Parchi inclusivi: qualcosa si muove?

Intervista a Claudia Protti, mamma che insieme a Raffaella Bedetti ha fondato il sito (e pagina Facebook): “Parchi per tutti” e che si sta attivamente impegnando per l’installazione di giochi inclusivi nei parchi romagnoli.

Potete gioire di un primo successo: l’installazione di un gioco inclusivo al Campo della Fiera di Santarcangelo, inaugurato lo scorso 28 febbraio. Com’è andata?

È stato davvero un bel momento. Un nuovo gioco accessibile a tutti i bambini e le bambine nel cuore di Santarcangelo è per noi un risultato importante. Si è trattato di un progetto co-finanziato dall’amministrazione comunale, per questo ringraziamo il Sindaco Alice Parma e la Giunta ma anche la Pro Loco e i privati cittadini che hanno donato una grossa parte della cifra necessaria per l’acquisto e installazione della giostra. Erano presenti davvero tante persone all’inaugurazione e questo per noi è un segnale molto significativo perché racconta di un’attenzione e un interesse per queste tematiche, che non riguardano solo le famiglie con bimbi disabili! Penso ad esempio ai “Camminatori folli” di Livorno che sono partiti alla mattina prestissimo per poter essere con noi a condividere questo risultato e a tutte le associazioni e le scuole presenti, in particolare la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) di Rimini.

parchi inclusivi1Di che gioco si tratta? Come funziona?

Il gioco che è stato installato al Campo della Fiera di Santarcangelo è una giostra girevole ed è stata realizzata dalla ditta Green arreda. Questo tipo di giostra non è molto conosciuta, non ce ne sono tante in Italia, eppure è un gioco molto utile e divertente che può essere usato da tutti i bambini, anche da quelli in carrozzina. L’accesso è facile perché il gioco è posizionato a livello del terreno, ha posti in piedi, posti a sedere e posti per carrozzine. Insomma c’è posto per tutti e questo ci piace molto! C’è infatti un’idea che continuiamo a sostenere e che vogliamo sia ben chiara: non è sufficiente installare un’altalena per carrozzine o giochi ad hoc per bimbi con disabilità per affermare di essere sensibili verso i diritti dei disabili. I bambini sono tutti uguali e hanno diritto a giocare insieme, nello stesso luogo e nei limiti del possibile con le stesse strutture che devono essere accessibili e fruibili da parte di tutti.

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Geometrie fiorentine

Firenze è così. Ci trascorri solo poche ore e circoscritte a poche strade, ma sono sufficienti per lustrarsi gli occhi e rimanere incantati. Soprattutto se il cielo è così blu.

Prima tappa. L’istituto degli Innocenti. L’Istituto degli Innocenti, in piazza Santissima Annunziata. Non solo un gioiello dal punto di vista artistico: si tratta infatti di una delle prime architetture rinascimentali, nata su progetto di Filippo Brunelleschi. Ma anche un luogo centrale per i diritti dell’infanzia: da ospedale dei bambini abbandonati a luogo di servizi (ospita oggi due asili nido, una scuola per l’infanzia, tre case famiglia) e centro di documentazione e analisi sull’infanzia e l’adolescenza.

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Seconda tappa. Via dei Servi e Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze. Simbolo della città, è la terza chiesa più grande al mondo. Tra i suoi gioielli: la cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto.

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#DIRITTIALFUTUROTOUR. A RIMINI CON IL GARANTE NAZIONALE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA

10422109_438113589677071_551310592522563661_nDiritti al futuro tour. Una piccola grande Italia da raccontare. Dieci tappe in giro per l’Italia in cerca di «buone pratiche» per far girare informazioni, energia, speranza. E’ questo lo spirito del Tour promosso dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza(tour.garanteinfanzia.org) e che è stato inaugurato il 15 Febbraio all’Aquila e si prolungherà fino alla fine di Marzo. La quarta tappa del tour ha toccato lo scorso 24 Febbraio la città di Rimini dove il Garante Vincenzo Spadafora ha incontrato i ragazzi e i volontari di “Mare di Libri”, Festival dei ragazzi che leggono (www.maredilibri.it) e a seguire l’Associazione Agevolando (www.agevolando.org), al Centro Giovani “RM25”.

L’incontro con “Mare di Libri” si svolge al Museo della Città alla presenza anche dell’Assessore alla Cultura Massimo Pulini. È un incontro nato in maniera molto speciale. Viola, 16 anni, legge su Facebook che il Garante è in cerca di “buone notizie” che riguardino i bambini e gli adolescenti per incontrare realtà significative del territorio nazionale. Viola è da ormai 5 anni volontaria del Festival, un’esperienza che la rende molto orgogliosa. Decide di scrivere al Garante per invitarlo ad incontrare lei e gli altri ragazzi che organizzano il Festival e lui accetta subito il suo invito.

Davanti a un folto gruppo di adolescenti con le loro felpe blu e ai genitori e responsabili adulti del Festival che li accompagnano, Viola e Elena raccontano in maniera appassionata il loro amore per la lettura e Elena esprime anche la sua rabbia: “Siamo stanchi di sentire mass-media e adulti che descrivono la nostra generazione come superficiale, disinteressata ai libri e alla cultura, incapace di impegnarsi. La realtà di Mare di Libri, organizzata quasi totalmente da noi ragazzi, dimostra che gli adolescenti italiani hanno molto da dire e da offrire”.

Il Garante rimane piacevolmente colpito da questa realtà così unica nel panorama nazionale e si impegna a sostenere il Festival e a farlo conoscere affinchè sia un evento sempre più partecipato e coinvolgente, a partire dalla prossima edizione che si svolgerà a Rimini il 12-13-14 Giugno.

Dal Museo della Città ci si sposta al Centro Giovani “RM25”, dove il Garante incontra i ragazzi e i volontari dell’Associazione Agevolando. Ci racconta questo momento una delle protagoniste, Adina Jujic, socia di Agevolando Ferrara e del Care Leavers Network dell’Emilia-Romagna:

Un momento davvero significativo l’incontro a Rimini tra Agevolando (che propone servizi ai ragazzi neomaggiorenni, vissuti fuori dal contesto famigliare, il sostegno necessario per diventare autonomi) e il Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora. Lo scambio di opinioni, idee e realtà differenti è stato incredibile:si percepiva l’impegno e la passione di chi portava le testimonianze, gli obiettivi raggiunti dai progetti, e di chi ne prendeva atto. Sono stati ricordati molti dei bisogni dei ragazzi, ospiti di comunità, riassunti il più fedelmente possibile nelle dieci Raccomandazioni del Care Leavers Network (una rete costituita DA ragazzi ex ospiti di comunità, PER i ragazzi che sentono la necessità di dire la loro, esprimere il proprio punto di vista o segnalare un comportamento non corretto da parte del sistema che li circonda), che verrà ufficializzato il 28 marzo 2015 a Bologna. L’ascolto interessato e sincero da parte del Garante ha reso possibile l’instaurazione di un dialogo, un impegno reciproco che è diventato simbolo dell’inizio di un cambiamento. Il tutto amplificato da un ambiente intimo e confortevole, capace di trasmettere benessere ai presenti”.

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#LettoDaMe. Un elefante nella stanza di Susan Kreller

Con molto piacere ho recensito e proposto ai ragazzi di “Mare di Libri” (Festival dei Ragazzi che leggono) il libro “Un elefante nella stanza” di Susan Kreller, che affronta il delicato tema delle violenze sui minori in ambito familiare. Ecco qui:

Questo è un libro che vi farà arrabbiare. E che vi spingerà a farvi, inevitabilmente, molte domande.
Perché nessuno ascolta il grido d’aiuto di Masha?
Perché Max e Julia non si ribellano al loro papà, anche se violento?
Perché, anzi, Julia tende quasi a giustificare tutto quello che le accade?
Un elefante nella stanzaun_elefante_nella_stanza dell’autrice tedesca Susan Kreller è un libro difficile. È la storia di Masha che ha tredici anni e trascorre l’ennesima estate insieme ai nonni in un paesino della Germania. Masha sta rielaborando il dolore che prova per la morte di sua mamma, il suo papà è lontano… non solo fisicamente.
In un parco giochi conosce Max e Julia.
Due bambini insoliti, che subito la incuriosiscono.
E, poco alla volta, con un coraggio da grande scopre il loro segreto.
E decide di proteggerli e aiutarli.
Certo, combinando un bel pasticcio, ma facendo qualcosa anche contro l’indifferenza più totale degli adulti.
Le domande che vi porrete leggendo queste pagine sono le stesse che mi ritrovo a farmi quotidianamente nel mio lavoro, quando incontro bambini e ragazzi che vivono vicende familiari altrettanto difficili e drammatiche.
Se c’è una cosa che ho capito da queste situazioni è che risposte facili non esistono. Ho imparato a sospendere il giudizio, a cercare di approfondire, a guardare le cose da diversi punti di vista.
Con lo stesso atteggiamento credo che debba essere letto Un elefante nella stanza. Lasciandosi incuriosire… ma anche interpellare. Perché il libro è una storia di coraggio. Di generosità audace e totale gratuità. Di una ragazzina che a soli 13 anni ha deciso di schierarsi e scegliere da che parte stare.
Nessuno degli adulti del libro fa una bella figura. Per questo motivo è un libro che farà bene anche a noi grandi, per ricordarci quante volte siamo disattenti e superficiali, quanto spesso ci rassegniamo al perbenismo e al silenzio.
Masha ci insegna invece che non ci sono giustificazioni, che non possiamo fingere che l’elefante nella stanza non esista, che i problemi non vanno nascosti ma affrontati anche quando mettono in discussione le nostre sicurezze, che chi è vittima di violenza spesso non riesce ad uscirne da solo ma ha bisogno di qualcuno capace di infondergli coraggio.
Leggere o regalare questo libro vi aiuterà a ricordarlo.

Silvia Sanchini

Susan Kreller, Un elefante nella stanza, Il Castoro
Età di lettura consigliata: dagli 11 anni

In: http://www.maredilibri.it/news/notizie/un-elefante-nella-stanza/