Se sociale e mondo dell’impresa si incontrano

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È una bella storia quella di Casabrigandi, un nuovo locale inaugurato a Rimini lo scorso 22 dicembre nel cortile di Palazzo Carli, a due passi da piazza Tre Martiri.

Ristorante ed enoteca, si caratterizza per la scelta di piatti ricercati, originali cocktail studiati da Andrea Terenzi e arredi in legno così belli che sembra quasi di essere in un locale nordeuropeo.

Ma dietro a tavoli e mensole c’è un segreto in più: gli arredi di Casabrigandi sono infatti stati realizzati da Claudio Scola, insieme alle persone che frequentano il Cso (Centro socio occupazionale) di Lagomaggio e ai ragazzi che vivono alla Casa per le emergenze “Amarkord”.

Il primo è un servizio attivo a Rimini sin dal 1979: un centro gestito dall’Associazione Sergio Zavatta onlus destinato a persone con disabilità che non possono accedere al mondo del lavoro in forma temporanea o permanente. “Amarkord” è invece una struttura di pronta accoglienza per minorenni gestita dall’Associazione Sergio Zavatta insieme alla coop. sociale Il Millepiedi.

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Il Cinema Fulgor torna a splendere

26805131_1133427036792554_439827762816484034_nFinalmente Rimini ha un luogo simbolicamente dedicato a Federico Fellini. Nel giorno del suo 98esimo compleanno, il Cinema Fulgor torna a splendere. Sono tanti i riminesi in fila in questi giorni per visitare queste sale, che riportano il cinema in pieno centro storico. Oro e rosso i colori scelti da Dante Ferretti per impreziosire questo luogo, popolato per l’occasione dai personaggi più amati dei film del regista riminese. Visitate il Fulgor e poi soprattutto guardate e riguardate “Lo sceicco bianco”, “Amarcord”, “8 e 1/2”, “La dolce vita”…perché quella stessa magia possa rivivere ancora oggi.

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La più grande paura di una donna

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Un noto e molto amato locale riminese promuove su Facebook una serata organizzata per aiutare i single a conoscere persone nuove e divertirsi. Fin qui tutto bene. Ma l’inserzione si apre con una domanda: “Qual è la più grande paura di una donna?”. La risposta a caratteri cubitali: “RIMANERE SOLA!”.

Senza nessun tipo di pregiudizio nei confronti del locale (che frequento abitualmente e che mi piace molto), vorrei rispondere. Non tanto a chi organizza questi eventi, ma soprattutto a chi dovrebbe pubblicizzarli. E in generale a tutti quelli che, in modo più o meno consapevole, avrebbero dato la stessa risposta a quella domanda.

È vero, ci sono donne che hanno paura di rimanere sole.

Ma lo stesso, credetemi, può valere per molti uomini.

E soprattutto molto più della solitudine fanno paura le relazioni sbagliate. Persone e legami patologici, violenti, disfunzionali, portatori di squilibri. O anche solo artefatti e banali.

Le donne (e gli uomini) vogliono divertirsi, conoscere persone, sentirsi libere e soddisfatte di sé e delle proprie relazioni, poter scegliere. Possono affrontare la vita con coraggio e intraprendenza sia da sole che in coppia.

Ma francamente nel 2018 le donne no, non hanno paura di rimanere sole.

Odiano piuttosto dover ancora spiegare perché.

In: http://www.newsrimini.it/2018/01/la-piu-grande-paura-donna/ 

Minori non accompagnati: non più soli

tutori-volontariAvvocati, studenti universitari, insegnanti, pensionati, genitori adottivi. Cosa possono avere in comune? Sono un gruppo di privati cittadini, molto diversi tra loro, che si sono ritrovati intorno a uno stesso tavolo perché hanno deciso di formarsi per intraprendere un’esperienza di tutela legale e genitorialità sociale nei confronti dei minori stranieri non accompagnati. Sono i “tutori volontari”, una figura che già esisteva da diversi anni, ma che la nuova Legge quadro sui minori stranieri non accompagnati (Legge 47/2017) ha voluto formalizzare con la creazione di appositi elenchi.
Questi elenchi vengono gestiti dai Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza, il cui compito è quello di selezionare e formare gli aspiranti tutori e a garantire l’aggiornamento continuo di queste figure e adeguati spazi di supporto.

Dalla legge al bando. Anche l’Emilia-Romagna ha risposto all’appello e la Garante Clede Maria Garavini, in sinergia con il Tribunale per i minorenni, ha predisposto l’apertura di un avviso pubblico (disponibile sul sito www.assemblea.emr.it) per la selezione e la formazione di soggetti idonei a svolgere la funzione di tutore volontario. L’avviso fornisce indicazioni precise e dettagliate sui requisiti previsti per la presentazione della domanda e indicazioni per la presentazione della candidatura e sulla procedura che sarà seguita per la selezione degli aspiranti tutori.
È necessario avere almeno 25 anni e non avere avuto precedenti problemi con la giustizia. Requisiti preferenziali, una pregressa esperienza, volontaria o professionale, nel campo dell’integrazione e della tutela minori.

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Da Rimini intorno al mondo…un’avventura in bicicletta

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Ph. Cyclinghoboz

Gevelyn è nata e cresciuta a Rimini, ma con un’insaziabile desiderio di rompere la routine e viaggiare in libertà. Dopo qualche stagione lavorativa in montagna, decide di imparare meglio l’inglese: e dove se non in Australia? Un visto di lavoro, un volo prenotato, prima il lavoro in fattoria e poi in un ristorante come cameriera. Qui conosce Anton: musicista, chef, barista, pizzaiolo e… tuttofare. Anche lui con lo stesso sogno: viaggiare. Insieme hanno girato zaino in spalla l’Australia e l’Europa e vissuto per tre anni a Edinburgo. Nel 2015 hanno deciso di lasciare la Scozia e pedalare fino a Barcellona. Ma non è finita qui: sempre in sella alle loro bici lo scorso giugno decidono di fare ritorno in Australia e aprono il blog https://cyclinghoboz.wordpress.com/ e la pagina Facebook Bike trip per condividere la loro avventura di viaggiatori vegetariani in bicicletta. Due Hobo, come amano definirsi, lavoratori itineranti che amano il viaggio più che la destinazione. Li abbiamo contattati mentre si trovano a Tblilissi, in Georgia, in attesa di un visto per l’Iran.

Da dove parte e dove vi porterà questo vostro viaggio?

L’idea è nata qualche tempo fa. Il primissimo viaggio in bici che abbiamo fatto è stato infatti da Edimburgo a Barcellona. Abbiamo vissuto ad Edimburgo per 2 anni e mezzo ma soprattutto a causa del clima abbiamo deciso di trasferirci a Barcellona. Volevamo portarci dietro le nostre biciclette, che abbiamo sempre usato per muoverci e andare al lavoro, e non eravamo molto propensi a venderle per poi comprarne altre. Così abbiamo deciso di prendere il traghetto fino ad Amsterdam e poi iniziare a pedalare, prendendo solo qualche treno regionale (gli unici che permettono di viaggiare con la bici montata). Dopo un po’di tempo ci abbiamo preso così tanto gusto che abbiamo deciso di usare solo le nostre biciclette. Abbiamo vissuto un anno e mezzo a Barcellona ma la voglia di viaggiare in bici non ci ha mai abbandonato. Così abbiamo iniziato a progettare il nostro nuovo viaggio e a mettere insieme una lista di cose necessarie. L’obiettivo di questo nostro nuovo itinerario è raggiungere Warrnambool, in Australia, dove la mamma di Anton vive, ma abbiamo anche altre idee e vorremmo viaggiare in Africa, e dall’Alaska alla Terra del Fuoco.

Come è nata la vostra passione per i viaggi in bicicletta?

La bicicletta è l’opzione più bilanciata per noi. Ci permette di viaggiare alla lentezza necessaria per vedere e conoscere le diverse culture e i diversi popoli che incontriamo, con i loro costumi e usanze. Al tempo stesso non si è lenti come nel camminare. Viaggiare con le nostre bici ci permette di essere completamente autonomi, e in più è come viaggiare con la nostra casa! Per esempio possiamo sempre trasportare la tenda, con confortevoli materassini ad aria e sacchi a pelo.  Abbiamo la nostra cucina con tutto il necessario per cucinare deliziosi pasti vegetariani, incluso un fornello a gas e un fornello a legna pieghevole e compatto. Non importa quanti chilometri pedaliamo o se siamo nel deserto o tra le montagne: abbiamo una soluzione per tutto.

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Servizio logopedia: cercando le parole si trovano i pensieri

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Ph. Servizio logopedia Il Millepiedi

Disturbi del linguaggio, disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa): negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione intorno a questi temi, sia a scuola che in famiglia. Nascono così anche nuovi servizi, per rispondere alle esigenze di bambini e famiglie in maniera efficace. È il caso ad esempio del Servizio Logopedia e DSA promosso dalla coop. sociale Il Millepiedi di Rimini. Ce ne parla l’ideatrice: Federica Cani, psicologa e logopedista.

Come e quando è nato questo servizio?

Io sono laureata in psicologia e lavoravo da alcuni anni come responsabile di struttura in una comunità. Successivamente mi sono laureata anche in logopedia e ho pensato che sarebbe stato interessante aprire un servizio all’interno della cooperativa per cui lavoravo. La Millepiedi ha accolto la mia proposta e nel 2012 abbiamo finalmente inaugurato il “Servizio logopedia e DSA”. In questi anni non sono mai mancati pazienti, anzi, il servizio si è ampliato. I primi tempi abbiamo lavorato soprattutto sui disturbi del linguaggio per poi cominciare ad occuparci anche di disturbi dell’apprendimento, arricchendoci di nuove figure professionali. Oltre a me, che svolgo il ruolo di responsabile, lavorano per il servizio Martina Fabbri (logopedista), Silvia Baldazzi (psicologa), Daniela Ramagli (educatrice). Una delle novità di quest’anno è stata l’apertura del doposcuola “Mille…e una strategia” rivolto a bambini e ragazzi Dsa e Bes. Il doposcuola si trova presso la scuola D.G. Marconi di San Vito, e ci lavorano la nostra psicologa e la nostra educatrice, formata come tutor dell’apprendimento.

Com’è cambiato rispetto al passato l’approccio a queste problematiche?

A differenza del passato esistono trattamenti molto più efficaci. Anche i genitori sono più attenti, conoscono meglio l’offerta e cercano le risposte più adeguate ai loro bisogni. A noi si rivolgono famiglie con bambini dai 3 anni in su, con o senza diagnosi. Spesso le famiglie ci chiamano anche solo se hanno dei dubbi, non necessariamente perché ricevono una segnalazione da parte degli insegnanti.

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La lavatrice del cuore

Di persone che ti donano la vita e di altre che ti insegnano a vivere.
Di pietre e pasticcini.
Di lavaggi e centrifughe per mandare via i pensieri tristi e le paure.
Di abbandoni e abbracci al collo.
Di genitori e figli “veri” e di come tutte queste definizioni non abbiano poi così senso. 
Di domande inopportune.
Di risposte azzeccate.
Di… “non mi ricordo”.
Di burocrazia e lunghe attese.
Di famiglie di sangue e di cuore.
Di manine sulla maniglia di una porta, di nuovi inizi, di figli amati ancor prima di esserlo.

Di tutto questo e molto altro è piena “La lavatrice del cuore”.

22528562_10214541822086477_4663079558640319415_n(Uno spettacolo di Edoardo Erba con Maria Amelia Monti, tratto dal libro “Cara adozione” e dalle centinaia di lettere di genitori e figli adottivi. A Rimini lo scorso 20 ottobre al Teatro Novelli in occasione del “Mese delle Famiglie” promosso dal Centro per le Famiglie del Comune di Rimini).

L’esperienza dei Magnifici lettori volontari

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Ph. Silvia Sanchini

Dalle panchine “lettura fresca” dell’estate del 2007 alle corsie degli ospedali e ai corsi di formazione: da 20 anni il Centro per le famiglie del Comune di Rimini investe sulla promozione della lettura.

L’obiettivo è quello di costruire un lessico comune e valorizzare le molteplici narrazioni che una stessa storia può offrire, per favorire il dialogo e scoprire che narrare ha un potere terapeutico e inclusivo.

Oggi i Magnifici Lettori Volontari del Centro per le Famiglie decidono di regalare le loro voci e le loro storie soprattutto a chi rischia di essere maggiormente escluso o ai margini. Saranno inoltre protagonisti, il prossimo 21 ottobre, di una maratona di lettura promossa dal Comune di Rimini in occasione del “Mese delle famiglie”. Ci saranno diversi punti di lettura nelle piazzette riqualificate del centro storico e in contemporanea in ospedale, insieme agli stand e ai laboratori organizzati dalle associazioni.

A coordinare il gruppo del Magnifici Lettori riminesi Desiree Monciardini, counselor familiare e interculturale e esperta di biblioterapia, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

Chi sono i lettori volontari e dove svolgono la loro attività?

I volontari che prestano la loro voce per il progetto Magnifici Lettori Volontari sono uomini e donne di tutte le età che decidono di donare il loro tempo in un periodo storico in cui tutti sembriamo non averne. Oggi i Lettori si dedicano in particolare ai bambini ricoverati nei reparti di Chirurgia Pediatrica, Pediatria, Oncologia Pediatrica e Terapia Intensiva Neonatale, abbiamo inoltre avviato un progetto in sperimentazione con il Lettore a domicilio dedicato a bambini con particolare fragilità, difficoltà motorie o malattie che impediscono loro di uscire. Abbiamo anche Lettori che regolarmente leggono in una delle strutture protette del territorio che ospita mamme e bambini vittime di violenza domestica.

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Una spiaggia con le persone al centro

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Ph. Silvia Sanchini

Un primo passo che il consorzio Spiaggia Marina Centro, un network che coinvolge gli stabilimenti dal bagno 19 al bagno 28 di Rimini, ha scelto di compiere per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani con disabilità. Dare vita a una spiaggia “aperta, sostenibile e responsabile” è infatti la missione dei membri del consorzio.
Gli esiti del progetto di responsabilità sociale di impresa sono stati presentanti lo scorso 16 settembre in una conferenza stampa che ha aperto il Festival del turismo responsabile It.a.cà.

A moderare gli interventi Annalisa Spalazzi, coordinatrice del Festival a Rimini, che ha dato subito la parola a Stefano Mazzotti. Titolare del bagno 27 di Rimini, coordinatore del progetto Marina C’entro e per tutti bagnino top ha le idee molto chiare: “Vogliamo fare uscire l’impresa balneare dal guscio della piccola impresa a gestione familiare e aprirci a una realtà più ampia. Le persone più vulnerabili non devono essere una ‘seconda scelta’ ma un valore aggiunto, persone capaci di offrire nuovi stimoli e prospettive a tutti noi. A Rimini ci sono 220 bagnini e ristobar di spiaggia. Il mio sogno? Che in ogni stabilimento possa lavorare almeno una persona con disabilità”. Aggiunge: “Uno dei valori di questo progetto è la rete di collaborazioni che si è creata tra le imprese, i soggetti del terzo settore, l’università”.

Da questo progetto Sandra Del Vecchio, infatti, scriverà la sua tesi di laurea in economia e management. Diversi poi gli enti che partecipano: la Fondazione Enaip che cura la formazione professionale e che ha premiato il consorzio come azienda accessibile e inclusiva, la coop. sociale Il Millepiedi che si occupa della selezione e del tutoraggio dei ragazzi attraverso personale educativo qualificato, in collaborazione con le associazioni Crescere insieme e Rimini Autismo. C’è poi la cooperativa Rimini Up, che ha accompagnato i ragazzi che hanno lavorato come animatori in spiaggia. Diverse infatti le tipologie di lavoro svolte dai ragazzi: aiuto-bagnini, animatori, addetti all’infopoint.

Luca, uno dei ragazzi coinvolti, è molto felice di questa esperienza: “È stata davvero una bellissima opportunità. Io ero uno dei ragazzi più grandi e quest’anno ho avuto la possibilità non solo di svolgere le mansioni pratiche dei bagnini ma anche di avere un contatto con il pubblico. Le persone erano molto gentili con me, si fermavano a chiacchierare, e ho potuto conoscere tanta gente e fare amicizia. Sicuramente l’aspetto più difficile è stato sopportare un’estate davvero caldissima e lavorare in spiaggia con le temperature così alte era molto faticoso! Ma è un lavoro bellissimo e un’esperienza che spero di ripetere e che consiglierei a tutti i ragazzi”.

Mi sono divertito moltissimo, in fondo fare l’animatore – dai – non è mica così difficile!”, scherza Emanuele che con la sua risata ha contagiato tutti e che ringrazia Patrizio e Anna e tutte le persone che lo hanno aiutato.

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Tutto quello che non voglio

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Non voglio smettere di amare perché qualcuno in passato mi ha ferito.
Non voglio odiare tutti indistintamente perché qualcuno ha sbagliato.
Non voglio sacrificare la mia libertà all’altare della paura.
Non voglio che la vendetta sia l’unica soluzione.
Alla violenza, non voglio rispondere con violenza.
Non voglio semplificare questioni complesse con slogan.
Voglio capire, ascoltare, impegnarmi, educare. Andare anche controcorrente. Resistere.
È il momento di uscire dal silenzio e prendere una posizione.
Non voglio un mondo in cui la diversità sia un disvalore, le minoranze condannate alla marginalità.
Non voglio negare la rabbia ma non voglio neppure che “condanniamoli a morte” sia l’ultima parola.
Gli attentatori di Barcellona, qualcuno lo ha già scritto, non erano mostri. Erano “nostri”.
E in qualche modo anche il branco responsabile delle violenze e degli stupri è un prodotto – terribile – della
nostra società.
La “banalità del male” si annida ovunque.
Non voglio consegnare ai miei figli un mondo abitato dalla paura.
Non voglio che guardino alla bontà con diffidenza, che considerino la solidarietà pura retorica.
Che si lascino convincere da idee totalizzanti per paura della loro libertà.
Le nostre grida scomposte, la nostra violenza verbale, l’attitudine a non rispettare le regole, il sessismo più
o meno esplicito, la nostra schizofrenia tra reale e virtuale, il nostro essere cattivi maestri non sono privi di
conseguenze.
Tutto contribuisce a creare quella cultura nichilista che ci rende ogni giorno più soli e soprattutto meno
umani.
La storia forse un giorno, anche di tutto questo, ci chiederà conto.

In: http://www.newsrimini.it/2017/09/quello-non-voglio/