Minori stranieri non accompagnati: usciamo dall’emergenza

MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI: USCIAMO DALL’EMERGENZA
Dall’inizio dell’anno sono approdati in Italia
12000 bambini soli e 3000 di loro sono irreperibili

10553477_688846844556316_7742316005636791199_nL’Associazione Agevolando, l’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia,  l’Associazione Libera (associazioni, nomi e numeri contro le mafie), l’Associazione Consulta Diocesana per le Attività a favore dei minori e delle famiglie ONLUS, il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, il Coordinamento Nazionale Comunità per Minori, il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia,  il Coordinamento regionale comunità per minori dell’Emilia Romagna, il Coordinamento regionale comunità per minori delle Marche, Federazione Progetto Famiglia ONLUS, SOS Villaggi dei Bambini ONLUS e Terra dei Piccoli ONLUS esprimono sincera preoccupazione per l’attuale situazione dell’Emergenza minori stranieri non accompagnati (MSNA) che sta coinvolgendo tutto il territorio nazionale, e per la sua gestione.

Secondo il report diffuso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dall’inizio del 2014 i minori non accompagnati arrivati in Italia dal nord Africa sono stati oltre 12mila: di questi poco più di 3mila – un quarto del totale – non si trovano più!
Una questione davvero grave perché questi 3.000 ragazzi irreperibili sono potenziali vittime di sfruttamento sessuale, lavorativo e accattonaggio forzato.
Su questo, anche in seguito alle nostre segnalazioni, la Senatrice Silvana Amati,  insieme ad altri 20 Senatori, ha predisposto e depositato in questi giorni una interrogazione parlamentare.

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Dislessia, questa sconosciuta

dislessiaOgnuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la vita a credersi uno stupido”. Sono le parole di Albert Einstein, uno dei più grandi scienziati della storia, capace di modificare in maniera radicale l’interpretazione del mondo fisico e, molto probabilmente, dislessico.
Ma di cosa parliamo quando facciamo riferimento alla dislessia? Non si tratta di un deficit di intelligenza (Einstein ne è un esempio lampante) né di un problema ambientale, psicologico, sensoriale o neurologico.
I bambini dislessici hanno difficoltà a scrivere in modo corretto e fluente, non riescono a farlo in maniera automatica e devono impegnare molte più forze ed energie del normale per farlo, stancandosi molto rapidamente.
La dislessia, così come la discalculia, la disgrafia e la disortografia, sono, infatti, disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) che interessano solo un aspetto specifico delle abilità dei bambini (capacità di calcolo, scrittura, lettura) ma che non influiscono sul funzionamento intellettivo generale.
Si calcola che oggi la dislessia riguardi il 3-4% della popolazione scolastica (primaria e secondaria di I grado) ma è purtroppo ancora una problematica poco conosciuta e che non sempre viene affrontata correttamente. Spesso, purtroppo, può essere ancora confusa da genitori e insegnanti con svogliatezza, mancanza di impegno o addirittura con problemi di natura psicologica, contribuendo a creare nei bambini sensi di colpa, frustrazioni, sofferenze.
Ne è un esempio il delicato e bellissimo film indiano “Stelle sulla terra”, che racconta la storia di un bimbo dislessico considerato dal padre semplicemente svogliato e incapace e che invece, grazie all’incontro con un insegnante speciale (anche lui in passato dislessico), riesce finalmente a far emergere tutto il suo talento, la sua intelligenza e la sua creatività

A Rimini si occupa da oltre 50 anni di disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, la dottoressa Atalia Tresoldi, che ci racconta come è cambiato l’approccio a questa patologia e come intervenire.
“Fino a qualche anno fa la dislessia era considerata solo come una patologia legata all’impossibilità di apprendimento della scrittura, oggi nuovi studi hanno dimostrato che non è in alcun modo connessa a deficit neurologici, sensoriali o emotivi. È possibile cogliere dei segnali già nei bimbi molto piccoli, a 3 o 4 anni: bambini che faticano a riconoscere segni e suoni, che storpiano le parole, che dimenticano i nomi delle persone a loro vicine. Sono tutti segnali che possono far riconoscere precocemente il problema ed evitare molte complicazioni. Una diagnosi tempestiva è molto importante ma, al tempo stesso, la dislessia non deve neppure essere diagnosticata troppo in fretta”.

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Blog su Newsrimini

Da oggi un mio blog è attivo anche sul nuovo sito di Newsrimini – Gruppo Icaro, sezione Blog/Commenti! Sono in buona compagnia, con me ci sono anche Giovanni Tonelli, Maurizio Ceccarini e sicuramente arriveranno altri giornalisti molto più autorevoli di me. Ma se vi va di seguirmi, mi trovate qui:

http://www.newsrimini.it/blogscommenti/silviasanchini/

😉

Nyc day by day

10413430_10205025349180602_742158879632201044_nMentre mi facevo prendere dalla nostalgia e da una stretta al cuore (anche se non è da me!) ripensando al mio viaggio di esattamente un anno fa a New York, mi sono accorta di non aver ancora pubblicato qui sul blog l’itinerario giorno per giorno che ho preparato per Turisti per Caso.

Per cui approfitto per riproporvelo, sperando che possa essere interessante e utile per qualcuno!

Ecco una sintesi del nostro itinerario di viaggio newyorkese, con l’augurio che possa essere d’aiuto a qualcuno in partenza o anche solo per farvi/farci sognare un po’!

Noi siamo state a New York dieci giorni pieni, credo più che sufficienti per un’infarinatura complessiva della città (anche se l’elenco delle cose che avrei voluto fare/vedere senza riuscirci è ancora molto lungo!)

Giorno 1° (24/10/2013)

Arriviamo in serata dopo un volo perfetto al JFK Airport, poi in taxi fino alla 40esima strada, a due passi da Times Square, dove si trova il nostro hotel (Four Points Hotel). Non ci facciamo scoraggiare dalla stanchezza e dal freddo e la nostra prima notte newyorkese comincia nel quartiere di Chelsea dove sappiamo esserci un party con Giorgio Armani e altre celebrities (che stalker!!)… non a caso ci scappa una foto con Renee Zellweger… e siamo tutte un po’ Bridiget Jones! 🙂 Il freddo è pungente e alla fine desistiamo e ci ripariamo al Diner Club per un cappuccino… Primo impatto: la città è un po’come te l’aspetti: enorme, caotica, in continuo movimento… hai la sensazione che qui tutto possa succedere!

Giorno 2° (25/10/2013)

Giornata intensa e piena nel cuore di Manhattan. Prima tappa Times Square con il suo impatto molto forte e travolgente, poi Rockfeller Centre con i suoi edifici imponenti in stile art deco e la famosa pista di pattinaggio (già frequentatissima), a seguire Cattedrale di St. Patrick, anima cattolica della città, ma purtroppo esternamente in restauro. Proseguiamo per Bryant Park, una zona deliziosa, e ci concediamo una pausa pranzo da “Hale and Hearty Foods” e una sosta in un “giardino urbano” (idea deliziosa, da esportare!!!). Si prosegue con il Centro Nazionale di Fotografia e l’edificio dell’American Bank progettato da Renzo Piano per concludere con due vere “chicche”: la New York Public Library e il Moma! La NYPB è un luogo meraviglioso in cui trascorrere un po’di tempo con i suoi soffitti in legno decorati e i volti di tante persone che si riparano dalla frenesia della città sfogliando libri di ogni tipo. Ci sono anche esposizioni temporanee e in particolare ho la fortuna di visitarne una dedicata alla lettura per ragazzi (Why Children’s book matter) dove mi perdo tra le immagini di Mary Poppins, Alice e Il mago di Oz! Al Moma (Museum of Modern Art) approfittiamo della giornata di ingresso gratuito (il venerdì) e anche se la coda da fare è molto lunga scorre piuttosto in fretta. L’attesa comunque vale la pena e ci permette di immergerci nel paradiso dell’arte moderna e contemporanea con opere di Dalì, De Chirico, Mirò, Van Gogh, Gauguin, Cezanne, Pollock, Wharol, Lichtenstein…solo per citarne alcuni. Anche se c’è molta ressa e confusione mi godo la visita e penso che sia bello vedere così tanta gente e così variegata in un museo! Ceniamo in zona Times Square in un posto sicuramente molto “da turisti” ma divertente: il “Bubba Gump Restaurant”, un omaggio al bellissimo film “Forrest Gump” con un menù rigorosamente a base di gamberi e camerieri che accorrono all’invito “Stop Forrest Stop”! 🙂

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Conclusa la mostra “Infanzia rubata”

P1040205_Si è conclusa con oltre 1.000 presenze l’esposizione fotografica: “Infanzia rubata. Lewis Hine, le immagini che turbarono l’America”, allestita a Rimini dalla Fondazione San Giuseppe per l’Aiuto Materno e Infantile ONLUS presso la Parrocchia di San Giovanni Battista. Incontri, esperienze, storie che si sono intrecciate e unite nel ricordo ma anche nel segno della responsabilità. Sull’esempio di Malala e Satyarthi.

Questa mostra mi ha aperto gli occhi su una realtà che conoscevo troppo poco”, scrive Vanessa. “Pensando a quei bambini io mi sento fortunata”, è il pensiero di Marta. “Oggi purtroppo è come ieri. La mostra ci dice che dobbiamo cambiare, prima di tutto noi adulti”, aggiunge Luigi.

Sono solo alcuni dei commenti che, in questi giorni, gli oltre mille visitatori hanno voluto lasciare al termine della visita alla mostra “Infanzia rubata. Lewis Hine, le immagini che turbarono l’America”.

Turbamento, dolore e rabbia sono stati i sentimenti principali che le immagini del grande fotografo americano hanno suscitato…unite però alla speranza e alla fiducia per i germogli di bene che continuano a fiorire malgrado tutto.

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Al Centro Giovani RM25: “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?”

42295Oltre 4.000 download su Amazon del suo primo libro, più di 25.000 visualizzazioni di un suo video sulla pagina web di Repubblica, un’opzione per una importante casa editrice italiana e progetti radiofonici e televisivi, arriva per la prima volta a Rimini Antonio Distefano, in arte “Nashy”.
23 anni, nato a Busto Arsizio ma di origine angolana, un giovane di “seconda generazione” (ma lui preferisce definirsi afroitaliano), è autore del libro: “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?”, dove racconta della sua storia d’amore osteggiata per motivi di razzismo e che si è rapidamente diffuso grazie ai social network e al passaparola diventando un vero e proprio caso letterario.

Antonio Distefano presenterà per la prima volta il suo libro a Rimini Venerdì 24 Ottobre p.v. a partire dalle ore 17 presso il Centro Giovani “RM25” (Corso d’Augusto 241 – Rimini): un centro di aggregazione giovanile finanziato dal Comune di Rimini e gestito dall’Associazione Sergio Zavatta ONLUS.
“Tra gli obiettivi del nostro Centro Giovani ci sono anche quelli della socializzazione, della prevenzione del disagio giovanile, dell’inclusione sociale e della partecipazione” – spiega Valerio Minicucci, coordinatore del Centro – “per questo la storia raccontata da Antonio Distefano ci ha subito colpiti molto e ci è sembrata un’occasione davvero significativa per riflettere insieme ai nostri ragazzi di integrazione”.
Sarà presente all’incontro anche Nizar Gallala che insieme ad Antonio Distefano ha fondato il duo musicale “Primavera araba” per promuovere incontri di formazione nelle scuole attraverso la musica e le parole.

L’iniziativa rientra nel programma del “Mese delle Famiglie” del Comune di Rimini (sarà presente all’incontro ‘l’Assessore alla protezione sociale Gloria Lisi) ed è realizzata in collaborazione con la Fondazione San Giuseppe per l’Aiuto Materno e Infantile ONLUS e con la sezione riminese dell’Associazione Agevolando, entrambe realtà impegnate nell’accoglienza e nella promozione dei diritti di ragazzi che vivono situazioni familiari e sociali difficili.

La partecipazione alla presentazione è gratuita e si concluderà con un buffet a cura dei ragazzi del laboratorio “Caduti fuori dal piatto”.

In allegato la locandina.
Per maggiori info: Centro Giovani RM25
tel. 0541-709257
rm25rimini@gmail.com
Facebook: Centro Giovani RM

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La FUCI e Paolo VI Beato

10533450_537902783011232_4681342776724305174_nQuesto è stato un fine settimana di dolce nostalgia e ricordi ma anche di rinnovata responsabilità e impegno, in nuove forme e con uno sguardo più profondo. L’ho dedicato alla FUCI, che si è ritrovata ad Arezzo e Camaldoli per un congresso straordinario sulle orme di Paolo VI (per il quale ringrazio tanto di essere stata coinvolta), e mi sono sentita spiritualmente e idealmente in piazza San Pietro a Roma dove poche ore fa Papa Francesco ha proclamato Paolo VI Beato (qui l’Omelia di Papa Francesco).

Mi ha commosso vedere come in un tempo improntato spesso solo al consumismo e all’apparire, ci sia una gioventù controcorrrente, capace di affidare le sue energie migliori e il suo intelletto all’impegno nello studio e nell’associazionismo, che sceglie di consacrare questo tempo così propizio alla propria crescita non solo culturale ma anche spirituale e umana. Non sono d’accordo con chi crede che la FUCI sarebbe una realtà più numerosa e significativa se abbassasse un po’ il “tiro” della sua proposta, perchè credo che esistano ancora studenti capaci di meritarsi e desiderosi di sperimentare una proposta alta, non perchè snob o elitaria, ma perchè orientata al bene e al meglio.

Alla FUCI di Giovanni Battista Montini e di Igino Righetti, non ci stancheremo mai di dirlo, dobbiamo tanto: un metodo, una struttura, una definita spiritualità dello studio e della ricerca. Le sue parole e i suoi scritti sono stati e continuano ad essere la nostra bussola, i nostri compagni di viaggio più cari, anche rischiando a volte di essere un po’ ripetitivi ed autoreferenziali…ma sempre nella certezza di quel debito di riconoscenza immenso che sempre proviamo nei confronti di quello che sarebbe stato uno dei Papi più discussi e contestati del secolo scorso ma anche più innovativi e profetici.

E allora, con Papa Francesco e con tutta la Chiesa, anche io dico grazie a Montini e sono felice di averlo ricordato a Camaldoli, luogo che gli era così caro e di averlo invocato insieme alla FUCI di oggi (qui il Messaggio di Papa Francesco alla FUCI). Con tutti i nostri limiti e le nostre fragilità se possiamo guardare ancora avanti è proprio grazie a questi “giganti” che tengono noi “nani” sulle loro spalle e ci permettono di non perdere mai di vista il vero orizzonte e il vero significato del nostro impegno.

Credits: La prima immagine è di Ernst Gunter Hansing ed è tratta dalla Collezione Paolo VI, l’ultima fotografia è stata presa invece dalla pagina Facebook della FUCI.

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Una scossa di gioia a Rimini con il Festival Francescano!

Parlare di gioia, libertà e perfetta letizia in un tempo complicato e a volte drammatico come quello che stiamo vivendo è una sfida per nulla semplice. E’ altrettanto difficile farlo in maniera non banale in una città come Rimini, città considerata per antonomasia luogo del divertimento e della festa. La sfida, lanciata dal Festival Francescano giunto alla sua sesta edizione e per il terzo anno consecutivo a Rimini, è stata accolta con entusiasmo da oltre 30.000 persone giunte da tutta Italia per riflettere sul tema: “Liberi nella gioia”.

Il 26, 27 e 28 Settembre la città di Rimini ha ricevuto dai francescani dell’Emilia-Romagna e non solo una “scossa di gioia”, raccogliendo l’invito del Vescovo di Rimini Mons. Francesco Lambiasi nel discorso di apertura ufficiale del Festival.

Sin dalla prima giornata non sono mancate testimonianze e riflessioni importanti: il critico d’arte Beatrice Buscaroli ha guidato i presenti in un percorso sulla letizia nell’arte, Alberto Dionigi, presidente della Federazione Nazionale Clown dottori ha cercato di rispondere questa a questa domanda: “Ridere fa bene alla salute?”. E poi la “pedagogia della lumaca” di Gianfranco Zavalloni rivisitata da Andrea Magnolini e un affondo sul tema della perfetta letizia con Padre Dino Dozzi e fra Mauro Ruzzolini che hanno guidato insieme a Marco Finco un itinerario cittadino alle luce delle parole di Francesco d’Assisi.

Festival Francescano 2014 (1)E ancora: incontri con l’autore, fast conference, laboratori didattici, stand, attività per bambini…che hanno animato e colorato piazza Tre Martiri e altri luoghi significativi della città nelle tre giornate del Festival.

E una serata speciale per concludere la prima giornata: un Convivium, una cena francescana con suggestioni tradizionali romagnole nella cornice del Borgo San Giuliano.

Rinfrancati da questa serata di festa e buona cucina, i francescani hanno cominciato la seconda giornata del Festival con la preghiera delle lodi al Tempio Malatestiano e un incontro sul rapporto, difficile, tra poesia e gioia guidato dal critico letterario e poeta Davide Rondoni. Ma il tema della felicità si connette anche al tema dei consumi e all’economia, come ha ben spiegato l’economista Leonardo Becchetti parlando di “felicità sostenibile” e di come “di più” non sempre faccia rima con “meglio”.

Tra gli ospiti della seconda giornata anche William Raffaeli e Giovanni Salonia che moderati da Sergio Zavoli hanno messo a confronto modi diversi di affrontare il dolore: “Il vero dolore, se viene attraversato, diventa vera letizia. Il vero farmaco? Le relazioni” ha affermato Salonia. Due spettacoli teatrali importanti nella seconda giornata: il primo dedicato al Vangelo di Giovanni e il secondo alla luminosa figura di Etty Hillesum. Anche la seconda serata è stata all’insegna della condivisione e della festa grazie all’animazione degli artisti di strada e dei giocolieri per le vie del centro storico.

Il terzo e ultimo giorno si è aperto con la Celebrazione Eucaristica seguita dalla meditazione della teologa Elena Bosetti per proseguire poi con la riflessione del filosofo Salvatore Natoli, autore – tra gli altri – di un libro dall’evocativo titolo: “L’educazione alla felicità” che si è confrontato sul tema della ricerca della felicità con Vittorio Robiati Bendaud.

Tra gli eventi più partecipati, infine, l’incontro con l’arcivescovo di Manila Luis Antonio Tagle che ha raccolto l’invito di Papa Francesco a recarsi nelle “periferie esistenziali” lanciando questo messaggio: “Spesso mi rende più umile e, a volte, mi fa sentire proprio umiliato trovarmi davanti a questi saggi maestri, a questi tesori nascosti nelle periferie. Possiamo quindi mostrare al mondo come la gioia si trovi uscendo dalle nostre zone di sicurezza e di comodità”.

Come già detto, oltre alle conferenze il Festival Francescano ha dedicato molto spazio e attenzione alle attività didattiche rivolte ai bambini e ai ragazzi di tutte le fasce d’età: più di 4.000 studenti hanno partecipato alle diverse proposte che hanno coinvolto attivamente anche un gruppo di insegnanti ed educatori nella preparazione.

Festival Francescano 2014 (3)Laboratori creativi e didattici su diverse tematiche (alimentazione, consumo critico, emozioni, giornalismo…) e con diversi strumenti (fotografia, disegno…); attività motorie e giochi di gruppo, laboratori teatrali e un concorso letterario e fotografico che ha visto tra i vincitori gli studenti Gaia Giuffrè, Fabio Ricci, Giacomo Drudi, Eleonora Olivieri, Asia Pozzi, Flavia Mongiello e Benedetta Vicini (qui le foto e i racconti in gara: http://www.festivalfrancescano.it/concorso-liberinellagioia/.

Molte altre le attività correlate al Festival a partire dalle mostre: la prima a Cesenatico “Una storia e le sue tracce” per celebrare i quattrocento anni della Chiesa dei Cappuccini di Cesenatico, e poi “Vivere salendo”, un’esposizione dedicata ad Alberto Marvelli nel decimo anniversario della sua beatificazione curata da Bruno Biotti e Fausto Lanfranchi e la mostra fotografica sul lavoro minorile promossa dalla Fondazione San Giuseppe ONLUS “Infanzia rubata. Lewis Hine, le immagini che turbarono l’America” che sarà ancora possibile visitare fino al 15 Ottobre p.v. (http://www.sangiuseppe.org/news-eventi/mostra-fotografica-infanzia-rubata).

E ancora l’esposizione delle reliquie del Santo Amato Ronconi al Tempietto di Sant’Antonio e gli itinerari francescani da La Verna a Rimini a piedi con l’Associazione La Pedivella e in collaborazione con il Corpo Forestale e sulle orme del Beato Ronconi da Saludecio a Rimini.

Un programma, come si può ben vedere, ricchissimo e impossibile da raccontare in poco spazio ma i cui contenuti potranno continuare a far riflettere anche attraverso la pubblicazione degli atti e i materiali disponibili su Internet e i social network. Aldilà del resoconto delle tre giornate uno dei punti di forza del Festival è sicuramente il clima semplice e gioioso che lo caratterizza, il desiderio dei religiosi e dei fedeli laici di tutta Italia di mettersi in gioco e scendere per le strade e nelle piazze a rendere attuale il messaggio dei santi di Assisi, Francesco e Chiara. E quest’anno grazie a una presenza in più a vegliare sul Festival dal Cielo: Suor Ornella Fabbri, religiosa riminese tornata da qualche mese alla Casa del Padre dopo una lunga malattia e che sicuramente ha guardato con un sorriso a questa ultima edizione del Festival nella sua città.

Il Festival Francescano lascia infatti Rimini e si trasferisce, a partire dal 2015, a Bologna. Il tema del prossimo anno sarà un tema molto caro ai francescani da sempre: il rispetto del Creato. Con queste parole Fra Alessandro Caspoli, presidente del Festival, ha salutato la città di Rimini e conclusa questa sesta edizione di un evento che sicuramente la città di Rimini ricorderà con affetto e con gioia: “Noi non abbandoniamo Rimini. Rimaniamo sul territorio con 25 comunità francescane di frati, suore e laici. C’è poi un “regalo” che vogliamo fare per ringraziare dell’accoglienza ricevuta dalla città di Rimini e rispondere al desiderio di approfondimento dei temi francescani suscitati dal Festival in questi tre anni: si tratta delle Parole francescane, un cammino per scoprire la nostra spiritualità, partendo comunque sempre dalle domande che pone la vita quotidiana. Inoltre, ci piacerebbe che i tantissimi riminesi che sono stati con noi durante queste tre bellissime giornate continuassero seguire il Festival anche a Bologna, e dovunque esso andrà in futuro”.

Silvia Sanchini

www.festivalfrancescano.it

Canale Youtube

RiminiSocial 2.0 http://www.newsrimini.it/2014/10/scossa-gioia-rimini-festival-francescano/