#DIRITTIALFUTUROTOUR. A RIMINI CON IL GARANTE NAZIONALE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA

10422109_438113589677071_551310592522563661_nDiritti al futuro tour. Una piccola grande Italia da raccontare. Dieci tappe in giro per l’Italia in cerca di «buone pratiche» per far girare informazioni, energia, speranza. E’ questo lo spirito del Tour promosso dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza(tour.garanteinfanzia.org) e che è stato inaugurato il 15 Febbraio all’Aquila e si prolungherà fino alla fine di Marzo. La quarta tappa del tour ha toccato lo scorso 24 Febbraio la città di Rimini dove il Garante Vincenzo Spadafora ha incontrato i ragazzi e i volontari di “Mare di Libri”, Festival dei ragazzi che leggono (www.maredilibri.it) e a seguire l’Associazione Agevolando (www.agevolando.org), al Centro Giovani “RM25”.

L’incontro con “Mare di Libri” si svolge al Museo della Città alla presenza anche dell’Assessore alla Cultura Massimo Pulini. È un incontro nato in maniera molto speciale. Viola, 16 anni, legge su Facebook che il Garante è in cerca di “buone notizie” che riguardino i bambini e gli adolescenti per incontrare realtà significative del territorio nazionale. Viola è da ormai 5 anni volontaria del Festival, un’esperienza che la rende molto orgogliosa. Decide di scrivere al Garante per invitarlo ad incontrare lei e gli altri ragazzi che organizzano il Festival e lui accetta subito il suo invito.

Davanti a un folto gruppo di adolescenti con le loro felpe blu e ai genitori e responsabili adulti del Festival che li accompagnano, Viola e Elena raccontano in maniera appassionata il loro amore per la lettura e Elena esprime anche la sua rabbia: “Siamo stanchi di sentire mass-media e adulti che descrivono la nostra generazione come superficiale, disinteressata ai libri e alla cultura, incapace di impegnarsi. La realtà di Mare di Libri, organizzata quasi totalmente da noi ragazzi, dimostra che gli adolescenti italiani hanno molto da dire e da offrire”.

Il Garante rimane piacevolmente colpito da questa realtà così unica nel panorama nazionale e si impegna a sostenere il Festival e a farlo conoscere affinchè sia un evento sempre più partecipato e coinvolgente, a partire dalla prossima edizione che si svolgerà a Rimini il 12-13-14 Giugno.

Dal Museo della Città ci si sposta al Centro Giovani “RM25”, dove il Garante incontra i ragazzi e i volontari dell’Associazione Agevolando. Ci racconta questo momento una delle protagoniste, Adina Jujic, socia di Agevolando Ferrara e del Care Leavers Network dell’Emilia-Romagna:

Un momento davvero significativo l’incontro a Rimini tra Agevolando (che propone servizi ai ragazzi neomaggiorenni, vissuti fuori dal contesto famigliare, il sostegno necessario per diventare autonomi) e il Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora. Lo scambio di opinioni, idee e realtà differenti è stato incredibile:si percepiva l’impegno e la passione di chi portava le testimonianze, gli obiettivi raggiunti dai progetti, e di chi ne prendeva atto. Sono stati ricordati molti dei bisogni dei ragazzi, ospiti di comunità, riassunti il più fedelmente possibile nelle dieci Raccomandazioni del Care Leavers Network (una rete costituita DA ragazzi ex ospiti di comunità, PER i ragazzi che sentono la necessità di dire la loro, esprimere il proprio punto di vista o segnalare un comportamento non corretto da parte del sistema che li circonda), che verrà ufficializzato il 28 marzo 2015 a Bologna. L’ascolto interessato e sincero da parte del Garante ha reso possibile l’instaurazione di un dialogo, un impegno reciproco che è diventato simbolo dell’inizio di un cambiamento. Il tutto amplificato da un ambiente intimo e confortevole, capace di trasmettere benessere ai presenti”.

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Verso la I Conferenza del Care Leavers Network regionale

Ho creato questo semplice video per conto dell’Associazione Agevolando per invitarvi in tanti a un importante evento che abbiamo in programma per Sabato 13 Dicembre presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’Educazione di Bologna.

Un gruppo di care leavers, giovani che hanno vissuto o stanno per concludere esperienze di accoglienza “fuori famiglia” (in comunità, affido o casa-famiglia), presenteranno al pubblico in sala l’esito degli incontri che hanno portato alla redazione di alcune RACCOMANDAZIONI dirette agli educatori e alle comunità, agli operatori sociali, ai decisori politici, ai giornalisti per migliorare la qualità dei percorsi di cura e di transizione all’autonomia. Gli oltre 30 ragazzi coinvolti (di diversa età e nazionalità) provengono dalle province di Bologna, Modena, Forlì-Cesena, Parma, Ferrara, Rimini e Ravenna e sono stati supportati dai volontari di Agevolando per riflettere sul loro percorso in comunità, sul periodo di transizione, sul tema dell’acquisizione dell’autonomia, sull’essere minori stranieri non accompagnati, sulla cittadinanza attiva.

Non siete curiosi di ascoltare quello che avranno da dirci?

Qui il programma completo dell’evento

Al Centro Giovani RM25: “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?”

42295Oltre 4.000 download su Amazon del suo primo libro, più di 25.000 visualizzazioni di un suo video sulla pagina web di Repubblica, un’opzione per una importante casa editrice italiana e progetti radiofonici e televisivi, arriva per la prima volta a Rimini Antonio Distefano, in arte “Nashy”.
23 anni, nato a Busto Arsizio ma di origine angolana, un giovane di “seconda generazione” (ma lui preferisce definirsi afroitaliano), è autore del libro: “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?”, dove racconta della sua storia d’amore osteggiata per motivi di razzismo e che si è rapidamente diffuso grazie ai social network e al passaparola diventando un vero e proprio caso letterario.

Antonio Distefano presenterà per la prima volta il suo libro a Rimini Venerdì 24 Ottobre p.v. a partire dalle ore 17 presso il Centro Giovani “RM25” (Corso d’Augusto 241 – Rimini): un centro di aggregazione giovanile finanziato dal Comune di Rimini e gestito dall’Associazione Sergio Zavatta ONLUS.
“Tra gli obiettivi del nostro Centro Giovani ci sono anche quelli della socializzazione, della prevenzione del disagio giovanile, dell’inclusione sociale e della partecipazione” – spiega Valerio Minicucci, coordinatore del Centro – “per questo la storia raccontata da Antonio Distefano ci ha subito colpiti molto e ci è sembrata un’occasione davvero significativa per riflettere insieme ai nostri ragazzi di integrazione”.
Sarà presente all’incontro anche Nizar Gallala che insieme ad Antonio Distefano ha fondato il duo musicale “Primavera araba” per promuovere incontri di formazione nelle scuole attraverso la musica e le parole.

L’iniziativa rientra nel programma del “Mese delle Famiglie” del Comune di Rimini (sarà presente all’incontro ‘l’Assessore alla protezione sociale Gloria Lisi) ed è realizzata in collaborazione con la Fondazione San Giuseppe per l’Aiuto Materno e Infantile ONLUS e con la sezione riminese dell’Associazione Agevolando, entrambe realtà impegnate nell’accoglienza e nella promozione dei diritti di ragazzi che vivono situazioni familiari e sociali difficili.

La partecipazione alla presentazione è gratuita e si concluderà con un buffet a cura dei ragazzi del laboratorio “Caduti fuori dal piatto”.

In allegato la locandina.
Per maggiori info: Centro Giovani RM25
tel. 0541-709257
rm25rimini@gmail.com
Facebook: Centro Giovani RM

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Rione Montecavallo: arte, cultura e storia in chiave sociale

frullatoreSembra di tuffarsi nelle atmosfere del Bar Sport, descritto da Stefano Benni nei suoi romanzi. Gli elementi ci sono tutti: il biliardo, le carte, anziani che litigano tra loro per il gioco e le donne che li guardano un po’ perplesse, il bancone di legno, il cortile interno dove riposarsi al fresco.
Il Circolo Montecavallo è nato nel 1949 (ma per alcuni addirittura prima della Seconda Guerra Mondiale) per l’aggregazione degli anziani, uno dei tanti circoli della nostra città nel circuito nazionale Ancescao (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti). Oggi conta circa 300 soci, di tutte le età, ed è presieduto da Lucia Lamarra.
Nel 2006 anche Marco Sanchini, ingegnere riminese, si trasferisce per caso in questo quartiere e decide di diventare socio del Circolo.
Dopo qualche tempo, i due, che inizialmente battibeccavano per via dell’allegro baccano prodotto qualche volta dai frequentatori del Circolo, cominciano a pensare che sarebbe stato bello organizzare qualcosa che potesse coinvolgere tutto il quartiere, e non solo i soci del circolo stesso. E così viene messa in piedi una festa alla quale sono invitati tutti gli 8.000 abitanti del quartiere, nasce un gruppo Facebook e si scopre una passione sempre più forte per l’interessante storia del Rione, approfondita e raccontata in modo accattivante e creativo. Il Rione infatti, compreso tra via Garibaldi, i Bastioni Meridionali e il Corso d’Augusto racchiude molta della storia di Rimini.Nel marzo 2013 nasce l’Associazione Rione Montecavallo, di cui oggi Marco è Presidente e che annovera tra i soci fondatori abitanti e persone che lavorano nel rione, tra questi Giuseppe Marino Surdich, che svolge la funzione di segretario.
E’ il primo rione, tra i quattro riminesi (oltre al Montecavallo esistono il Rione Clodio, il Rione Pataro e il Rione Cittadella) che ha deciso di organizzarsi e dare vita a un’esperienza davvero coinvolgente.

Un vero e proprio frullatore, ben rappresentato dalla fotografia di Anna Banchetti, uno dei soci fondatori, che mescola insieme diversi ingredienti: storia, cultura, partecipazione attiva, sociale, arte, incontro tra generazioni…che danno vita a una miscela potente e inaspettata. Un’esperienza molto simile a quella delle “social street” (www.socialstreet.it) che, a partire da via Fondazza a Bologna, si stanno diffondendo in tutto il territorio nazionale.

Chiediamo a Marco Sanchini di raccontarci meglio questo primo anno di attività dell’Associazione e i progetti per il futuro.

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One Way: la Route nazionale dell’Agesci sulle strade del coraggio

10617666_611296228990209_142683818_nLa Route è la “strada” che i Rover e le Scolte dell’Agesci (Associazione guide e scouts cattolici italiani) percorrono non solo fisicamente, a piedi e con lo zaino in spalla, ma è anche un cammino metaforico di crescita e ingresso nel mondo degli adulti.
Quest’anno oltre 30.000 giovani dai 16 ai 21 anni hanno partecipato alla Route nazionale: “One Way”, una direzione. Oltre 456 campi mobili in giro per l’Italia dal 1 al 6 Agosto per poi ritrovarsi tutti insieme a San Rossore, in provincia di Pisa, dove si è svolto un grande incontro in campo fisso allestito dal 7 al 10 agosto.

Si è trattato del terzo incontro nazionale delle migliaia di giovani Rover e Scolte dell’Agesci. Ospiti dell’evento anche 200 giovani stranieri europei, arabi, africani.
Provenienti da tutte le regioni italiane e da oltre 1.500 gruppi locali, i giovani scout hanno percorso con i loro zaini in spalla strade e sentieri vivendo insieme esperienze di scoperta, condivisione, riflessione e spiritualità a partire dal tema che ha fatto da filo conduttore all’evento: il coraggio.

Un elemento che caratterizza in maniera forte il metodo scout che fonda proprio la sua azione educativa sul coraggio e sul protagonismo giovanile.

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Neomaggiorenni Attivi. Non più assistiti ma protagonisti

neo_attiviLo scorso 6 Novembre il primo effettivo evento di carattere nazionale promosso dall’associazione ha riunito a Bologna tante persone, e in particolare diversi ragazzi, per presentare un nuovo servizio di supporto all’autonomia promosso nelle province di Ravenna e Bologna e per riflettere sul tema della cittadinanza attiva e del delicato passaggio alla maggiore età per i ragazzi cresciuti in comunità, affido o casa-famiglia.
Il Convegno si è svolto nella prestigiosa cornice della Cappella Farnese di Bologna che – come ha ricordato l’Assessore ai servizi sociali del Comune di Bologna, Amelia Frascaroli – si è così colorata, come di rado accade, dei volti e dei sorrisi di tanti giovani. Gino Passarini, responsabile del Servizio Politiche Familiari Infanzia e Adolescenza della Regione Emilia Romagna, ha introdotto i lavori della giornata con una cornice istituzionale al tema a partire dalla riflessione avviata in Regione con la Legge 14/2008, un punto di non ritorno per quanto riguarda le politiche giovanili in Emilia Romagna. Si è entrati poi nel vivo degli argomenti trattati con la densa relazione di Liviana Marelli, referente nazionale minori del Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza (CNCA). Nel suo intervento ha evidenziato l’importanza di continuare a progettare anche in questo momento di precarietà, rifiutando l’idea di ineluttabilità della crisi. Ha inoltre denunciato il paradigma che ci ha condotto a questa situazione di crisi economica mettendo al centro solo la finanza e l’economia e la necessità di tornare invece a un modello in cui sia la persona ad essere al centro, il suo benessere, i suoi diritti. Solo così le politiche sociali non saranno più percepite come un costo e una spesa da tagliare ma come un’opportunità di crescita per tutti. Fondamentale è inoltre tornare a fare cultura intorno a questi temi utilizzando un linguaggio accessibile a tutti e non solo per addetti ai lavori, onde evitare il rischio che occuparsi di chi è più fragile appaia come affare solo di pochi.

La descrizione vera e propria del progetto “Voi come noi… noi come voi”, promosso da Agevolando con il finanziamento della Fondazione Del Monte, è stata affidata alla coordinatrice del progetto, Anna Bolognesi, che ne ha descritte le diverse fasi, gli obiettivi e gli esiti. In particolare ci si è soffermati sul profilo dei 18 giovani coinvolti attivamente (provenienti da 11 comunità educative delle province di Bologna e Ravenna) che non più come utenti ma, appunto, come soggetti attivi si sono resi protagonisti della realizzazione del portale www.sportellodelneomaggiorenne.it, uno spazio in cui tanti ragazzi come loro potranno trovare informazioni utili sulla ricerca di casa e lavoro, sul rinnovo dei documenti, sulla gestione del denaro… e dialogare e confrontarsi attraverso lo spazio del Forum. La parola è poi passata ai ragazzi stessi che hanno raccontato la loro esperienza ed è stato bello ed emozionante ascoltare le loro parole e la loro forza nell’affermare che: “Siamo cresciuti insieme…perché quello che fai per gli altri lo fai anche per te stesso”. Ampio spazio è stato dato anche alla presentazione di altre esperienze presenti sul territorio nazionale rivolte ai neomaggiorenni: l’esperienza dello “Sportello del Neomaggiorenne” della Provincia di Rimini promosso dalla Fondazione San Giuseppe e presente con una delegazione di volontari e ragazzi, il progetto “A partire dalla fine” dell’Associazione Arimo di Milano presentato da Paolo Tartaglione e le attività realizzate nella provincia di Ferrara presentate da Maurizio Pesci, direttore ASP.

Infine la riflessione di Maria Teresa Pedrocco Biancardi, psicoterapeuta che si è soffermata sul tema della “cura” necessaria anche per gli adulti e l’intervento del Garante Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza Luigi Fadiga che ha opportunamente fatto riferimento agli aspetti legislativi connessi al compimento della maggiore età.
Il convegno è stato coordinato da Federico Zullo, ideatore e Presidente nazionale di Agevolando, che ha sottolineato i tre aspetti-chiave che contraddistinguono l’azione progettuale di Agevolando: la rete (da costruire e mantenere); la solidarietà della cittadinanza, la partecipazione e il protagonismo dei ragazzi stessi. In particolare quest’ultimo aspetto è stato un filo conduttore trasversale a tutti gli interventi e ben evidente anche nelle parole e nell’esperienza dei ragazzi coinvolti: quello che Agevolando desidera promuovere è infatti un modello che esca dalla logiche di dipendenza o assistenzialismo ma costruisca invece diritti di cittadinanza. Dalle difficoltà, infatti, si può uscire – e questi giovani ce lo testimoniano quotidianamente – solo uscendo dalla condizione di assistenza e provando a farcela insieme, agevolandosi – appunto – a vicenda.

Silvia Sanchini

in: http://www.newsrimini.it//news/2013/novembre/09/rimini/neomaggiorenni_attivi._non_pia__assistiti_ma_protagonisti.html

Per info:
www.agevolando.org
www.sportellodelneomaggiorenne.it

For…mare. Giornata di formazione del progetto “Già cittadini”

378634_166635530110786_1942570138_n“For…mare”, giornata di scambio per i ragazzi protagonisti del progetto “Già Cittadini in Romagna” si è svolta a Rimini sabato 6 Luglio presso il Centro Giovani “RM25”. Il progetto è promosso dall’Associazione Agevolando ONLUS, la prima associazione in Italia nata dall’iniziativa di alcuni giovani che hanno trascorso parte della loro infanzia e adolescenza “fuori famiglia” ed è stato co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Obiettivo del progetto è quello di favorire il protagonismo e l’autonomia dei ragazzi fuori famiglia in particolare nel delicato passaggio alla maggiore età attraverso la metodologia dell’action learning process (informarsi, agire, interrogarsi) e mediante l’utilizzo di diversi strumenti (attività di formazione, laboratorio fotografico, workshop).

Alla giornata di sabato hanno partecipato circa 30 ragazzi e educatori proventi da Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna insieme ai volontari dell’Associazione Agevolando, in particolare il Presidente Federico Zullo e la coordinatrice del progetto Anna Bolognesi.

I ragazzi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi nella mattinata sul tema delicato e quanto mai attuale della ricerca lavorativa con la dott.ssa Manila Rossi, formatrice e responsabile nel campo della selezione e gestione del personale. Ma la giornata è stata anche l’occasione, oltre che per trascorrere un piacevolissimo pomeriggio insieme al mare, per fare il punto in generale sull’andamento del progetto.

I ragazzi di Agevolando, infatti, sognano in grande. Dopo l’esperienza, prima in Italia, dello “Sportello del Neomaggiorenne” della provincia di Rimini, l’Associazione intende realizzare entro il 2016 altri sportelli ad accesso diretto e/o online in tutte le Province della Regione Emilia Romagna. Le attività della rete degli sportelli saranno supportate dalla realizzazione di una “Guida ai servizi della Regione Emilia-Romagna” per giovani care-leavers, prodotta anche grazie al contributo dei ragazzi stessi che in questi mesi si sono attivati per reperire informazioni utili nei loro territori di appartenenza. Parallelamente il desiderio è quello di proseguire con le attività di formazione, aggregazione e scambio tra giovani al fine di arrivare alla costituzione di un vero e proprio network “Agevolando Emilia Romagna” che proponga congressi regionali e nazionali sul tema dei care leavers sensibilizzando la cittadinanza tutta sulle difficoltà e le istanze di chi si trova a vivere un periodo della propria vita “fuori famiglia”. Nel frattempo ci ritroveremo a Settembre, probabilmente a Cesena, per una seconda giornata di formazione e di scambio in cui verranno sistematizzate le informazioni raccolte e le fotografie realizzate dai ragazzi per la realizzazione della Guida.

Spesso le traiettorie biografiche di questi giovani, che muovono – per diverse ragioni – da situazioni di svantaggio, sono caratterizzate da percorsi di emarginazione sociale e disagio. I ragazzi di Agevolando sono invece la testimonianza più bella di come, se opportunamente supportati, anche i giovani “fuori famiglia” possano trasformarsi in cittadini attivi e consapevoli, che partecipano con responsabilità alla vita del territorio in cui vivono e mettono al tempo stesso le loro competenze e le loro storie a servizio di altri ragazzi che vivono situazioni simili alle loro. A noi non rimane altro da fare se non metterci in ascolto e ringraziarli per il loro esempio di coraggio e resilienza.

Silvia Sanchini

in: http://www.riminitoday.it/cronaca/for-mare-giornata-di-formazione-del-progetto-gia-cittadini-promosso-dall-ass-ne-agevolando-onlus-1971834.html

Vedremo giorni di sole

image-500x283Ho conosciuto Ali Ulusoy lo scorso settembre quando, insieme a un gruppo di professionisti e operatori del sociale, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare al progetto Go to goal, finanziato dall’ Unione Europea e coordinato a Rimini dal Centro di servizi per il Volontariato Volontarimini. Un’opportunità di scambio di esperienze e buone prassi tra chi opera nell’ambito dell’inserimento lavorativo. Sede del nostro viaggio è stata la Turchia, un paese che ci è apparso subito accogliente, dinamico, desideroso di cambiamenti e dalla forte vocazione europea e che oggi è protagonista delle cronache internazionali da quando i giovani turchi (e non solo) sono scesi in piazza per manifestare dapprima contro la chiusura del Gezi Park, un parco nel centro di Istanbul, e poi per contrastare nel suo complesso le politiche attuali del governo.

Ali ha 52 anni e vive da Ankara. Padre di Osama, giovane con la sindrome di down, dedica con straordinaria energia ed entusiasmo la sua vita e il suo lavoro alla promozione dei diritti e a percorsi di inclusione sociale rivolti a giovani con disabilità. In particolare è Responsabile dell’Associazione Happy Kids network che dal 1992 promuove attività per bambini e giovani.
Da cittadino turco da molti anni impegnato nel sociale e a contatto con molte realtà istituzionali e associative chiediamo ad Ali uno sguardo sulla situazione della Turchia alla luce del suo osservatorio privilegiato.

Qual è in questo momento la situazione del tuo Paese?

Il nostro amato Paese sta resistendo al potere politico in particolare del suo primo ministro, Erdogan, che sembra incapace di rispettare le idee diverse dalle sue. Il popolo turco è contrario a questa forma di dittatura.

Quali pensi siano state le principali cause della situazione di conflitto che oggi si è venuta a generare?

Il motivo principale di questo conflitto può essere così sintetizzato: “Le proteste in Turchia sono iniziate il 28 Maggio 2013. Sono state innescate dall’indignazione per il brutale sgombero di Gezi Park a Istanbul, con un sit-in per fermare la demolizione di questo parco. Successivamente proteste e scioperi hanno avuto luogo in tutta la Turchia con proteste per una vasta gamma di problemi quali la mancata libertà di stampa, di espressione, di riunione e il ruolo del governo nello sminuire la laicità del Paese”.

Cosa pensi che accadrà ora in Turchia?

La libertà è molto importante. Se perdi la libertà, non hai più niente. Anche la solidarietà è importante. Penso che la forma più grande di solidarietà sia quella di manifestare contro ogni forma di tirannia e dittatura e dire a gran voce che se vuoi essere veramente un paese moderno e parte dell’Unione Europea, è necessario innanzitutto rispettare gli altri. Il famoso poeta turco Nazim Hikmet ha scritto: Credi. I nostri bambini vedranno giorni migliori. Vedremo giorni di sole”. Noi crediamo che giorni di sole arriveranno anche per il nostro Paese.

Qual è la tua speranza per il tuo paese e in particolare per le nuove generazioni? Il fondatore della Repubblica turca, Mustafa Kemal Atatürk, ha dato grande importanza al ruolo dei giovani e ha detto che proprio i giovani sarebbero stati i “guardiani” della Repubblica. Se alle elezioni verrà sconfitto il partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) che è al governo con Erdogan 2002, i giovani avranno finalmente più libertà. Spero che tanti giovani vadano a votare alle prossime elezioni per sconfiggere Erdogan. Sono certo che la gioventù turca lavorerà duramente e avrà successo.

in: http://www.newsrimini.it/sociale

Foto Corriere.it 

18 anni. Una festa che non è uguale per tutti

Qualche giorno fa, una collega e cara amica mi ha portato in ufficio la pagina di un quotidiano riminese. L’intera pagina era stata utilizzata da una famiglia della nostra città per augurare al figlio, neomaggiorenne, buon compleanno. Aldilà del gesto, sicuramente affettuoso, ci ha colpito però il messaggio con cui i genitori facevano il loro augurio al figlio: “18 anni. Finalmente anche tu potrai guardare i film con il bollino rosso”.

Ora, non desidero sindacare sulla modalità e i contenuti del messaggio che, probabilmente, voleva semplicemente essere divertente e scherzoso. Spero che la famiglia protagonista della pagina di giornale non si risenta però se dico che il loro modo di fare gli auguri al figlio mi ha fatto riflettere.

La maggiore età dovrebbe essere, per eccellenza, il momento di una presa di coscienza e assunzione di responsabilità. A questa età trovano il proprio compimento doveri e diritti (per esempio il diritto di voto) che dovrebbero condurre sempre più i giovani a un positivo percorso di cittadinanza e pieno inserimento nella società.

Per molti giovani, poi, il diciottesimo anno è un traguardo tutt’altro che agognato perché, per i giovani “fuori famiglia” e affidati ai servizi sociali, coincide spesso con la fine di una presa in carico da parte dello Stato che può portare questi ragazzi, che già partono da una situazione di svantaggio, a sentirsi ancora più soli e in difficoltà.

Per altri giovani, quelli che chiamiamo “seconde generazioni”, il diciottesimo anno è anche il momento delicato in cui vedersi finalmente concesso, purtroppo dopo lunghi iter burocratici e non sempre dall’esito positivo, quel diritto di cittadinanza che, nei fatti, già vivono e sperimentano quali cittadini nati in Italia, seppur da genitori stranieri.

Sono solo alcuni esempi che però ci dicono chiaramente che anche compiere diciott’anni non è una tappa uguale per tutti.

 Quella pagina di giornale, involontariamente, può farci riflettere sul modello educativo che scegliamo di trasmettere alle giovani generazioni. Il vento della nostra società oggi soffia sempre più forte nella direzione dell’individualismo, dell’esaltazione delle qualità personali, della competizione sfrenata, del successo e della bellezza esibita a tutti i costi. Ma anche nei piccoli gesti e nelle scelte quotidiane possiamo ribellarci a questi modelli e promuovere invece quei valori della solidarietà sociale, della condivisione e del rispetto, della cura di chi è più fragile che stanno alla base di una società realmente accogliente e inclusiva. Sta a noi scegliere da che parte stare.

“E se ognuno fa qualcosa…” Padre Pino Puglisi beato

imagesSe ho conosciuto e cominciato ad amare davvero la FUCI è un po’ grazie anche a Padre Pino Puglisi, e a quella Scuola di Formazione del 2003 a Palermo che mi ha aperto un nuovo sguardo sul mondo e sul mio modo di vivere l’esperienza universitaria.

Padre Pino Puglisi (3P per tutti)  ha vissuto con semplicità ma sempre a testa alta il suo essere prete in un quartiere di Palermo, Brancaccio, completamente controllato dalla criminalità organizzata. Camminare per le vie di Brancaccio e pensare all’opera di padre Pino, visitare il Centro “Padre Nostro” da lui così fortemente desiderato per offrire un’alternativa ai ragazzi di strada, è un’esperienza davvero incredibile. Padre Pino ha testimoniato la sua passione educativa anche nella sua attività di insegnante e nel suo impegno nell’Azione Cattolica e nella FUCI. La sua azione, apparentemente così semplice e al tempo stesso così rivoluzionaria, è stata sempre tesa a un unico grande ideale: “educare alla legalità, al rispetto reciproco, ai valori della cultura e dello studio”.

Oggi Padre Pino è stato proclamato dalla Chiesa Beato. Non gli sarebbe piaciuto essere definito un eroe, e forse neanche un martire, perché ha vissuto la sua esistenza di santità con quella naturalezza e quella forza di cui solo i grandi uomini sono capaci. A testa alta, senza mai piegarsi di fronte ai potenti, sempre dalla parte degli ultimi, testimone dell’amore di Dio nei confronti degli uomini.

Per tutto questo e per molto altro ancora, GRAZIE 3 P. 

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Per conoscere meglio la figura di Padre Pino Puglisi: http://www.padrepinopuglisi.diocesipa.it/. Dedicato a lui anche un bellissimo film di Roberto Faenza del 2005: “Alla luce del sole”