Papa Franceco e la GMG

imagesCi sono diversi modi di vivere una GMG (Giornata Mondiale della Gioventù). Ci si può accostare a questo evento con scetticismo, oppure con fiducia, curiosità, come occasione per fare nuovi incontri o come opportunità per approfondire la propria fede.
Quel che certo è che questa XXVIII Edizione dell’evento, nato per intuizione di Giovanni Paolo II nel 1985, ha avuto un significato particolare per il Paese che ha accolto circa 3.000.000 di giovani da tutto il mondo: il Brasile.
Il gigante latinoamericano vive infatti un momento di particolare complessità: da un lato segnali di speranza quali una crescita notevole del PIL che ha portato ad uscire dalla miseria negli ultimi anni 40.000.000 di cittadini, dall’altro ancora segni troppo forti di povertà e degrado di cui soprattutto i più giovani sembrano fare le spese (dal 1996 al 2010 quasi 2.000.000 di giovani brasiliani hanno trovato morte violenta)* e non è un caso che negli ultimi mesi migliaia di giovani siano scesi in piazza per rivendicare maggiori opportunità e diritti.
Come scrisse Jorge Amado, uno dei principali interpreti della cultura e letteratura brasiliana, il Brasile è davvero la “somma meravigliosa di ogni possibile contraddizione”, un intreccio affascinante ma spesso anche drammatico di popoli, opportunità, culture. Un divario evidente che ho potuto toccare con mano visitando sia le grandi metropoli che le favelas che circondano le principali città del paese come una vera e propria “corona di spine”.
Un viaggio particolarmente impegnativo, dunque, il primo viaggio di Papa Francesco all’estero.
Il messaggio che il Papa ha lanciato ai milioni di giovani presenti a Rio de Janeiro è molto chiaro: uscire dalla “globalizzazione dell’indifferenza” (come aveva già predicato a Lampedusa) per ritrovare il senso vero della propria fede e del proprio agire nell’apertura all’altro, soprattutto a chi è più povero o in difficoltà.

Per Papa Francesco è chiaro che l’obiettivo della GMG non è che i giovani si stringano intorno al Papa, né che possiamo accontentarci di radunare un numero incredibile di persone e pensare che il nostro compito si riduca a questo, a una vuota autocelebrazione.
“È stato bello partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù, vivere la fede insieme a giovani provenienti dai quattro angoli della terra, ma ora tu devi andare e trasmettere questa esperienza agli altri” ha detto il Papa nell’Omelia della Messa che ha concluso l’evento nello spettacolare scenario della spiaggia di Copacabana. Tre parole-chiave intorno alle quali far ruotare l’impegno futuro della Chiesa e soprattutto dei più giovani: andare, senza paura, per servire.
“Uscire e andare”, ha ricordato il Papa anche nell’Angelus, e il suo esempio in questo senso è lampante perché prima ancora che per salutare le autorità il Papa si è recato in Brasile per incontrare la gente, a partire dai malati e dai tossicodipendenti di Rio dei Janeiro, dai poveri della favela di Varginha, da quella famiglia che ha commosso il mondo intero presentando al Papa la propria bimba anencefala.
Ma il Papa non si rivolge solo ai giovani e ai più poveri, chiama in causa la Chiesa stessa, scuotendola dall’interno come ci ha già diverse volte abituato in questi mesi e richiamandola a un impegno vero: “meno clericalismo, più tenerezza” è il messaggio che infatti ha voluto consegnare ai Vescovi dell’America Latina, perché la Chiesa deve rendersi protagonista innanzitutto di una “pastorale della vicinanza”, piuttosto che pensare di accontentarsi di un semplice e sterile proselitismo.

Se ai giovani dunque è richiesto un impegno alto e controcorrente, alla Chiesa e alla società stessa è richiesto oggi con sempre maggiore urgenza di credere in loro, di investire reali risorse per permettere alle nuove generazioni di abbandonare quel sentimento diffuso di scetticismo e paura e ritrovare speranza e fiducia nel futuro, quella speranza che in molte parti del mondo – per i motivi più diversi – spesso ai giovani è negata.
Il Papa ha mostrato invece di riporre totale fiducia nei giovani e la certezza che proprio dalle nuove generazioni debba partire la riedificazione di un mondo nuovo e migliore.
Per questo e per molto altro ancora, obrigado (grazie) Papa Francesco, e appuntamento a Cracovia nel 2016.

Silvia Sanchini

in: http://www.newsrimini.it//news/2013/luglio/29/internazionale/le_contraddizioni_del_brasile_e_la_visita_del_papa_per_le_gmg.html

* Fonte: Famiglia Cristiana Anno LXXXIII N.30 – 28 Luglio 2013

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Autismo friendly beach

Questa mattina passeggiando sulla spiaggia di Rimini ho letto con piacere alcuni pannelli realizzati nell’ambito del progetto “Autismo friendly beach“, promosso dall’Associazione Rimini Autismo per rendere più accoglienti le spiagge riminesi per i bambini affetti da autismo. Quello tra turismo e solidarietà mi è sembrato proprio un bel connubio, sicuramente da implementare e promuovere. Leggendo i cartelloni, che declinano il tema “dieci cose che le persone con autismo vorrebbero che tu sapessi”, mi sono soffermata soprattutto sull’ultimo pannello: “Amami senza pregiudizi” in cui l’invito è quello a oltrepassare i limiti, per evidenziare le qualità e vivere un autentico momento di crescita e arricchimento. Mi è sembrato un bel principio da tenere presente non solo nella relazione con le persone con autismo o altre forme di disabilità, ma valido per qualsiasi relazione umana che mette in gioco la nostra unicità e l’irriducibile diversità dell’altro. Amare senza pregiudizi, soffermarsi più sulle potenzialità che sui limiti, essere aperti e disponibili all’incontro con l’altro può sembrare all’apparenza banale ma è forse l’esercizio più alto di amore e gratuità.

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Brasile. La somma meravigliosa di ogni possibile contraddizione

530095_4407621595871_2040214068_nUn anno fa, come oggi, partivo per il Brasile. In questo momento Papa Francesco è lì, insieme a migliaia di giovani da tutto il mondo, a portare un seme di speranza in una terra potenzialmente ricchissima e così complicata. Quello che scrivevo un anno fa è il ricordo che porto nel cuore oggi, insieme a quel cerchietto di legno che porto sempre al dito (l’anello di Tucum) che è il simbolo del sogno di un mondo in cui i diritti di tutti, soprattutto dei più poveri, possano essere riconosciuti e rispettati.

http://turistipercaso.it/brasile/69267/il-brasile-e-la-somma-meravigliosa-di-ogni-possibi.html

Educatori come archeologi…

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Un bravo educatore è anche un bravo archeologo…deve scoprire porte celate, abbattere muri di silenzio e paura…la bellissima metafora dal blog di Jenny Zicca, ex ospite di comunità e socia di Agevolando, sul sito di Vita.it.

“Per abbattere o scalfire queste mura occorre tanta pazienza e chi lavora nel sociale deve imparare ad avere le stesse abilità e le stesse intuizioni che dovrebbero avere gli archeologi, i quali devono scoprire la porta celata, quel passaggio segreto, nelle piramidi rimaste sino a quel momento monumenti di spettacolare mole inesplorati, monumenti che una volta penetrati svelano vite dimenticate, ricchezze accumulate, dolori, storie, lutti. Un educatore o uno psicologo giorno dopo giorno devono provare a trovare questa magica porta che prima o poi si aprirà per magia, come la grotta dei quaranta ladroni al fatidico “APRITISESAMO”, dinnanzi a fiducia reciproca, coraggio di non arrendersi, ostinazione nel continuare la ricerca di quella apertura, attesa e ascolto di quei silenzi assordanti.”

http://blog.vita.it/agevolando/2013/07/15/silenzi-assordanti/

Andrew Pochter. Vivi e ama…

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Andrew Pochter aveva 21 anni, ed è stato ucciso in questi giorni in Egitto. Era un educatore e poco prima di venire ucciso aveva inviato a un ragazzino dodicenne di cui aveva fatto il tutor in un campo estivo questa lettera. L’ho scoperta grazie a Fabio Geda, educatore e scrittore che apprezzo molto (tornerò a parlarne…).  Queste parole mi hanno fatto venire voglia di ringraziare per tutti i ragazzi “dal cuore gentile e dal carattere genuino” che incontro nella mia professione. Mi ha ricordato anche un altro giovane volontario scomparso nel 2007 a Gerusalemme, Angelo Frammartino.

Dear Justin,

Hello how are you man? I can’t believe it has been a year since camp. I am sure you are wiser, taller arid smarter since I saw you last. Please accept my apologies that I will not be there for the graduation ceremony. Right now I am in Alexandria, Egypt teaching English to young students who are around your age. They all speak Arabic so learning English as a second language is quite difficult. But they are all really intelligent, just like you! You would really like the Arabic language, you should check it out!

Egypt is hazardous right now because the country is feeling the consequences of a enormous political revolution. I lose electricity and water all of the time but that’s okay because Ihave many Egyptian friends to help take care of me. When I am in trouble, they take care of me and when they are in trouble, I always take care of them. Good friends do not come easily but as a rule, I always appreciate the good deeds people do for me even if I don’t know them well. What is most important is that I am trying to do my best for others. I want to surround myself with good people!

I did not come up with this personal philosophy on my own. Without thoughtful and caring people like you, I would probably be a mean and grumpy person. Your kind heart and genuine character serve as a model for me. I hope that you will never stop your curiosity for the beautiful things in life. Go on hikes in forests, canyons and mountains, go fishing, research wildlife, and get out of city Life if you can. Surround yourself with good friends who care about your future. Fall in love with someone. Get your heart broken. And then move on and fall in love again. Breathe life every day like it is your first. Find something that you love to do and never stop doing that thing unless you find something else you love more.

Don’t blame others for their mistakes. It makes you weak. You are a strong man who does not need to be weighted down by people who only complain and say negative things. Speak with conviction and believe in yourself because your personal confidence is just as important as your education.

I wish I could be there to say my congratulations but Iknow that it wouldn’t change much. You have earned it. Hopefully one day you will hang up this diploma next your high school and college diplomas as well.

Try not to forget me. If you ever need anything, just email:

Best Regards.

Your Friend,
Andrew Pochter

Ciao ragazzo, come stai? Non posso credere che sia già passato un anno dal campeggio. Sono sicuro che ora sarai più saggio, più alto e più intelligente di quando ti ho visto l’ultima volta. Ti prego di accettare le mie scuse per non essere lì per la tua cerimonia di promozione. In questo momento sono ad Alessandria d’Egitto per insegnare la lingua inglese a giovani studenti che hanno più o meno la tua età. Parlano tutti in arabo così imparare l’inglese come seconda lingua è abbastanza difficile. Ma sono tutti molto intelligenti, proprio come te!

L’Egitto è pericoloso in questo momento, perché il Paese sente le conseguenze di una grande rivoluzione politica. Resto in continuazione senza acqua e senza elettricità, ma non è un problema perché ho molti amici egiziani che mi danno una mano. Quando io ho dei problemi loro si prendono cura di me e quando li hanno loro, i problemi, sono io che cerco di fare qualcosa per aiutarli. In genere, non è facile trovare dei buoni amici, così apprezzo sempre quando qualcuno che non conosco bene fa una buona azione nei miei confronti. Ma ciò che è più importante è che io sto cercando di fare del mio meglio per gli altri. Voglio circondarmi di brave persone!


Ovviamente non sono nato con questa filosofia in testa. Senza persone riflessive e premurose come te, probabilmente sarei una persona scontrosa. Il tuo cuore gentile e il carattere genuino mi serve da modello. Non perdere mai la curiosità per le cose belle della vita. Continua a farti stupire dalle escursioni nei boschi, nei canyon, in montagna. Vai a pesca e vai a caccia. Esci dalla routine cittadina se puoi. Circondati di buoni amici che ti possano essere d’aiuto nei momenti di difficoltà. Innamorati. Riprenditi il tuo cuore infranto. E poi innamorati ancora. Respira ogni giorno la vita come se fosse la prima volta. Cerca qualcosa che ami fare e non smettere di farlo finché troverai qualcos’altro da amare ancora di più.

Non perdere tempo a biasimare chi sbaglia: ti rende debole. Sei un ragazzo forte. Non ti far abbattere da chi passa il tempo a lamentarsi. Parla con convinzione e credi in te stesso perché la fiducia che hai in te è importante quanto l’educazione che hai ricevuto. Avrei voluto essere lì per congratularmi personalmente con te, ma so che questo non avrebbe cambiato molto. Te la sei guadagnata, la promozione. Un giorno questo diploma lo appenderai accanto a quello delle superiori e a quello del college.

Cerca di non dimenticarmi. Se avessi mai bisogno di qualcosa, basta un’email.

Il tuo amico,
Andrew Pochter

For…mare. Giornata di formazione del progetto “Già cittadini”

378634_166635530110786_1942570138_n“For…mare”, giornata di scambio per i ragazzi protagonisti del progetto “Già Cittadini in Romagna” si è svolta a Rimini sabato 6 Luglio presso il Centro Giovani “RM25”. Il progetto è promosso dall’Associazione Agevolando ONLUS, la prima associazione in Italia nata dall’iniziativa di alcuni giovani che hanno trascorso parte della loro infanzia e adolescenza “fuori famiglia” ed è stato co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Obiettivo del progetto è quello di favorire il protagonismo e l’autonomia dei ragazzi fuori famiglia in particolare nel delicato passaggio alla maggiore età attraverso la metodologia dell’action learning process (informarsi, agire, interrogarsi) e mediante l’utilizzo di diversi strumenti (attività di formazione, laboratorio fotografico, workshop).

Alla giornata di sabato hanno partecipato circa 30 ragazzi e educatori proventi da Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna insieme ai volontari dell’Associazione Agevolando, in particolare il Presidente Federico Zullo e la coordinatrice del progetto Anna Bolognesi.

I ragazzi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi nella mattinata sul tema delicato e quanto mai attuale della ricerca lavorativa con la dott.ssa Manila Rossi, formatrice e responsabile nel campo della selezione e gestione del personale. Ma la giornata è stata anche l’occasione, oltre che per trascorrere un piacevolissimo pomeriggio insieme al mare, per fare il punto in generale sull’andamento del progetto.

I ragazzi di Agevolando, infatti, sognano in grande. Dopo l’esperienza, prima in Italia, dello “Sportello del Neomaggiorenne” della provincia di Rimini, l’Associazione intende realizzare entro il 2016 altri sportelli ad accesso diretto e/o online in tutte le Province della Regione Emilia Romagna. Le attività della rete degli sportelli saranno supportate dalla realizzazione di una “Guida ai servizi della Regione Emilia-Romagna” per giovani care-leavers, prodotta anche grazie al contributo dei ragazzi stessi che in questi mesi si sono attivati per reperire informazioni utili nei loro territori di appartenenza. Parallelamente il desiderio è quello di proseguire con le attività di formazione, aggregazione e scambio tra giovani al fine di arrivare alla costituzione di un vero e proprio network “Agevolando Emilia Romagna” che proponga congressi regionali e nazionali sul tema dei care leavers sensibilizzando la cittadinanza tutta sulle difficoltà e le istanze di chi si trova a vivere un periodo della propria vita “fuori famiglia”. Nel frattempo ci ritroveremo a Settembre, probabilmente a Cesena, per una seconda giornata di formazione e di scambio in cui verranno sistematizzate le informazioni raccolte e le fotografie realizzate dai ragazzi per la realizzazione della Guida.

Spesso le traiettorie biografiche di questi giovani, che muovono – per diverse ragioni – da situazioni di svantaggio, sono caratterizzate da percorsi di emarginazione sociale e disagio. I ragazzi di Agevolando sono invece la testimonianza più bella di come, se opportunamente supportati, anche i giovani “fuori famiglia” possano trasformarsi in cittadini attivi e consapevoli, che partecipano con responsabilità alla vita del territorio in cui vivono e mettono al tempo stesso le loro competenze e le loro storie a servizio di altri ragazzi che vivono situazioni simili alle loro. A noi non rimane altro da fare se non metterci in ascolto e ringraziarli per il loro esempio di coraggio e resilienza.

Silvia Sanchini

in: http://www.riminitoday.it/cronaca/for-mare-giornata-di-formazione-del-progetto-gia-cittadini-promosso-dall-ass-ne-agevolando-onlus-1971834.html

«Dov’è tuo fratello?». Papa Francesco a Lampedusa

Signore in questa Liturgia, che è una Liturgia di penitenza, chiediamo perdono per l’indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, ti chiediamo, Padre, perdono per chi si è accomodato, si è chiuso nel proprio benessere che porta all’anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi. Perdono Signore; Signore, che sentiamo anche oggi le tue domande: «Adamo dove sei?», «Dov’è il sangue di tuo fratello?».

Papa Francesco, Lampedusa 8 Luglio 2013

Oggi a Lampedusa insieme a Papa Francesco c’ero anch’io, c’eravamo tutti. Mi sono sentita lì insieme ai ragazzi che quotidianamente incontro e che accogliamo. Ho pensato ai volti di Omar, Mohammed, Ahmed…alle loro storie, ai loro racconti spesso ambientati proprio a Lampedusa, alle loro paure, alle loro speranze, ai loro incubi ricorrenti, al peso della responsabilità per le loro famiglie che – ancora troppo giovani – si caricano sulle spalle.

Papa Francesco ha parlato di giovani mamme, di uomini in preda alla disperazione…ma per me il volto dell’immigrazione oggi è soprattutto il volto di centinaia di bambini e adolescenti che ogni giorno arrivano, completamente soli, nel nostro paese per poi approdare, quasi sempre per caso, anche nella nostra città (oggi , secondo i dati del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, i Msna in Italia sono circa 7.000, di cui 4.000 accolti in strutture).

Pensando ai loro volti, al loro coraggio, alla loro bellezza ho sentito ancora più forte il monito del Papa rivolto a ciascuno di noi. Insieme a lui anche io desidero chiedere perdono per quella bolla di sapone fatta di indifferenza dentro cui spesso ci rinchiudiamo o per tutte le volte che davanti ai luoghi comuni, ai pregiudizi e alle parole sprezzanti che sentiamo pronunciare nei confronti degli stranieri non siamo in grado di replicare o non abbiamo il coraggio di difenderli. Siamo tutti responsabili del sangue ma anche delle umiliazioni e dell’ostilità con cui ogni giorno i nostri fratelli sono chiamati a convivere.

Guardo a questi piccoli uomini e donne anche con molta fiducia, perchè passo dopo passo riescono a costruirsi un futuro concreto. Gioisco insieme a loro per una promozione a scuola o un contratto d’assunzione, rimango ammirata di fronte alla facilità con cui imparano la nostra lingua e si inseriscono nelle nostre classi o nelle nostre strutture di accoglienza.

Papa Francesco oggi ci ha ricordato con straordinaria forza la direzione in cui dobbiamo guardare per una società più vera e più umana.

O’Scià.

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foto Repubblica.it

Brasile, un gigante che si è svegliato


suormilena_brasileSuor Milena Fabbri
, riminese ma ormai brasiliana d’adozione, vive oggi a Icozinho nello stato del Cearà (una delle zone più povere del Paese) dopo aver trascorso diversi anni ad Apucarna (nel Paranà) come responsabile di una Casa di Accoglienza e di un Centro Educativo per ragazze in difficoltà, il Cepes.

Per tutti ormai Irma Milena Insieme alle altre sorelle francescane (meglio conosciute dai riminesi come Suore di Sant’Onofrio) ha scelto il Brasile come luogo in cui vivere e mettere il suo cuore grande a servizio dei poveri. La abbiamo contattata per capire meglio quello che sta accadendo in uno dei paesi dall’economia più sviluppata del mondo ma in cui persistono ancora forti contraddizioni e disuguaglianze.

Qual è in questo momento la situazione del Brasile?
Il Brasile oggi è un gigante che si è svegliato di soprassalto. Il fatto che centinaia di migliaia di persone per più giorni abbiano manifestato, è qualcosa di davvero inedito per Il Paese: non accadeva da almeno trent’anni in queste dimensioni. I giovani brasiliani non sono poi cosi alienati e apatici come si pensava! Quando, dopo le prime manifestazioni, i vari governi locali hanno cominciato a diminuire le tariffe dei mezzi pubblici, la gente ha cominciato a pensare: “Perbacco! Funziona!”. Questo messaggio, trasmesso soprattutto attraverso internet, ha ingigantito la portata della protesta, ora non più ristretta alle grandi città (San Paolo e Rio de Janeiro), ma diffusa in tutto il territorio nazionale. Ed è stato davvero come un effetto domino: uno dopo l’altro i governi, dal federale ai locali, hanno risposto alle richieste del popolo. Un esempio che è sintomatico: la proposta di legge che proponeva di cambiare un articolo della Costituzione e avrebbe tolto al Pubblico Ministero il potere di investigazione lasciandolo solo nelle mani della polizia (molto spesso corrotta) si trascinava ormai da anni. Questa volta nel giro di 48 ore il Parlamento, sotto pressione della piazza, ha rigettato la proposta di legge, con una votazione di 496 favorevoli contro soli 6 voti contrari!

Oltre all’aumento delle tariffe dei mezzi pubblici quali sono le questioni sociali più importanti che cercano di sollevare i manifestanti?
La questione delle tariffe è stato solo lo stoppino iniziale. Le rivendicazioni vanno appunto dalla pressione contro quella proposta di legge, alla sanità – che è un vero disastro nel Paese – all’educazione/istruzione e soprattutto sono contro la corruzione a tutti i livelli, contro i partiti (l’assoluta maggioranza dei manifestanti si dichiara senza partito), insieme ad altre rivendicazioni per problematiche locali.

Qual è stata la reazione del governo alle proteste che hanno coinvolto tutto il paese?
Il governo Dilma per ora sta appoggiando questa ondata e sta prendendo diversi provvedimenti in favore della popolazione. Tutto questo dimostra – se ancora qualcuno non ne fosse convinto – che il popolo ha davvero potere: se organizzato ottiene quel che chiede. Scene di violenza, confusione, tumulti sono dovute a gruppi di vandali che si infiltrano approfittando della massa, e logicamente sono represse dalla polizia. Ma certamente sono una minoranza, il 99,9% delle persone sta agendo pacificamente.

Tra poche settimane il Brasile ospiterà Papa Francesco e migliaia di giovani da tutto il mondo per la Giornata Mondiale della Gioventù. Come vi state preparando a questo momento?
Nella nostra Diocesi stiamo seguendo con entusiasmo la preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù. I nostri giovani si stanno preparando per partecipare a questo evento e stiamo organizzando un evento per dare la possibilità a chi non potrà partecipare di assaporarne un poco lo spirito. Il 7 luglio prevediamo l’afflusso di circa 5.000 giovani della diocesi per un evento indimenticabile dove la preghiera, la musica, la Messa celebrata dal nostro Vescovo e le attività culturali ci permetteranno di mostrare alla diocesi che i nostri giovani sono “vivi” e hanno tanta voglia di dare, in Cristo, un senso autentico alla propria vita. Certamente il Brasile e la nostra gioventù non saranno più gli stessi dopo la GMG. Il paese si sta mobilitando per questo grande evento e fervono gli ultimi preparativi. I giovani sono a mille nell’attesa di questo momento che cambierà la nostra storia visto che coincide anche – se non mi sbaglio – con il primo viaggio internazionale del nostro meraviglioso Papa. Siamo in attesa delle sue parole che risuoneranno come una bomba atomica nel cuore dei giovani del mondo intero. Aver scelto il Brasile per la realizzazione di questo grande evento ci permetterà di mostrare al mondo intero la bellezza di questo nostro paese.

Quali sono le tue principali preoccupazioni e quali le tue speranze per il futuro del Brasile?
Il Brasile ha un enorme potenziale ma è ancora una democrazia giovane e come tutti i giovani è passibile di insicurezze e tentativi senza esito. Tutto quello che sta succedendo in questo momento ha a che fare con l’idea di migliorare le condizioni di vita dei cittadini, ed è il frutto di una maggiore presa di coscienza che sta facendosi strada nel cuore delle persone. Allo stesso tempo assistiamo alla perdita dei valori morali e cristiani sostituiti a volte da falsi misticismi e integralismi nocivi. Infine temo la disuguaglianza sociale, frutto di un capitalismo estremo che sta prendendo sempre più piede. Ma in fondo resto fiduciosa. Credo che un mondo nuovo è possibile se cominciamo a sognare insieme.

Silvia Sanchini

in: http://www.newsrimini.it/sociale.html