Federico Zullo tra i cento giovani talenti che stanno cambiando l’Italia

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Quando vengono premiate persone speciali non si può che gioire! Un esempio per tutti i ragazzi che crescono “fuori famiglia” e che, nonostante le difficoltà, riescono a costruirsi e a progettare un positivo futuro!

http://www.agevolando.org/blog/2013/federico-zullo-inserito-tra-i-cento-giovani-talenti-che-stanno-cambiando-litalia/

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Viaggi e miraggi

Ogni viaggio, ogni luogo in cui sono stata è per me quasi sempre legato anche a una lettura o a un film che mi hanno preparata o accompagnata prima della partenza o durante il viaggio stesso. Così posso sempre unire tre delle mie grandi passioni: libri, cinema e viaggi.

Al Brasile mi sono preparata tuffandomi tra le pagine di Jeorge Amado e in particolare di “Dona Flor e i suoi due mariti”, che ho visto anche nella trasposizione cinematografica in lingua originale. Amado ha la straordinaria capacità di raccontare la magia, i colori, le abitudini del Brasile e così camminando per le strade di San Paolo o di Apucarana mi sono spesso tornate in mente le sue pagine e i suoi racconti.

Prima di partire per la Turchia mi sono rituffata nelle pagine di uno dei miei poeti preferiti, Nazim Hikmet, molto amato anche dal popolo turco. A Hikmet ho immediatamente associato il film “Le fate ignoranti”, che pur essendo ambientato in Italia ha per regista l’italo-turco Ferzan Ozpetek, che nei suoi film riesce sempre a creare delle atmosfere molto particolari e suggestive che ho ritrovato anche nel mio viaggio sulla Costa Egea.

La Grecia fa parte del nostro immaginario e della nostra cultura e tradizione in maniera molto forte. A Rimini c’è un delizioso ristorante greco (“Magna Grecia”) in cui spesso ceno con amici e colleghi. Nella narrazione di Omero Ulisse soggiornò anche sull’isola di Corfù (Scheria), allora governata dai Feaci, dove conobbe Nausica, la figlia del re.Prima di partire per Corfù, due anni fa, mi è venuta voglia di rileggere un po’di quella mitologia greca che avevo studiato negli anni del liceo e un libro che avevo amato tantissimo, “Itaca per sempre” di Luigi Malerba che racconta le vicende di Ulisse da un inedito punto di vista, quello di Penelope.  Ma Grecia è sinonimo anche di ironia, musica, festa: quale film migliore per raccontare anche questi aspetti del popolo greco se non “Il mio grosso grasso matrimonio greco”?

Una riflessione a parte meriterebbe la letteratura israeliana, una delle mie preferite, che mi ha fatto assaporare prima della partenza le atmosfere di quella “Terra Santa” che ancora oggi porto impresse nel mio cuore. David Grossman, Amos Oz, Abraham Yehoshua sono tra i rappresentanti di questo filone letterario quelli che ho forse amato di più per la capacità di rappresentare la complessità di quella terra in modo così vero e al tempo stesso poetico. Ma non poteva mancare nel prepararmi a questo viaggio anche una lettura del Cardinal Carlo Maria Martini, che tanto ha amato questa terra e scritto, tra gli altri, il libro “Verso Gerusalemme”.

E poi c’è la Sicilia, con le pagine di Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri e Gesualdo Bufalino e film capolavoro come quelli di Giuseppe Tornatore. Barcellona e “L’ombra del vento” di Carlo R. Zafon. Il Nord della Francia con il divertente film “Giù al Nord” di Dany Boon e le pagine di Gustave Flaubert e la sua “Madame Bovary”.

Ora, invece, comincio a prepararmi così a New York:

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Tu da che parte stai?

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Abdullah ha 18 anni e viene dal Senegal. L’ho incontrato qualche giorno fa, per caso, sull’autobus. Indossava gli abiti tradizionali del suo paese, con i quali da un po’di tempo non ero più abituata a vederlo visto che a scuola optava più semplicemente per un paio di jeans e una maglietta. Abdullah è arrivato in Italia, come molti suoi coetanei e connazionali, un paio di anni fa, lasciando in Senegal tutta la sua famiglia. Ha frequentato la terza media e poi un corso di formazione professionale, ha fatto alcuni lavoretti come gommista e magazziniere. Ma in Italia il lavoro non si trova così facilmente, figuriamoci se sei straniero, parli poco l’italiano, non hai un titolo di studio. E allora, spesso, scegli la strada apparentemente più semplice. Quest’estate Abdullah ha deciso di vendere merce sulla spiaggia. Braccialetti, collane, orecchini…che provengono dall’Africa. Niente merce contraffatta, mi dice. Gli chiedo perchè lo fa, gli dico che mi dispiace. E lui mi dice che gli uomini nel suo paese devono lavorare, devono mantenere la famiglia. In Senegal ha 11 fratelli e sua madre, deve assolutamente mandare loro dei soldi. Altrimenti cosa è venuto a fare in Italia? Perchè rischiare la vita in un viaggio se poi da questo non si trae alcuna opportunità o miglioramento? 

Mi sono sentita un po’ in colpa parlando con lui. Ho pensato a tutte le volte in cui, quest’Estate, mi ero unita alle chiacchiere da bar e al dibattito pubblico così acceso nella nostra città e fermamente schierato contro gli “abusivi” (termine già di per sè chiaramente dispregiativo). Abusivi che portano via il lavoro, che sono arroganti, aggressivi, maleducati, che rovinano il lungomare della nostra città.

Non voglio essere fraintesa. L’abusivismo è un fenomeno  serio, da deplorare, che davvero crea concorrenza sleale e alimenta la criminalità. Non ho soluzioni al problema, nè voglio darne una visione semplicistica o ingenua. Non sto elogiando chi sceglie questa strada, anzi, ma non posso fare a meno di pensare anche a chi o cosa sta dietro a questo fenomeno. Ce lo ha ricordato, di recente, anche il Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali in una nota: “Se l’abusivismo in spiaggia, protagonista dell’estate 2013, è un complesso e grave fenomeno – di concorrenza commerciale indebita, di ordine pubblico, di sfruttamento, di penetrazione della criminalità organizzata – che si alimenta ogni volta che spirano forti i venti delle ‘opposte ideologie’, è pur vero che sbaglieremmo bersaglio e strategia se pensassimo che il problema provenga esclusivamente da fuori (extra, appunto). E’ la scoperta dell’acqua calda, ma brucia eccome quando continua a cadere sulla pelle: c’è un pezzo della nostra comunità che, in nome di un calcolo economico anche figlio della pratica della rendita, dà il suo (mensile) contributo a complicare un problema già di per sé complicato”. Dietro al fenomeno del commercio abusivo vi è infatti una rete di illegalità (affitti in nero, sfruttamento…) che ci riguarda eccome e che, quasi sempre, è nelle mani di tanti italiani e riminesi benpensanti che magari storcono il naso davanti all’ennesimo “vu cumprà” che propone loro di acquistare un pareo in spiaggia.

E poi ci sono gli occhi di Abdullah. A 18 anni penso che ogni giovane, da qualsiasi parte del mondo provenga, dovrebbe avere il diritto di scegliere. Dovrebbe essergli garantita un’istruzione, l’opportunità di lavorare, ma anche di vedere gli amici, di innamorarsi, di sognare. Non dovrebbe dormire su una brandina in un appartamento che divide che non si sa quanti connazionali. Non dovrebbe passare le giornate in spiaggia, sotto il sole, spesso a farsi maltrattare. Non dovrebbe preoccuparsi di mandare soldi alla mamma e ai fratelli lontani. Questa è invece la condizione che molti ragazzi vivono, anche nella nostra città, spesso nella totale indifferenza di tutti o, peggio, con un dito puntato contro. E spesso, lo ammetto, quel dito è stato anche mio.

Ma gli occhi e le parole di Abdullah l’altro giorno mi hanno restituito un po’di umanità. E mi hanno fatto venire in mente una canzone di Francesco De Gregori, che dice: “Tu da che parte stai? Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati…o di chi ha costruiti rubando?”.

A noi il compito di scegliere, non solo nelle parole ma anche con i fatti, da che parte stare.

Foto: http://www.informazione.tv

Silvia Sanchini

Popolati di libri e di amici

Se è vero, come scrive Pennac, che viviamo “popolati di libri e di amici”, non c’è cosa più bella che scoprire e tuffarsi tra le pagine di un libro nato dalle idee e dalla competenza di persone a te care.

Oggi allora vi propongo qualche libro di amici e colleghi:

0KYu3mCvaNuH_s4Valeria Iacono, siciliana doc e amica dei tempi della FUCI, ha da qualche mese pubblicato per le Edizioni Euno un delizioso libricino dal titolo: “Martina ha paura di dormire”. Un libro dedicato ai più piccoli (dai 4 anni in su) ma che, come sempre accade quando si tratta di letteratura per l’infanzia, può far riflettere ad ogni età sul tema della paura e sul potere magico delle parole e della fantasia.

Sempre a proposito di educazione, segnalo anche “Scarpe gialle per girare il mondo a testa in giù”, di Alessandra Farneti (docente di psicologia dello sviluppo) con il contributo di Federico Palloni, che ci aiuta a scoprire e a conoscere la figura del clown e il metodo della clownterapia come importante strumento di crescita psicologica anche per persone che vivono situazioni di disagio.

Cambio argomento e nel parlare di chiesa e spiritualità, non posso non segnalare annale-192x300l’Annale 2012 della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) curato da Alberto Ratti e Andrea Minardi: “E’appena l’aurora. Chiesa, Concilio, contemporaneità” (Edizioni Studium). Un’interessante lettura della Chiesa e della società odierna attraverso la lente di ingrandimento del Vaticano II, nel cinquantesimo anniversario dalla sua apertura, resa possibile dal contributo che tanti docenti qualificati hanno offerto alla Federazione lo scorso anno.

Infine “Diario di un prodigio” di Mariarosaria Petti (Editore Punto Famiglia) ci racconta con passione la storia della guarigione del piccolo Pietro e le vicende dei coniugi Luigi e Zelia Martin, genitori di Santa Teresa di Lisieux. Qui potete consultare l’indice e alcuni estratti del libro: http://www.puntofamiglia.net/it/index.php?page=diario-di-un-prodigio—indice

Buona lettura e, presto, nuove segnalazioni!

Camaldoli. Un porto sicuro a cui tornare.

7519_1204523840429_3830625_nSolo a Camaldoli può succedere di fare colazione e trovarsi a fianco Enzo Bianchi. Solo a Camaldoli e grazie alla FUCI puoi incontrare 80 giovani che si ritrovano insieme per interrogarsi sulle beatitudini e sulla vita di fede in un clima di amicizia, approfondimento sereno e pace. Solo a Camaldoli trovi una comunità pronta ad accoglierti e a farti sentire come a casa in ogni momento. Per questi e per molti altri motivi per tanti di noi, per intere generazioni di fucini e non solo, Camaldoli è sempre quel porto sicuro a cui tornare per riscoprire e riassaporare la bellezza di una vita autenticamente cristiana.