È buono, il nuovo gelato di Bologna

èbuono_gelatoNel rione Cirenaica di Bologna si trovano i primi resti dell’insediamento etrusco in questa zona. È anche il quartiere di alcune delle osterie fuori porta bolognesi più famose, ritrovo abituale in passato di artisti come Dalla, Gaber, Guccini. Proprio Guccini ha abitato qui, in via Paolo Fabbri, dedicando alla sua strada il celebre album nel 1976.

Questo quartiere vivace, ricco di storia e cultura, da qualche tempo è sede di una nuova gelateria. La bottega di “È buono”, in via Palmieri 37, porta non solo la novità di un gelato gustoso e naturale ma unisce all’aspetto commerciale un valore etico e sociale. Il gelato che qui si produce e si vende è infatti l’ultimo anello di una catena di buone scelte: a partire dalle materie prime, selezionate perché a km0 o provenienti da filiera sociale. Per poi passare ai metodi di lavorazione, tradizionali, per mantenere intatti sapori e proprietà degli ingredienti. Infine la scelta di offrire opportunità lavorative a giovani provenienti da situazioni di vulnerabilità.

Continua a leggere su Rimini Social 2.0

Ph. E’buono

Frida Kahlo a Bologna

20160128_152115Passionale, emancipata, resiliente. Sicuramente unica. Un’occasione in più per scoprire Frida Khalo è la mostra fotografica recentemente allestita a Bologna in via Santa Margherita. Molti di questi scatti – realizzati da Leo Matiz – avevo già avuto occasione di ammirarli nell’ambito della mostra dedicata all’artista messicana alle Scuderie del Quirinale di Roma, ma è sempre bello scoprire nuovi sguardi e nuovi aspetti della personalità di Frida. La mostra raccoglie 35 fotografie in diversi formati ed è ospitata dalla Galleria ONO Arte Contemporanea e realizzata in collaborazione con la Fondazione Leo Matiz.

Gli scatti del fotoreporter colombiano raccontano Frida20160128_152918 Kahlo nella sua quotidianità, la ritraggono insieme all’artista e amante Diego Rivera, mostrano la loro “Casa Azul” e il quartiere dove ha vissuto, Coyoacán di Città del Messico. Una quotidianità per Frida molto importante: “Non ho mai dipinto i sogni. Ho dipinto la mia realtà”, scrive infatti l’artista per descrivere il suo percorso pittorico. È evidente il legame anche di amicizia che univa la pittrice messicana al fotografo che in questi scatti ne penetra l’intimità, cogliendone espressioni vive e intense. Frida Kahlo è legata alle tradizioni del suo paese, ama farsi ritrarre con gli abiti tipici delle contadine messicane, ma è anche una donna indipendente, dalla fortissima personalità che emerge in ogni suo gesto, in una sigaretta tenuta in mano o mentre si ripara dal sole in giardino.

20160128_153715Accanto alla mostra fotografica, sono visibili anche gli interessantissimi schizzi preparatori di Vanna Vinci, fumettista e illustratrice conosciuta per la sua “bambina filosofica”, che nell’autunno del 2016 presenterà la sua biografia di Frida Khalo a fumetti e che è impegnata in un intenso lavoro di ricerca per cogliere al meglio ogni aspetto della sua personalità.

L’ingresso alla mostra è gratuito e vale la pena dare uno sguardo anche per il bell’allestimento in questa galleria d’arte bolognese.

L’importante è partecipare

IMG_5962Dopo oltre un anno di lavoro si è svolta a Bologna venerdì 18 Dicembre la II Conferenza del Care Leavers Network dell’Emilia-Romagna promossa dall’Associazione Agevolando. Titolo dell’evento: L’importante è partecipare!, chiara sin dal titolo l’intenzione di valorizzare il protagonismo dei giovani care leavers emiliano-romagnoli.
Si intende per “care leavers” chi lascia i percorsi di tutela e di cura, sono giovani che vivono una situazione delicata e un complicato percorso di transizione all’autonomia, spesso senza poter contare sul sostegno di una famiglia.
La Conferenza si è aperta con l’intervento di Elisabetta Gualmini, vicepresidente e assessore al welfare della Regione Emilia-Romagna: “Rispondere a chi chiede aiuto non è semplice per le istituzioni ma dobbiamo essere capaci di interpretare e assecondare il cambiamento in atto nella società. Voi rappresentate il mondo che cambia, siatene fieri e fate anche delle vostre storie difficili una ricchezza! Il tema dell’allontanamento della propria famiglia di origine e del compimento della maggiore età per i ragazzi “fuori famiglia” ci sta particolarmente a cuore: sappiate che vi abbiamo in mente e che desideriamo ascoltarvi”.

Continua a leggere su Rimini Social 2.0

In barca…per imparare la vita

sailing-690289_640Un gruppo di adolescenti provenienti da Ravenna, Cesenatico e Rimini. Una partnership tra 9 soggetti: l’associazione onlus Piccoli Passi e la cooperativa sociale onlus La Vela di Cesenatico, le associazioni Marinando di Ravenna e di Rimini, l’associazione Sonora Social Club di Bagnacavallo, la cooperativa Il Millepiedi di Rimini, l’associazione Verba Manent onlus e la Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore onlus di Bologna. Tre barche guidate da skipper esperti e un gruppo di educatori e operatori sociali.

Sono questi alcuni degli ingredienti dell’avventura in mare che hanno vissuto un gruppo di ragazzi tra i 14 e i 17 anni durante l’Estate grazie al progetto “Albatross. Giovani in Adriatico”, un progetto di prevenzione del disagio giovanile nato con l’obiettivo di potenziare l’autostima dei giovani coinvolti sviluppando in loro maggiori capacità di interazione e convivenza, responsabilizzazione e stimolo alla trasmissione delle proprie competenze attraverso un mediatore molto speciale: la barca a vela.

Continua a leggere su Rimini Social 2.0

E’buono!

ebuono-facebook1Oggi voglio parlarvi di un progetto, un piccolo grande sogno, che in queste settimane mi sta appassionando moltissimo.

O meglio, non sarò io a parlarvene, ma voglio lasciare la parola a Jennifer: una giovane donna con un passato difficile ma con una forza e una determinazione fuori dal comune e tanta voglia di aiutare altri ragazzi e ragazze che vivono o hanno vissuto situazioni simili alla sua.

A lei allora la parola per raccontarvi il progetto “E’buono” che l’Associazione Agevolando promuove insieme alla Consulta Diocesana di Genova, all’Associazione Ancoraggio e al Consorzio Farsi Prossimo di Milano per l’apertura di gelaterie completamente gestite da ragazzi/e provenienti da esperienze “fuori famiglia”.

Un dolce sogno che non è solo un progetto imprenditoriale, ma un progetto di vita. 

E se vi va di darci una mano e sostenerci in questa avventura, Jennifer vi spiega come votarci e aiutarci a vincere un concorso che potrebbe dare ali al nostro sogno.

Mi chiamo Jennifer, ho quasi 25 anni, sono di Villaputzu (CA) ma abito da 10 anni a Bologna. Mi sono trasferita a Bologna perché i miei genitori non erano in grado di crescere adeguatamente me e i miei fratelli. Sono andata in affido da una parente: avevo 15 anni, ero arrabbiata, avevo bisogno di rielaborare un passato pesante e di curare cicatrici profonde. Così dopo qualche mese con i servizi sociali ho deciso di entrare in una casa famiglia – più comunemente chiamata comunità – in cui sono stata ospite per 5 bellissimi anni.
Quando ho compiuto diciott’anni sono stata fortunata e ho potuto godere del prosieguo amministrativo sino ai 21 anni. Molto spesso però a 18 anni i ragazzi e le ragazze nella mia stessa situazione sono costretti a ritornare nelle loro famiglie d’origine e viene imposto loro di interrompere un percorso molto delicato di rielaborazione ed accettazione… Alcuni di loro sono praticamente lasciati in mezzo ad una strada senza lavoro e senza casa.
Per questo è da quasi 5 anni che sono socia di Agevolando e circa un anno fa sono stata socia fondatrice di Agevolando Sardegna.
Ora ho quasi 25 anni, sono una ragioniera programmatrice e lavoro come impiegata negli acquisti in un’azienda da quasi 5 anni, ho una casa che condivido con un’amica. Ma avrei il desiderio di poter mettere in piedi qualcosa per coloro che non hanno avuto la mia forza e la mia fortuna… Questo progetto di apertura di una gelateria a Bologna vedrebbe il mio sogno realizzarsi: poter aiutare davvero chi si ritrova in situazioni di disagio dopo tanta strada percorsa per uscire dalle tenebre del passato. Il tuo aiuto sarebbe un mattoncino da posare nelle fondamenta di un progetto d’aiuto concreto. Grazie. Jennifer”
 
DSCN3738Come puoi aiutare Jennifer e gli altri ragazzi?
Innanzitutto votando il nostro progetto al link: www.labuonavernice.it/ebuono/.
Puoi votare tramite Facebook (3 punti) o tramite e-mail (1 punto). Si può votare una sola volta, fino al 31 Agosto p.v. Invita anche i tuoi amici a votarci inoltrando questa e-mail o invitandoli tramite Facebook.
Puoi anche fare una donazione (specifica nella causale progetto “E’buono!”).
E per essere sempre aggiornato sugli sviluppi del progetto seguici su: www.agevolando.org.

#5buoneragioni: storie di vita oltre i luoghi comuni

banner_800x600_2014_2015Per Jennifer la comunità è stata l’esperienza che le ha permesso di ricominciare a vivere, il luogo dove riscrivere la sua storia e ricominciare a vedere lucidamente il mondo.

Per Antonio gli educatori sono stati un’ancora di salvezza.

Denise in casa-famiglia ha sentito di poter essere se stessa, ha potuto finalmente smettere di nascondere i problemi sotto la sabbia.

Per Jonathan la comunità è stata una famiglia, l’occasione per raggiungere alcuni obiettivi insperati come concludere la scuola e trovare lavoro.

Case e non gabbie. Luoghi di accoglienza e protezione e non luoghi di sofferenza o in cui si fa business. Un punto di vista molto diverso da quello che una parte dell’opinione pubblica, della politica e del mondo dell’informazione giornalistica da alcuni mesi e in diverse occasioni porta alla ribalta. Il punto di vista di chi un percorso di accoglienza in comunità/affido/casa famiglia lo ha vissuto e desidera raccontarlo.

Ci sono alcuni luoghi comuni e generalizzazioni con cui ultimamente gli operatori che lavorano nel settore dei minorenni allontanati dalla loro famiglia di origine, si trovano sempre più spesso a confrontarsi. Per sfatarli, ma anche semplicemente per raccontarsi, una campagna iniziata lo scorso 17 Luglio a Roma e promossa da sei organizzazioni (Agevolando, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA, Coordinamento Nazionale Comunità per Minori – CNCM, Cismai, Sos Villaggi dei Bambini, Progetto Famiglia) che hanno redatto un Manifesto: “#5buoneragioni per accogliere i bambini che vanno protetti”.

E’ importante conoscere il mondo dell’accoglienza dei minorenni fuori famiglia per quello che rappresenta, a partire dalle loro storie e dai dati reali, e non seguendo ideologie e generalizzazioni che spesso partono da fatti di cronaca singoli e circoscritti”, ci spiega il Presidente di Agevolando Federico Zullo. “Con questo spirito è partita la campagna #5buoneragioni che, dopo Roma e Trento, arriva il prossimo 29 Gennaio in contemporanea in sei città d’Italia: Milano, Torino, Bologna, Napoli, Bari, Palermo e che proseguirà il 27 Febbraio ad Ancona e il 9 Marzo a Firenze, all’Istituto degli Innocenti”.

Proviamo ad analizzare alcune delle affermazioni sentite più spesso sul tema e che di sicuro non ne rappresentano la complessità.

  • “I figli vengono tolti alle famiglie povere per ragioni economiche”. FALSO. Quando si parla di povertà familiare non si parla solo di povertà economica ma di tutto il contesto, e non è mai l’unico elemento che può determinare un allontanamento, ci sono sempre delle concause. Se qualcuno si permette di allontanare un minore solo perché la famiglia ha delle difficoltà economiche, quello è un abuso (la legge italiana lo vieta). I motivi per cui i minorenni vengono allontanati sono più complessi e riguardano situazioni di grave trascuratezza, negligenza, abuso, violenza.

  • Ci sono comunità/case-famiglia che prendono rette da 400 euro al giorno per l’accoglienza”. FALSO. In media le comunità italiane percepiscono rette da 100 euro al giorno (la media si abbassa significativamente nelle regioni del Sud d’Italia). Inoltre diverse ricerche hanno dimostrato che tali rette non sono affatto sufficienti per garantire sole gli standard di accoglienza fissati a livello normativo, costringendo così numerose comunità a grossi sacrifici, che vanno ad aggiungersi ai già drammatici tagli al welfare e ai servizi sociali.

  • In Italia si allontana troppo, più che negli altri paesi Europei”. FALSO. In tutti i lavori comparativi a livello europeo, l’Italia è uno dei Paesi che in Europa meno ricorre all’allontanamento. Infatti, i dati al 31.12.2010 dicono che: in Francia i minorenni fuori dalla famiglia d’origine sono 133.671 (pari al 9 per mille della popolazione 0/17 anni); in Germania alla stessa data sono 111.300 (pari all’8 per mille); nel Regno Unito sono 60.240 (pari al 6 per mille); in Spagna sono 37.075 (pari al 4 per mille); in Italia sono 29.388 (pari al 3 per mille).

  • Gli allontanamenti sono aumentati a causa della crisi economica”. FALSO. Anche in questo caso non c’è una correlazione tra la crisi economica e l’aumento del numero dei minorenni allontanati dal loro nucleo familiare di origine. Anzi, i minori “fuori famiglia” in Italia al 31-12-2012 risultano persino diminuiti rispetto agli anni precedenti, in particolare rispetto alla data del 31-12-2007, dunque prima della crisi economica (dati ministeriali ufficiali).

  • Tra affido, casa-famiglia e comunità esiste una contrapposizione”. FALSO. Affido, comunità, casa-famiglia sono e debbono essere risposte complementari e non in contrapposizione o subordinate l’una all’altra. Situazioni complesse, come quelle dei bambini e dei ragazzi che vivono nella loro famiglia di origine esperienze di dolore e sofferenza, richiedono risposte diversificate sulla base dei bisogni. Ogni ragazzo ha il diritto ad un progetto per sé: attento, curato e specifico. Il territorio riminese, così ricco e diversificato rispetto alle diverse esperienze presenti, può essere una testimonianza positiva della complementarità dei diversi interventi che devono lavorare in rete, attivare sinergie finalizzate il più possibile al benessere e alla positiva integrazione nel territorio dei ragazzi accolti.

Un’altra riflessione va aggiunta sul tema della prevenzione. E’ auspicata da tutti la riduzione del numero degli allontanamenti ed è necessario fare in modo che vengano realmente garantiti tutti i sostegni e gli interventi possibili di supporto alle famiglie di origine prima di ricorrere a questa misura estrema, ma al contempo è doveroso, sul piano pratico, allontanare con determinazione e tempestività bambini e adolescenti che nel loro contesto familiare subiscono gravi violazioni dei loro diritti.

E ancora: gettare fango sul sistema di tutela in maniera indiscriminata e generica sicuramente non aiuta né i bambini e i ragazzi stessi né le loro famiglie.Certo, un sano contradditorio è importante e può essere un’ulteriore forma di protezione. Abusi e ingiustizie vanno denunciati prontamente, qualsiasi violazione dei diritti portata alla luce. Ma la realtà non può essere raccontata solo in modo parziale o distorto. Fare informazione ascoltando solo genitori arrabbiati o minorenni spaventati non è un buon servizio alla società. Le famiglie non devono avere paura di chiedere aiuto. I bambini e i ragazzi devono sentirsi tutelati, non stigmatizzati.

La campagna #5buoneragioni in fondo nasce per questo. Non tanto per la necessità arroccarsi sulle proprie posizioni e difendere a spada tratta il lavoro dei servizi sociali. Ma semplicemente per accogliere questa complessità, per conoscere prima di giudicare, per rimettere al centro il superiore interesse dei bambini e dei ragazzi più fragili. Per questo il 29 Gennaio saremo a Milano, Torino, Bologna, Napoli, Bari e Palermo. Ad ascoltare il punto di vista dei ragazzi, delle loro famiglie, degli educatori, degli assistenti sociali, dei giudici e di tutti i soggetti coinvolti nei percorsi di tutela. E speriamo davvero di essere in tanti.

Silvia Sanchini

in: http://www.newsrimini.it/rimini-social

Mi raccomando!

DSCN7371Le ragazze e i ragazzi che vivono in comunità, affido o casa-famiglia sono saliti in cattedra. E non in senso metaforico, ma realmente: lo scorso 13 Dicembre un gruppo di 38 giovani provenienti da esperienze “fuori famiglia” ha presentato dieci “Raccomandazioni” per migliorare i percorsi di accoglienza e transizione all’autonomia nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’Educazione di Bologna in occasione della prima Conferenza del “Care Leavers Network” dell’Emilia-Romagna promossa dall’Associazione Agevolando. Ad ascoltarli operatori sociali, rappresentanti istituzionali, giornalisti, studenti, docenti universitari.

Il primo a prendere il microfono è Abdel, un ragazzo marocchino di 23 anni, con lo sguardo sveglio e vivace e una storia difficile alle spalle. Un viaggio della speranza per raggiungere l’Italia, un periodo di clandestinità, e poi l’incontro con una comunità di accoglienza a Ravenna, l’inizio di un percorso di impegno e responsabilità e oggi, finalmente, il raggiungimento di importanti obiettivi: una casa, un lavoro, una serenità, relazioni e amicizie su cui contare.

“Voglio ringraziare tutti per averci permesso di partecipare a questo progetto e per essere qui ad ascoltarci” – esordisce Abdel – “io porto soprattutto la testimonianza dei ragazzi stranieri che arrivano qui in Italia da soli, senza genitori o adulti che si prendono cura di noi. La nostra è un’esperienza difficile, vi chiediamo sempre maggiore impegno per sostenerci e non lasciarci soli”.

Con lui prende la parola A., ancora minorenne ma alle spalle già tanto dolore e tanta fatica, ospite di una comunità di accoglienza a Rimini, ci dice: “Siamo ragazzi che stanno facendo un percorso, che vogliono guardare al futuro con fiducia nonostante tutte le difficoltà che abbiamo conosciuto. Vi chiediamo di averci non solo in mente, ma anche nel vostro cuore”.

Si giunge così alle vere e proprie “Raccomandazioni”: un decalogo rivolto ai decisori politici, agli educatori, ai servizi sociali, ai giornalisti e alla cittadinanza tutta redatto dai ragazzi in due mesi di intenso lavoro insieme ai volontari di Agevolando.

Continua a leggere

Istantanee del 2014 e #Traveldreams per il 2015

Più che con bilanci e parole, ho voglia di raccontare questo 2014 per immagini. Non ho velleità da fotografa, ma credo che la fotografia possa essere un ottimo strumento per fare sintesi e fissare luoghi, incontri, scoperte. E così ecco qualche immagine dal 2014 si è aperto in Sicilia, tra volti amici, in Marzo mi ha portato a Roma, che per me è sempre un po’casa, e mi ha permesso di incontrare una donna dall’animo davvero grande: Chiara Scardicchio.

20140101_1310501898136_10202544787132866_1395961264_n IMG_20140316_182616

Tra aprile e maggio: un primo anno di blog e la trasferta in Calabria. Poi l’Estate: un evento importante a Roma che mi ha portato anche a una svolta professionale, la mostra di Frida Kahlo, la scoperta di Londra, la nascita di due creaturine da ricolmare d’amore.

IMG_20140406_154609index

  10847841_10205413660088132_1733946982294622028_n   IMG_20140820_114039

A Settembre Rimini ha salutato il Festival Francescano, e io ho avuto l’opportunità di partecipare al progetto di storytelling del Comune di Rimini: #MyRimini. E poi Arezzo e Camaldoli nel ricordo di Paolo VI, l’incontro con Antonio Distefano e nuovi stimoli personali e professionali. Fino ad arrivare a Novembre e Dicembre con le note di Fabi Silvestri e Gazzè, Trento e il MUSE e infine Bologna che si è animata con i volti e le storie di ragazzi cresciuti “fuori famiglia”.

10505405_10204992036107796_7404399039413306271_n10646961_739352699447732_8960984949417483646_n1016735_10204820726785170_3726969817910702270_nDSCN7346 DSCN3369

Avrei voluto fare più cose e soprattutto viaggiare di più, ma in questo momento non mi è permesso, e per fortuna ho tanti libri, film, storie da scrivere, volti da scoprire…a farmi compagnia. E visto che sognare non costa nulla, ispirata dall’hashtag #TravelDreams delle bravissime blogger Manuela di Pensieri in viaggio, Lucia di Respirare con la pancia e Farah di Viaggi nel cassetto, ecco alcune immagini di luoghi che mi piacerebbe visitare (una selezione di 5, ovviamente sarebbero infiniti!). Alcuni sono più fattibili (Trieste, ad esempio), altri razionalmente irraggiungibili in questo momento…ma “mettere il cuore davanti all’ostacolo” è qualcosa che mi fa stare bene. P.S. Grazie a Lunida, a cui ho “rubato” la foto del Marocco e la meraviglia di quei luoghi vista attraverso i suoi occhi!

Ecco dunque 5 dei miei #TravelDreams (sì lo so con il punto 4 ho un po’barato!):

1. Trieste

2. Bali

3. Marocco (città imperiali)

4. Una capitale europea a scelta tra Praga, Budapest o Copenaghen. Ma anche Dublino andrebbe bene! 🙂

5. Tornare a Parigi per vedere il Museo Picasso che ha finalmente riaperto! (nel frattempo potrei accontentarmi della mostra a Firenze se riesco…)

Foto di Lunida Ruli

Foto di elseaurora in turistipercaso.it

Una scossa di gioia a Rimini con il Festival Francescano!

Parlare di gioia, libertà e perfetta letizia in un tempo complicato e a volte drammatico come quello che stiamo vivendo è una sfida per nulla semplice. E’ altrettanto difficile farlo in maniera non banale in una città come Rimini, città considerata per antonomasia luogo del divertimento e della festa. La sfida, lanciata dal Festival Francescano giunto alla sua sesta edizione e per il terzo anno consecutivo a Rimini, è stata accolta con entusiasmo da oltre 30.000 persone giunte da tutta Italia per riflettere sul tema: “Liberi nella gioia”.

Il 26, 27 e 28 Settembre la città di Rimini ha ricevuto dai francescani dell’Emilia-Romagna e non solo una “scossa di gioia”, raccogliendo l’invito del Vescovo di Rimini Mons. Francesco Lambiasi nel discorso di apertura ufficiale del Festival.

Sin dalla prima giornata non sono mancate testimonianze e riflessioni importanti: il critico d’arte Beatrice Buscaroli ha guidato i presenti in un percorso sulla letizia nell’arte, Alberto Dionigi, presidente della Federazione Nazionale Clown dottori ha cercato di rispondere questa a questa domanda: “Ridere fa bene alla salute?”. E poi la “pedagogia della lumaca” di Gianfranco Zavalloni rivisitata da Andrea Magnolini e un affondo sul tema della perfetta letizia con Padre Dino Dozzi e fra Mauro Ruzzolini che hanno guidato insieme a Marco Finco un itinerario cittadino alle luce delle parole di Francesco d’Assisi.

Festival Francescano 2014 (1)E ancora: incontri con l’autore, fast conference, laboratori didattici, stand, attività per bambini…che hanno animato e colorato piazza Tre Martiri e altri luoghi significativi della città nelle tre giornate del Festival.

E una serata speciale per concludere la prima giornata: un Convivium, una cena francescana con suggestioni tradizionali romagnole nella cornice del Borgo San Giuliano.

Rinfrancati da questa serata di festa e buona cucina, i francescani hanno cominciato la seconda giornata del Festival con la preghiera delle lodi al Tempio Malatestiano e un incontro sul rapporto, difficile, tra poesia e gioia guidato dal critico letterario e poeta Davide Rondoni. Ma il tema della felicità si connette anche al tema dei consumi e all’economia, come ha ben spiegato l’economista Leonardo Becchetti parlando di “felicità sostenibile” e di come “di più” non sempre faccia rima con “meglio”.

Tra gli ospiti della seconda giornata anche William Raffaeli e Giovanni Salonia che moderati da Sergio Zavoli hanno messo a confronto modi diversi di affrontare il dolore: “Il vero dolore, se viene attraversato, diventa vera letizia. Il vero farmaco? Le relazioni” ha affermato Salonia. Due spettacoli teatrali importanti nella seconda giornata: il primo dedicato al Vangelo di Giovanni e il secondo alla luminosa figura di Etty Hillesum. Anche la seconda serata è stata all’insegna della condivisione e della festa grazie all’animazione degli artisti di strada e dei giocolieri per le vie del centro storico.

Il terzo e ultimo giorno si è aperto con la Celebrazione Eucaristica seguita dalla meditazione della teologa Elena Bosetti per proseguire poi con la riflessione del filosofo Salvatore Natoli, autore – tra gli altri – di un libro dall’evocativo titolo: “L’educazione alla felicità” che si è confrontato sul tema della ricerca della felicità con Vittorio Robiati Bendaud.

Tra gli eventi più partecipati, infine, l’incontro con l’arcivescovo di Manila Luis Antonio Tagle che ha raccolto l’invito di Papa Francesco a recarsi nelle “periferie esistenziali” lanciando questo messaggio: “Spesso mi rende più umile e, a volte, mi fa sentire proprio umiliato trovarmi davanti a questi saggi maestri, a questi tesori nascosti nelle periferie. Possiamo quindi mostrare al mondo come la gioia si trovi uscendo dalle nostre zone di sicurezza e di comodità”.

Come già detto, oltre alle conferenze il Festival Francescano ha dedicato molto spazio e attenzione alle attività didattiche rivolte ai bambini e ai ragazzi di tutte le fasce d’età: più di 4.000 studenti hanno partecipato alle diverse proposte che hanno coinvolto attivamente anche un gruppo di insegnanti ed educatori nella preparazione.

Festival Francescano 2014 (3)Laboratori creativi e didattici su diverse tematiche (alimentazione, consumo critico, emozioni, giornalismo…) e con diversi strumenti (fotografia, disegno…); attività motorie e giochi di gruppo, laboratori teatrali e un concorso letterario e fotografico che ha visto tra i vincitori gli studenti Gaia Giuffrè, Fabio Ricci, Giacomo Drudi, Eleonora Olivieri, Asia Pozzi, Flavia Mongiello e Benedetta Vicini (qui le foto e i racconti in gara: http://www.festivalfrancescano.it/concorso-liberinellagioia/.

Molte altre le attività correlate al Festival a partire dalle mostre: la prima a Cesenatico “Una storia e le sue tracce” per celebrare i quattrocento anni della Chiesa dei Cappuccini di Cesenatico, e poi “Vivere salendo”, un’esposizione dedicata ad Alberto Marvelli nel decimo anniversario della sua beatificazione curata da Bruno Biotti e Fausto Lanfranchi e la mostra fotografica sul lavoro minorile promossa dalla Fondazione San Giuseppe ONLUS “Infanzia rubata. Lewis Hine, le immagini che turbarono l’America” che sarà ancora possibile visitare fino al 15 Ottobre p.v. (http://www.sangiuseppe.org/news-eventi/mostra-fotografica-infanzia-rubata).

E ancora l’esposizione delle reliquie del Santo Amato Ronconi al Tempietto di Sant’Antonio e gli itinerari francescani da La Verna a Rimini a piedi con l’Associazione La Pedivella e in collaborazione con il Corpo Forestale e sulle orme del Beato Ronconi da Saludecio a Rimini.

Un programma, come si può ben vedere, ricchissimo e impossibile da raccontare in poco spazio ma i cui contenuti potranno continuare a far riflettere anche attraverso la pubblicazione degli atti e i materiali disponibili su Internet e i social network. Aldilà del resoconto delle tre giornate uno dei punti di forza del Festival è sicuramente il clima semplice e gioioso che lo caratterizza, il desiderio dei religiosi e dei fedeli laici di tutta Italia di mettersi in gioco e scendere per le strade e nelle piazze a rendere attuale il messaggio dei santi di Assisi, Francesco e Chiara. E quest’anno grazie a una presenza in più a vegliare sul Festival dal Cielo: Suor Ornella Fabbri, religiosa riminese tornata da qualche mese alla Casa del Padre dopo una lunga malattia e che sicuramente ha guardato con un sorriso a questa ultima edizione del Festival nella sua città.

Il Festival Francescano lascia infatti Rimini e si trasferisce, a partire dal 2015, a Bologna. Il tema del prossimo anno sarà un tema molto caro ai francescani da sempre: il rispetto del Creato. Con queste parole Fra Alessandro Caspoli, presidente del Festival, ha salutato la città di Rimini e conclusa questa sesta edizione di un evento che sicuramente la città di Rimini ricorderà con affetto e con gioia: “Noi non abbandoniamo Rimini. Rimaniamo sul territorio con 25 comunità francescane di frati, suore e laici. C’è poi un “regalo” che vogliamo fare per ringraziare dell’accoglienza ricevuta dalla città di Rimini e rispondere al desiderio di approfondimento dei temi francescani suscitati dal Festival in questi tre anni: si tratta delle Parole francescane, un cammino per scoprire la nostra spiritualità, partendo comunque sempre dalle domande che pone la vita quotidiana. Inoltre, ci piacerebbe che i tantissimi riminesi che sono stati con noi durante queste tre bellissime giornate continuassero seguire il Festival anche a Bologna, e dovunque esso andrà in futuro”.

Silvia Sanchini

www.festivalfrancescano.it

Canale Youtube

RiminiSocial 2.0 http://www.newsrimini.it/2014/10/scossa-gioia-rimini-festival-francescano/

SlashFestival: l’Università incontra la Città

Più di 5.000 studenti iscritti, 19 corsi di laurea, oltre 100 docenti, un Dipartimento di Scienze per la Qualità della vita. Sono solo alcuni dati del Campus riminese dell’Università degli studi di Bologna. Una presenza sempre più rilevante nella nostra Città ma che spesso rischia di essere considerata solo un fenomeno da sfruttare o di cui lamentarsi (affitti in nero, rumore notturno, …) invece che una vera e propria risorsa.
Il 17 Ottobre 2013, anche se già l’idea circolava dal mese di aprile, gli universitari riminesi hanno deciso di dire la loro, di riaffermare il loro ruolo di protagonisti nella nostra città e lo hanno fatto costituendosi in un’Associazione.

L’hanno chiamata “Slash” ed è stata un’idea innanzitutto frutto dell’impegno di tre studenti di Economia: Luca Carrai, Davide Cannata, Dario Ferrara.
Oggi Luca è anche Presidente dell’Associazione, che conta al momento 350 soci e 15 studenti impegnati direttamente nel consiglio direttivo. In questo primo anno di attività l’associazione si è dotata di un suo Statuto e ha fissato alcuni obiettivi: innanzitutto stimolare la partecipazione studentesca e, parallelamente, entrare in contatto con il territorio collaborando con le altre associazioni e realtà già presenti e attive. Concretamente sono stati proposti corsi, laboratori, attività ricreative, feste, eventi…soprattutto finalizzati a coinvolgere gli studenti “fuori sede”, tutti coloro cioè che vivono la città di Rimini pur non essendoci nati ma che qui a Rimini decidono di costruire le basi per il loro futuro investendo sugli studi universitari.

Continua a leggere