia, si evolve, nel tentativo di diventare sempre più inclusivo. Anche sui temi dell’affido e dell’adozione c’è ancora tanta strada da fare per migliorare la narrazione e la rappresentazione di questi mondi, ma uscire da una centratura solo su adulti e professionisti e cominciare ad ascoltare di più gli stessi adolescenti e giovani che vivono o hanno vissuto queste esperienze, credo possa essere una chiave di lettura molto interessante. 

Ne abbiamo parlato nella diretta “Affido e adozione. Le parole per dirlo” lo scorso 9 gennaio, un’occasione per me per promuovere i temi che ho affrontato nella stesura del libro “Riportando tutto a casa” (in crowdfunding su bookabook) confrontandomi con amici e amiche esperti.

Ospiti speciali della prima puntata di questo format sono state Carol Roncali e Aroti Shrimati Bertelli.

Carol Roncali è cresciuta tra affido e comunità, è studentessa di Media education all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e partecipa attivamente al progetto “Care Leavers Network” di Agevolando. Aroti Shrimati Bertelli è stata invece adottata all’età di 9 anni, attualmente utilizza il suo canale YouTube per divulgare informazioni su adozione, razzismo e maternità. Il suo matrimonio è stato trasmesso anche su Sky e Real Time e ha scritto il libro “Ritorno alle origini”.

Carol ci spiega da subito: “I care leavers sono giovani in uscita dai percorsi di accoglienza che spesso a 18 anni rimangono senza tutele. Un tema poco conosciuto a volte anche tra gli stessi operatori del settore, per questo cerchiamo di fare cultura. A livello comunicativo c’è poca consapevolezza di queste problematiche e quando se ne parla il focus è quasi sempre sugli aspetti negativi, finendo per strumentalizzare il dolore, a volte anche a fini politici”

Aggiunge: “Noi ragazzi e ragazze care leavers dobbiamo ritagliarci un nostro spazio d’espressione, non delegandolo più ad altri. Io credo molto nel valore dell’autobiografia ma per me è stato molto importante confrontarmi anche con altri giovani che avevano vissuto la mia stessa esperienza perché la nostra voce diventa molto più incisiva. Si esce dal particolarismo e si racconta la condizione di un gruppo che dimostra, pur nelle difficoltà, di avere grande forza”.

È d’accordo Aroti: “La narrazione sull’adozione è spesso focalizzata sui genitori adottivi e sull’equipe dei professionisti che se ne occupano. Manca la voce dei protagonisti, di chi vive sulla propria pelle cosa significa essere adottati. L’adozione è un processo che si evolve, che non finisce mai, per questo ne parlo anche in relazione alla mia maternità. Dobbiamo raccontare tutti gli attori e gli aspetti di questo processo. Molti giovani adulti adottati come me si sono formati su questo tema studiandolo, quindi possiamo intervenire nel dibattito non solo portando la nostra esperienza ma anche strumenti e competenze specifiche. Nella triade dell’adozione un’altra voce totalmente assente è quella del genitore biologico, anche su questo bisognerebbe abbattere stereotipi e superare la nostra naturale tendenza al giudizio. Più voci ascoltiamo, più sfumature possiamo cogliere”.

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Affido e adozione. Le parole per dirlo // Le dirette di Riportando tutto a casa #1

Come anticipato e come promesso, al via le Dirette di “Riportando tutto a casa”!

Si comincia con: 𝗔𝗳𝗳𝗶𝗱𝗼 𝗲 𝗮𝗱𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗶𝗿𝗹𝗼.

Ci facciamo compagnia e riflettiamo su alcune tematiche che affronto nel libro, facendoci aiutare da alcuni amici/amiche ed esperti/e!Si comincia parlando di affido e adozione: com’è in Italia la comunicazione intorno a questi temi? Quale può essere il ruolo di giovani che hanno vissuto questa esperienza nel migliorare il linguaggio e la rappresentazione di questi mondi?Lo chiederò a:

  • Carol Roncali, studentessa di Media education all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e care leaver, impegnata in ambito associativo ed educativo da molti anni;
  • Aroti Shrimati Bertelli, attivista, collabora con diverse realtà che si occupano di adozione e ha raccontato il suo matrimonio nel programma “Made in India” in onda su Sky e Real Time. Ha scritto il libro “Ritorno alle origini”.

    Ci vediamo sul mio profilo Instagram (@silvias_83) domenica 9 gennaio dalle 18 per una mezz’oretta di chiacchiere insieme. Vi aspettiamo!
    Qui il solito link per pre-ordinare “Riportando tutto a casa” o saperne di più >> https://bookabook.it/libri/riportando-tutto-a-casa/

Un libro sospeso: adotta una giovane lettrice o un giovane lettore

… ebbene sì: abbiamo raggiunto quota 200 pre-ordini del mio libro!
Questo significa che: SI VA IN LIBRERIA! Un sogno che diventa realtà!

Il mio libro “Riportando tutto a casa”, grazie a voi, non solo sarà editato e stampato ma verrà diffuso ufficialmente anche nelle librerie e negli store online. Grazie per ciascun pre-ordine che per me corrisponde a un atto di fiducia e affetto impagabile!

La raccolta di ordini comunque, prosegue! Prossimo obiettivo: 250 copie. Potete continuare a consigliare o pre-ordinare il libro sempre allo stesso link >> https://bookabook.it/libri/riportando-tutto-a-casa/

Mi piacerebbe tantissimo che il libro potesse raggiungere anche contesti inusuali, come il carcere o le case-famiglia…arrivando anche a persone che per diversi motivi non potrebbero permettersi di acquistarlo. Per questo insieme ad alcuni amici e amiche abbiamo pensato di promuovere l’iniziativa: “𝗨𝗡 𝗟𝗜𝗕𝗥𝗢 𝗦𝗢𝗦𝗣𝗘𝗦𝗢”.Se vorrete quindi pre-ordinare una copia in più di “Riportando tutto a casa” da donare a un giovane lettore o lettrice potete scrivermi e vi farò avere un indirizzo (estratto a caso!) di qualcuno che vorrebbe ricevere il libro e a cui farete – spero – un bel regalo. Molti di voi lo hanno già fatto e l’aspetto più bello è la possibilità di mettere in contatto persone che non si conoscono, unite da un gesto gratuito di gentilezza. I libri creano legami.

A presto con nuovi aggiornamenti!

P.S. Approfittando del periodo di isolamento (mio e di tanti!), ho pensato di realizzare alcune dirette Instagram per parlare dei temi del libro con alcuni amici e amiche. Che ne pensate? Avete temi in particolare che vi piacerebbe approfondire? Vi rendete disponibili per quattro chiacchiere in diretta con me? Per qualunque spunto scrivetemi e ci organizziamo!

Riportando tutto a casa: intervista per Radio Icaro

È possibile riascoltare e rivedere (gulp!) su Icaro play l’intervista di ieri mattina in cui mi ha gentilmente coinvolta e ospitata Stefano Rossini per parlare del mio libro “Riportando tutto a casa” nel suo programma di approfondimento sociale “Io ne ho lette cose”.

Approfitto di questa occasione per ringraziare tutti gli amici di Radio Icaro, Icaro TV, Newsrimini e Settimanale il Ponte che in questi anni hanno sempre dato ascolto e spazio alle mie storie e grazie ai quali ho potuto “portare a casa” un sacco di insegnamenti preziosi!Grazie davvero per il vostro lavoro e per questo spazio

Vi ricordo come sempre che potete pre-ordinare il libro a questo link >> https://bookabook.it/libri/riportando-tutto-a-casa/

(Non so come mai la posa atroce nella foto ma posso dire a mia parziale discolpa che negli studi fa caldissimo!)

Una casetta per i libri vista mare

Foto: Silvia Sanchini

Una casetta per i libri vista mare, un luogo per diffondere cultura e stimolare la condivisione e di cui dovremo come cittadini, amministratori e commercianti imparare a prenderci cura. Libri che gratuitamente potranno essere presi in prestito e poi riconsegnati. Libri che potranno essere scambiati e condivisi.

Da oggi in piazzale Adamello a Rivabella, provincia di Rimini, proprio di fronte al bagno 6. Grazie a tutti/e e in particolare a Comune di Rimini, Biblioteca civica Gambalunga, Associazione Sarà e Ci.vi.vo Rivabella.

Speriamo sia solo un piccolo segno per arricchire anche le nostre zone di nuove proposte educative e culturali e per invogliare sempre più persone, soprattutto bambini e giovani, residenti e turisti, a leggere.

Mi hanno chiesto di scegliere una lettura per l’inaugurazione e non poteva che essere il decalogo dei diritti dei lettori di Daniel Pennac:

  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire un libro
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere a voce alta
  10. Il diritto di tacere

Da oggi è possibile pre-ordinare il mio libro “Riportando tutto a casa”

“𝑨 𝒕𝒊𝒆𝒏’ ‘𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂 ‘𝒂 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒖𝒏𝒕𝒂̀?”

Lo chiede il regista Antonio Capuano al giovane protagonista del film “È stata la mano di Dio”, di Paolo Sorrentino.

Di cose da raccontare io ne avevo parecchie, e ho pensato fosse arrivato il momento giusto per consegnarle anche a nuovi lettori e lettrici. Da oggi tramite bookabook è possibile pre-ordinare il mio libro “Riportando tutto a casa”.

L’idea alla base della casa editrice è quella di creare una comunità attorno a un libro, ancora prima di averlo tra le mani.

Cosa potete fare?

  • Potete pre-ordinarne 1 o più copie (fino a 5) a questo link: https://bookabook.it/libri/riportando-tutto-a-casa/
  • Potete diventare gli “ambasciatori” di questa campagna e fare passaparola.

    Qual è l’obiettivo? Raggiungere almeno 100 pre-ordini e il libro arriverà nelle vostre mani in edizione limitata! Se i pre-ordini saranno 200 o più il libro sarà addirittura distribuito in libreria e online.
    Per le prime 48 ore con il codice “CASA” avrete il 10% di sconto sul vostro ordine!

    “Riportando tutto a casa” è un libro ma è soprattutto una forma di restituzione: ci troverete 15 anni di storie, incontri, viaggi nel mondo dell’educazione e del sociale per cui non smetterò mai di ringraziare.
    Grazie a chi vorrà iniziare da subito questo nuovo viaggio insieme a me! Spero di non deludervi!
    Silvia

Tra qualche giorno al via la mia campagna di crowdfunding!

Si avvicina il Natale, e un libro da promuovere non si nega a nessuno! 😉
In realtà nel mio caso non si tratta ancora di un libro, ma è ancora un potenziale sogno che potrebbe diventare realtà.
L’editrice bookabook ha selezionato una mia raccolta di articoli e riflessioni che ho intitolato – al momento – “Riportando tutto a casa”, proprio come questo mio storico blog.
Ci troverete racconti di storie di ragazzi e ragazze cresciuti “fuori famiglia”, giovani stranieri non accompagnati, adolescenti incontrati in oltre 15 anni di lavoro nell’educazione e nel sociale ma anche una serie di riflessioni e articoli, pubblicati in questi anni, e che finalmente raccolgo in una forma organica.
Niente di speciale, ma una forma in qualche modo di restituzione per dire grazie di tutte le storie meravigliose di fioritura che ho avuto il piacere e il privilegio in questi anni di ascoltare.
Come funziona la campagna di crowdfunding?
Abbiamo 100 giorni di tempo!

In questi 100 giorni i miei amici e contatti potranno pre-ordinare il libro (fino ad un massimo di 5 copie) in formato cartaceo o ebook.
Se raggiungerò l’obiettivo di almeno 100 pre-ordini il libro verrà editato, impaginato e stampato in edizione limitata e tutti coloro che lo hanno pre-acquistato ne riceveranno una copia.Se raggiungerò l’obiettivo di 200 pre-ordini il libro verrà editato, impaginato e stampato e diffuso anche nelle principali librerie e store online.

A breve riceverete il link e maggiori informazioni per il pre-ordine, se vorrete sostenermi in questa avventura.

“Futura”, un film da cui ripartire

Una scena del film “Futura”

Portare persone in una sala cinematografica di questi tempi è difficile. Un po’perché ancora sperimentiamo le conseguenze e le paure della pandemia e un po’perché siamo tutti sempre più incollati alle piattaforme di streaming. Ma vi prego: uscite di casa e andate nelle sale a vedere “Futura”.

*Futura è un film corale in tutti i sensi.Collettiva è la regia, firmata da Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher.
Condiviso il processo che ha portato alla scelta dei contenuti, delle tecniche di ripresa e dei gruppi di giovani da intervistare, grazie alla consulenza di Stefano Laffi, straordinario esperto di politiche giovanili e partecipazione, che insieme al gruppo di Codici Ricerca e Intervento ha gettato le prime basi di questa sceneggiatura con il libro “Quello che dovete sapere di me” (Feltrinelli 2016). Una raccolta di centinaia di lettere di ragazzi e ragazze che custodisco sempre come punto di partenza per le mie riflessioni in ambito educativo.
Futura è, infine, un film corale perché intervista gruppi di adolescenti e giovani che i registi hanno incontrato percorrendo l’Italia da nord a sud.

Più che alle loro storie individuali, in questo caso il documentario presta attenzione alle loro opinioni e alla voce di questa generazione. Si parla (tanto) di lavoro, futuro, politica e almeno apparentemente meno di sentimenti come se nell’asprezza di questo presente non ci fosse sufficiente spazio e respiro per sogni e aspirazioni. Ricorrenti alcuni temi: il mancato riconoscimento di adulti di riferimento, il desiderio di lasciare l’Italia, la paura di essere discriminati e, ovviamente, le conseguenze di un’emergenza sanitaria capitata proprio nel mezzo delle riprese. Ma c’è anche chi sogna una vita da agricoltore e di donare il suo trattore a un futuro figlio e chi non vorrebbe mai lasciare il proprio quartiere, ma magari renderlo anche solo più bello con un campo da calcio. Le domande degli adulti alla regia sono solo uno strumento di intermediazione, perché in realtà la camera sembra voler soprattutto accogliere e restituire, cercando il meno possibile di giudicare.

Abituati come siamo a una narrazione stereotipata di questa generazione che con estrema facilità demonizziamo e a volte, se ci conviene, edulcoriamo, in questo film i protagonisti appaiono invece in tutta la loro poetica e a volte disturbante verità. In questa narrazione decine di ragazzi e ragazze che i registi definiscono efficacemente i “divenienti” compaiono sullo schermo con le loro competenze e le loro resistenze, i loro pregiudizi e le loro domande, le loro passioni e la loro visione.

E come spesso accade – e chi si occupa di educazione lo sa bene – quello che parla e che colpisce in modo deflagrante spesso sono proprio i silenzi. Ed è anche dall’ascolto attento di quei silenzi e di queste loro parole che dovremmo, così come ci insegna “Futura”, con onestà ripartire.

Le Carte Scintille: uno strumento didattico per liberare l’immaginazione

Una delle Carte Scintille di Eleonora Terrile (Labelluli)

“Quando lo sguardo respira l’immaginazione vola”.

Durante il primo lockdown nascono le “Carte Scintille”, dalla creatività e dall’intuizione di Eleonora Terrile di Labelluli, esperta di copywriting e comunicazione sociale, allenata da sempre a giocare e lavorare con le parole.

Le Carte Scintille sono state presentate lo scorso 20 novembre in un evento promosso da Centro Alberto Manzi e Regione Emilia-Romagna e celebrato non a caso nella Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Sono uno strumento didattico e metaforico pensato per i bambini e le bambine della scuola primaria ma grazie ai contributi pedagocici di Andrea Prandin, Consulente Pedagogico e docente presso Philo – Scuola di pratiche Filosofiche Milano, e di Antonia Chiara Scardicchio, docente all’Università di Bari, le carte possono essere utilizzate anche in contesti di formazione per giovani e adulti.

Dove arriverà un bambino onda?
Qual è il più bel ricordo di una mamma albero?
Che potere ha un uomo ghiaccio?

Sono solo alcune delle domande e delle immagini evocative che ogni carta suggerisce e che può trasformarsi nell’inizio di un percorso di narrazione autobiografica per vedere se stessi e la realtà con nuovi sguardi, raccontandola infrangendo tabù e uscendo da un pensiero binario.

Uno strumento consigliatissimo per insegnanti, educatori e formatori utile per creare spazi di riflessione e favorire processi di narrazione sempre nuovi e capaci di liberare il potere straordinario dell’immaginazione.

Per saperne di più e per partecipare o richiedere un’attività di formazione con le Carte Scintille consulta questo link: https://www.labelluli.it/laboratori/carte-scintille/