“Il Bagaglio”: il fenomeno dei minori non accompagnati. Intervista a Luca Attanasio

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Luca Attanasio – Foto: Alda Lollobrigida

Di nuovo in libreria da giovedì 6 settembre il libro “Il Bagaglio. Storie e numeri del fenomeno dei migranti minori non accompagnati” (Albeggi Edizioni). Il libro è andato in stampa in una nuova versione aggiornata e integrata, con la prestigiosa prefazione di Roberto Saviano. In questa intervista la parola all’autore, il giornalista Luca Attanasio (intervista realizzata per l’associazione Agevolando).

In un’epoca in cui il tema migranti è trattato spesso in modo strumentale o impreciso, qual è per te il valore e il senso di un libro come “Il Bagaglio”?

Purtroppo in questo momento storico il tema dei migranti è narrato poco e male. Sono un bacino incredibile di consenso, già dall’epoca del governo Gentiloni con i provvedimenti di Minniti. Salvini ha poi costruito sulla pelle dei migranti il suo consenso. Se domani cessasse per magia l’immigrazione, Salvini crollerebbe. Su questi temi c’è anche una profonda ignoranza: pochi conoscono davvero l’Africa e quello che accade nei paesi di provenienza dei migranti. Con “Il Bagaglio” ho fatto un lavoro più sul piano umano che sociologico. È stato un grande privilegio poter incontrare questa umanità da una parte dolente, dall’altro ricca di fascino, vita, positività. Ho pensato fosse giusto rendere giustizia a questi ragazzi. Restituire loro quanto in parte hanno donato a noi e al nostro mondo.
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Davide: “Abbiamo avuto delle difficoltà, ma abbiamo risorse incredibili”

Per l’associazione Agevolando ho iniziato a raccogliere da alcuni mesi le “storie resilienti” di  ragazzi cresciuti in comunità o in affido. Una volta al mese pubblicate nel sito e nella newsletter dell’associazione. Il mese di settembre è stato dedicato a Davide, da Verona, 13 anni vissuti “fuori famiglia”.

Davide-1-255x300“Sono Davide, ho 28 anni, abito a Verona e ho trascorso circa 13 anni fuori famiglia. Per di più in affido presso delle famiglie ma ho avuto anche una piccola esperienza in comunità (di pochi mesi).

Attualmente sono infermiere e lavoro da circa 3 anni: una professione che mi realizza molto. Nei momenti liberi cerco di stare in compagnia dei miei amici, con i quali mi diverto molto e cerco sempre più di coltivare le mie passioni: ad esempio suono degli strumenti a percussione e ascolto moltissima musica.

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Il ricordo di Patrizia

 

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Domenica alle 19.13 il tempo si è fermato.
Il dolore è assordante.
Quando perdi qualcuno che ami, spesso ti penti di tutte quelle cose che avresti potuto fare e non hai fatto, del bene non sufficientemente detto.
Con Patrizia non è così. Ogni momento speso insieme a lei è stato grazia e dono.
Non ha mai mancato di comunicarmi (e così, sono certa, a tutte le persone a cui voleva bene) il suo affetto e la sua stima.
Perché Patrizia era così.
Generosa, autentica, determinata, solare, profondamente buona, coraggiosa nel prendere posizioni anche scomode.
Fedele a Dio, alla Chiesa, all’umanità.
Ci ha donato tantissimo, forse tutto, di sé.
Ci ha amato, mi ha amato, e io l’ho amata tantissimo anche se eravamo distanti (e chi ha vissuto l’esperienza della FUCI sa di cosa parlo). Grazie a Mariarosaria da alcuni mesi condividevamo nuovi sogni, progetti, idee e speranze.
Dicevo spesso che avrei desiderato essere come lei, che per me era modello e fonte d’ispirazione.

Desiderava tanto vederci uniti, fucini ed ex fucini.
Se potesse sono certa che oggi sarebbe qui ad accarezzarci, a consolarci, a tenerci insieme.
Sono stata così fortunata.
Ma il tempo trascorso con lei oggi mi appare anche drammaticamente breve e tutto mi sembra incomprensibile e ingiusto.

Solo nell’amore che anche in questi momenti di disperazione Patrizia riesce inspiegabilmente a generare, trovo una “trama di senso”. Patrizia era ed è luce e continua ad avvolgerci.
Che quel calore continui a scaldare la sua famiglia e chi la ama.
Continua, dolce Patrizia, a raccogliere i frammenti della nostra povera umanità e a renderli più belli e più veri.
A Dio…
“Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso”.