Il ricordo di Patrizia

 

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Domenica alle 19.13 il tempo si è fermato.
Il dolore è assordante.
Quando perdi qualcuno che ami, spesso ti penti di tutte quelle cose che avresti potuto fare e non hai fatto, del bene non sufficientemente detto.
Con Patrizia non è così. Ogni momento speso insieme a lei è stato grazia e dono.
Non ha mai mancato di comunicarmi (e così, sono certa, a tutte le persone a cui voleva bene) il suo affetto e la sua stima.
Perché Patrizia era così.
Generosa, autentica, determinata, solare, profondamente buona, coraggiosa nel prendere posizioni anche scomode.
Fedele a Dio, alla Chiesa, all’umanità.
Ci ha donato tantissimo, forse tutto, di sé.
Ci ha amato, mi ha amato, e io l’ho amata tantissimo anche se eravamo distanti (e chi ha vissuto l’esperienza della FUCI sa di cosa parlo). Grazie a Mariarosaria da alcuni mesi condividevamo nuovi sogni, progetti, idee e speranze.
Dicevo spesso che avrei desiderato essere come lei, che per me era modello e fonte d’ispirazione.

Desiderava tanto vederci uniti, fucini ed ex fucini.
Se potesse sono certa che oggi sarebbe qui ad accarezzarci, a consolarci, a tenerci insieme.
Sono stata così fortunata.
Ma il tempo trascorso con lei oggi mi appare anche drammaticamente breve e tutto mi sembra incomprensibile e ingiusto.

Solo nell’amore che anche in questi momenti di disperazione Patrizia riesce inspiegabilmente a generare, trovo una “trama di senso”. Patrizia era ed è luce e continua ad avvolgerci.
Che quel calore continui a scaldare la sua famiglia e chi la ama.
Continua, dolce Patrizia, a raccogliere i frammenti della nostra povera umanità e a renderli più belli e più veri.
A Dio…
“Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso”.

 

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