Mafie in riviera. Intervista al coordinatore provinciale di Libera

mafie_in_rivieraÈ stato presentato lo scorso 11 Ottobre al Liceo Scientifico “A. Volta” di Riccione alla presenza del Prefetto di Rimini e di molti rappresentanti istituzionali davanti a una platea di circa 300 studenti il rapporto sulle Ecomafie, un dossier curato dalla Fondazione Libera Informazione e da Legambiente con un apposito focus proprio sul tema delle infiltrazioni mafiose nella riviera romagnola. Numeri che sconcertano: i dati relativi al 2012 vedono infatti l’Emilia Romagna al decimo posto della classifica nazionale con 1.035 infrazioni accertate, 944 persone denunciate e 410 sequestri effettuati. Sono ben 200 le strutture alberghiere, su 2.400 censite nella provincia di Rimini, finite sotto i riflettori della magistratura per modalità sospette. E Rimini si segnala anche per la frequenza di casi di abusivismo edilizio, o mancate demolizioni.
Commentiamo questi dati e non solo con Michael Binotti, educatore e coordinatore della sezione provinciale di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

Le mafie, dunque, sono sempre più radicate anche in Romagna?
Purtroppo sì. Basti pensare che in Romagna sono presenti tutte le mafie italiane (soprattutto la camorra e in particolare i casalesi) e alcune organizzazioni internazionali. La mafia cerca i luoghi dove si concentrano denaro e potere e lì si inserisce. Non stupisce allora la sua presenza nel territorio romagnolo attraverso attività quali il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro tramite anche il settore alberghiero. Anche la vicinanza alla Repubblica di San Marino ha esposto il nostro territorio a forti rischi, ne sono una testimonianza il volume “San Marino spa” di Davide Maria De Luca e Davide Grassi (Rubbettino 2013) e gli studi portati avanti dal “Gruppo Antimafia Pio La Torre”.

Nel contrasto alla criminalità mafiosa nel nostro territorio, qual è il ruolo di “Libera”?
Libera Rimini è un coordinamento di associazioni impegnate per la legalità e la giustizia che si è ricostituito nel 2012. Le attività principali di Libera e delle sue associate sono tre: la prima è un’attività di informazione perché è fondamentale un lavoro di studio e di ricerca per conoscere e far conoscere alla cittadinanza il fenomeno. La seconda azione di Libera riguarda la promozione sociale perché siamo convinti che il cambiamento possa avvenire veramente solo dal basso, a partire dall’impegno di tutti. La criminalità organizzata è infatti solo la punta più efferata e visibile di un iceberg, ma se esiste è perché esiste un contesto che non la ostacola, che le permette di emergere. Infine la terza azione è quella che forse ci sta più a cuore e riguarda l’educazione alla legalità, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

Quali sono le attività che avete avviato a questo proposito?
Innanzitutto una serie di progetti nelle scuole, tra cui quest’anno la novità della costituzione di un gruppo di studenti selezionati al Liceo Scientifico A. Einstein che svolgeranno durante tutto l’anno scolastico un’attività di volontariato nella nostra associazione. Un’altra novità in cantiere e che ci auguriamo davvero possa concretizzarsi è la promozione di un momento di formazione rivolto proprio a chi si occupa dell’educazione dei più giovani: insegnanti, educatori, capi scout… in collaborazione con l’Ufficio scuola e l’Ufficio di Pastorale sociale della Diocesi di Rimini.

Cosa significa educare i più giovani alla legalità?
Io parto dal presupposto fondamentale che ciascuno di noi può essere agente di cambiamento. Perché questo accada deve innanzitutto conoscere e informarsi. La conoscenza implica una responsabilità, il dover scegliere da che parte stare (non dimenticandosi che anche non fare niente è una scelta!). Alla scelta devono conseguire delle azioni personali, perché sono proprio i piccoli gesti di ogni giorno che magari consideriamo banali (chiedere lo scontrino al bar, scegliere con attenzione i prodotti che acquistiamo, avere cura dell’ambiente in cui viviamo…) che possono poco alla volta cambiare le cose. Ma l’azione personale non basta se non diventa anche un’azione condivisa. In questo il ruolo delle associazioni mi sembra particolarmente importante. In fondo le mafie sono potenti, perché sono delle criminalità “organizzate”. Come possiamo pensare di sconfiggerle se anche noi non ci uniamo per combatterle?

Cosa è possibile fare oggi, in concreto, per collaborare alle attività di “Libera” nella nostra Provincia?
Innanzitutto potete seguire le nostre attività nella pagina Facebook “Libera Rimini” oppure chiedendo informazioni all’indirizzo e-mail rimini@libera.it. Chi desidera impegnarsi in maniera continuativa può partecipare alle riunioni di coordinamento che si svolgono mensilmente presso il Centro Giovani “RM25” di Rimini e aderire all’associazione. In generale penso che comunque quello che conti maggiormente è darsi da fare nell’ottica di sentire nel profondo quel “morso in più” (per usare le parole del presidente e fondatore di Libera Don Luigi Ciotti) cioè quel valore aggiunto e quella spinta necessari per operare delle scelte capaci davvero di portare un cambiamento positivo nel mondo.

Silvia Sanchini

in: http://www.newsrimini.it/sociale

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Giovani e partecipazione

Si parla molto, e quasi sempre in toni accusatori, del tema giovani e partecipazione. I giovani non partecipano, non si interessano di attualità e politica, non leggono, vivono rifugiandosi nella sfera privata e schiacciati nel tempo presente.

In parte è vero (anche se l’analisi da fare sarebbe più complessa e credo riguardi molto più il mondo adulto che le nuove generazioni), ma nella mia esperienza ho avuto la fortuna e l’opportunità di sperimentare il contrario. Nelle parrocchie, nel mondo del volontariato e dalla cooperazione, nei viaggi missionari, nell’associazionismo (per me in particolare nell’Azione Cattolica e nella FUCI), ho potuto incontrare e lavorare assieme a giovani estremamente motivati, impegnati, generosi.

Quando questo impegno arriva però da giovani che nella vita hanno avuto molte meno opportunità dei loro coetanei, al piacere con cui constato che non tutti i giovani sono disinteressati e apatici, si aggiunge sempre un po’di emozione.

Ieri sera abbiamo riunito la seconda assemblea di “Agevolando Rimini”: vedere un gruppo di ragazzi provenienti da storie più o meno difficili e dolorose riunirsi per parlare insieme a noi di progetti e di futuro, vederli sforzarsi per raccontare la loro storia anche in maniera creativa (attraverso la musica o la poesia) è stato molto incoraggiante. E mi ha commosso anche vederli darsi dei consigli a vicenda o preoccuparsi di raggiungere altri ragazzi nella loro stessa situazione per poterli aiutare. Con la loro fragilità mostrano sempre una grande capacità empatica e sensibilità.

E condivido la riflessione di una amica e collega, Alice, su quanto sia faticoso (certi giorni li ucciderei tutti!!!!!!!!) ma al tempo stesso bello dedicare del tempo agli adolescenti, soprattutto ai ragazzi più  vulnerabili:

“Avrei voluto essere divisa in dieci per stare con tutti oggi..,Gli adolescenti con la loro rabbia, le loro emozioni forti, le cazzate che sparano, l’amore che hanno da dare, le delusioni che vogliono condividere, le marachelle che combinano.., Sono bellissimi…”

Spero potremo creare insieme in futuro sempre nuove occasioni di condivisione, autonomia e partecipazione per questi giovani se è vero che, come cantava il grande Giorgio Gaber, “la libertà e partecipazione”.

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Un momento della seconda Assemblea di Agevolando Rimini al Centro Giovani “RM25”

Top 5 New York – before leaving!

Ecco la mia opinabilissima e assolutamente soggettiva top 5 dei libri/film/canzoni/siti internet con cui mi preparo per il viaggio a New York!

Libri

1. Poeta a New York – Federico Garcia Lorca. New York nelle parole del poeta andaluso che qui trascorse 9 mesi, nel momento della crisi economica del 1929.

2. Trilogia di New York – Paul Auster. Tre storie di delitti e misteri per le strade di New York.

3. Il giovane Holden – J.D. Salinger. Un classico, un romanzo di formazione, un giovane protagonista che diventa uomo e le papere di Central Park.

4. Uomini talpa. Vita nei tunnel sotto New York city –  Jennifer Toth. Un’inedita inchiesta sulle comunità nate nei tunnel della metropolitana di New York. (scoperto grazie a: http://turistipercaso.it/new-york/58277/download-new-york.html)

5. Wonder – R. J. Palacio. E’il libro che ho scelto di portarmi in viaggio, perchè è nato su una panchina di New York e perchè racconta la storia tenera e dolorosa di un bambino con una sindrome grave che decide di aprirsi al mondo e superare così paure e pregiudizi.  Già solo per questo ha meritato la mia attenzione e curiosità.

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Tra i libri che voglio leggere su New York sicuramente anche questo, che mi ha segnalato Sonia di “Insolitameta” qualche settimana fa:  “New York è una finestra senza tende” di Paolo Cognetti.

Film

1. Manhattan – W. Allen.  Un Allen nel periodo d’oro, un film in bianco e nero (cosa che adoro), una colonna sonora strepitosa di Gershwin e tutte le paranoie, i vizi e le nevrosi che hanno reso il regista famoso in tutto in mondo.

2. Colazione da Tiffany – B. Edwards. Qui lo dico e qui lo nego: non vedo l’ora di bere un caffè e mangiare un croissant davanti alla vetrina di Tiffany per capire se come Holly anch’io potrò sentirmi “a casa” e non più “in transito”.

3. Harry ti presento Sally – R. Reiner. Un evergreen del filone della commedia romantica, genere che ha sempre trovato e continua a trovare nella città di New York la cornice ideale.

4. New York I love you – AA.VV. Dieci cortometraggi che raccontano storie d’amore nate a New York. Anche questo scoperto grazie a: http://turistipercaso.it/new-york/60015/sei-in-partenza-per-new-york.html

5. Taxi driver – M. Scorsese. Vabbè, De Niro è straordinario come sempre e New York nel racconto notturno di Scorsese appare in tutto il suo fascino e nella sua estrema drammaticità.

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Canzoni

1. En e Xanax – S. Bersani. Non c’entra molto con New York, lo so (se non per il fatto che la cita nel testo), però mi piace ascoltarla in questo momento e quindi rientra nella top 5 di diritto!! 😉

2. Morte di un poeta – Modena City Ramblers. Il gruppo che ha segnato la mia adolescenza e che meglio di chiunque altro secondo me racconta la passione per il viaggio non poteva mancare.

3. Leaving New York – Rem.  Pazzesca!!

4. I cant’ see New York – Tori Amos. Una voce strepitosa e una canzone struggente in memoria dell’11 Settembre.

5. New York – A. Keys. Lei è un’interprete molto raffinata e la canzone è anche la colonna sonora di Sex and the city, il film tratto dalla serie cult che ha reso più volte omaggio a NY City.

Siti Internet

1. Humans of New York (http://www.humansofnewyork.com/). Il mio preferito, assolutamente. Una analisi antropologica dettagliatissima della città attraverso la fotografia per raccontare volti, storie, immagini, sguardi insomma l’anima di chi a New York ci vive (che è poi l’aspetto che forse mi interessa di più scoprire).

2. Nuok. (http://www.nuok.it/). Una affascinante community dedicata ai viaggi con reporter sparsi in tutto il mondo ma nata proprio dall’incontro di due italiani a New York e quindi ricchissima di spunti e informazioni sempre aggiornate sulla Grande Mela.

3. Menu Pages (http://www.menupages.com/). Una guida dettagliatissima a tutti i ristoranti di New York, c’è da perdersi!

4. iNewYork (http://www.inewyork.it/. L’italianizzazione di New York, una guida molto carina scritta da italiani per altri italiani (si sa che siamo esterofili quando ci pare ma poi anche estremamente campanilisti!).

5. New York Inspiration (http://www.newyorkinspiration.com/). Un sacco di consigli utili prima di partire, una vera e propria guida di viaggio online.

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Visto che ci siamo concludo anche con alcuni articoli/post su New York trovati navigando in rete e che mi hanno particolarmente divertita, incuriosita, ispirata:

http://www.marcopolo.tv/come-trasferirsi-a/vivere-new-york

http://blog.cliomakeup.com/2013/07/in-giro-a-new-york-con-clio-midtown-icecream/

http://turistipercaso.it/new-york/65696/tutto-il-fascino-della-grande-mela.html

http://newyorkdailyphoto.com/nydppress/?p=14301

http://insolitameta.wordpress.com/2013/09/23/shopping-a-new-york-qualche-dritta/

http://www.ilpost.it/2013/09/22/sei-mesi-a-new-york-gary-hershorn/

http://www.nuok.it/nuok/gioielli-vintage-da-george-raf-a-brooklyn/

http://www.nastenka.it/le-mie-prime-fotografie-di-new-york/

Sono ben accette altre dritte, visto che è una lista destinata solo a crescere e arricchirsi!!!!

Mare, riportami l’amore della mia anima…

Oggi non c’è spazio per le parole. Oggi è il giorno del silenzio, del dolore, della preghiera e – come ha detto Papa Francesco – della vergogna.

E siccome parole giuste non esistono (o almeno io non le trovo) uso le parole che ho trovato nello straordinario blog Fortress Europe. Sono le parole di Tesfay Mehari, un famoso cantante eritreo, che dedica questo pezzo alla donna che ha perso nei mari d’Italia.

“Mare, dentro di te sta il mio amore.
Hai preso la sua anima e il suo cuore.
Mare, riportala a riva, fammi parlare di nuovo con lei.
Cercala ovunque, trovala, fallo per me.
Mare riportami l’amore della mia anima
Insieme ai suoi compagni pellegrini di questo destino.
Creature del mare, siete voi gli unici testimoni di questa storia
E allora ditemi: quali sono state le sue ultime parole prima di partire
Mare!
Non sei tu il mare? E allora rispondimi!”

Qui il video della canzone: https://www.youtube.com/watch?v=p3wXv0oQZlk

E qui le parole di qualcuno che in questi giorni è riuscito a esprimere al meglio lo sgomento e la rabbia per quanto accade:

“Lampedusa, i veri drammi e il teatrino della politica” di Marco Iasevoli nel portale dell’Azione Cattolica

“Il cimitero Lampedusa e la fiera delle banalità” dal blog “Buongiorno Africa”

Popolati di libri e di amici / part 2

E, a proposito della giornata di oggi, ecco la seconda puntata della rubrica “libri e amici” dedicata completamente all’educazione!

Essere-educatori-quale-cultura-0137-9Oggi vi segnalo allora questo libro curato da Andrea Canevaro (che non ha bisogno di presentazione) e da Lunida Ruli, appassionata educatrice: “Essere Educatori: quale cultura? Un viaggio tra teatro, video, musica e parole” (http://www.ericksonlive.it/catalogo/educazione-%E2%80%93-teorie-e-metodi/essere-educatori-quale-cultura/). Il libro nasce dall’esperienza dei convegni organizzati ogni anno a Rimini dal comitato “Gli amici del bar Ducale” proprio sulla figura dell’educatore sociale. Il testo contiene diversi contributi e la possibilità per i lettori di inviare riflessioni personali e resoconti di esperienze all’indirizzo: educatore.sociale@gmail.com.

Uno dei libri più interessanti nel dibattito avviato dalla Chiesa italiana sul tema dell’ “emergenza educativa” è sicuramente quello curato da Paola Bignardi, pedagogista e già Presidente dell’Azione Cattolica Italiana: “Educazione. Un’emergenza? Paola Bignardi a colloquio con 13 protagonisti”, diversi punti di vista sull’educare a scuola, nel tempo libero, in ambito ecclesiale e non solo.

Il terzo libro che segnalo è stato curato da Federico Zullo, presidente dell’Associazione “Agevolando” (di cui ho più volte parlato nel blog) insieme alla prof.ssa Paola Bastianoni e si intitola: “Neomaggiorenni e autonomia personale. Resilienza ed emancipazione” http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788843063819. Un percorso anche in questo caso con diverse voci e contributi sul delicato passaggio alla maggiore età per i giovani “fuori famiglia”.

Non solo perchè tra le autrici c’è una delle mie amiche del cuore (conflitto d’interessi? 😉 ), ma anche per l’intrinseco valore a tutte le educatrici di nido segnalo questo volume: “Martedì’…mi mangio il bruco!”, un percorso di ricerca-azione realizzato dalle educatrici dei nidi di Infanzia il “Brucoverde” e il “Cerchio Magico” di Rimini  tra cui, appunto, Elena Guerra in collaborazione con Enzo Catarsi e Nima Sharmahd. Deliziose immagini, ricette, filastrocche, racconti, riflessioni…per la cura e l’educazione dei più piccini.

Infine segnalo anche alcuni blog di amici dedicati al tema educazione:

http://www.oltrelepaure.it/ è il blog di Gabriella Moret, educatrice che ha deciso di raccontare “l’esperienza di una vita vissuta e sofferta […] nata dal difficile ma affascinante incontro tra una “portatrice di handicap” e un’ educatrice appassionata: tutto questo in una sola persona”.

http://lacittadiasterix.blogspot.it/: questo blog è nato dalla penna (o, meglio, dalla tastiera) di Carlotta Mismetti Capua, scrittrice e giornalista che abbiamo avuto la fortuna di ospitare a Rimini lo scorso dicembrew e racconta la storia del suo incontro con quattro ragazzini afghani arrivati a Roma e poi confluita nel libro “Come due stelle nel mare”.

95Infine, ancora a proposito di cosa può significare crescere “fuori famiglia”, ci aiuta a riflettere con grande maturità e raffinatezza a partire dalla sua intensa esperienza Jenny Zicca, autrice di uno dei blog promossi dal sito Vita.it: http://blog.vita.it/agevolando/

Buona lettura!

International day of Social Educators – Giornata Internazionale dell’Educatore Sociale

Scopro solo ora che oggi, 2 Ottobre, è la Giornata Internazionale dell’Educatore Sociale. E’ un giorno speciale per me e per tanti amici e colleghi che svolgono questa professione. E’una giornata in cui ridirci e ricordarci quanto il nostro lavoro, anche se spesso e volentieri poco considerato e riconosciuto, sia importante, quanto prenderci cura degli altri possa essere stimolante e arricchente, quanto possiamo contribuire a far crescere la società in cui viviamo in una direzione più giusta e più umana. Per celebrare questa giornata ripropongo con piacere un’intervista di qualche anno fa a Guido Fontana, un vero esempio per tanti educatori riminesi e non solo.

Buona giornata dell’educatore a tutti!!

http://dedalo.azionecattolica.it/documents/s_2010_11_12_12.pdf

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