Diritti al futuro

10995817_10206037602366299_6387657668718654679_nDi questa giornata con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Vincenzo Spadafora qui nella nostra città, a Rimini, porto a casa Viola e Elena, e il loro amore per la lettura. La loro freschezza, positività, l’impegno condiviso con tanti altri adolescenti per una realtà preziosa come quella di Mare di Libri. Porto a casa l’immagine di adulti capaci di dare fiducia e anche di mettersi da parte, perchè qualcun altro possa crescere e brillare. E ancora: il Garante che tiene in tasca il bigliettino di Ilaria, e in quel biglietto c’è non solo racchiusa una richiesta, ma una speranza. Porto a casa la bellezza di condividere passi, sentieri, relazioni, creando sinergie anche insolite o inaspettate. Porto a casa l’autentica passione educativa di tanti (colleghi, amici) che offrono il loro supporto a cause difficili, che ogni giorno si mettono in discussione, capaci di dare spesso senza riserve. Porto a casa il sorriso dei ragazzi di RadioKreattiva Bari che si esprimono, si informano, fanno domande, raccontano. Porto a casa alcune frasi: “Speriamo che le cose cambino davvero”, “Non dovete sentirvi soli”, “Il futuro a volte mi fa paura”. Porto a casa il pensiero di quel dolore e quella preoccupazione che “la sera pesano quando appoggi la testa al cuscino” e il desiderio di allievare un po’quella pesantezza. Porto a casa la fatica e la complessità dei processi partecipativi, ma anche la loro opportunità e il loro valore. Porto a casa la consapevolezza che esperienze come quelle di Agevolando, nella loro fragilità, non sono solo utili, ma necessarie ed insostituibili. Andremo forse ancora e sempre “in direzione ostinata e contraria”, ma lo faremo insieme. E oggi con un po’di forza in più.

Minori da proteggere. #5buoneragioni

RomaDavanti a ripetuti e sistematici attacchi, accuse, messe in discussione di qualcosa in cui crediamo e che ci riguarda è possibile assumere un duplice atteggiamento. Ci si può chiudere a riccio, difendersi, arroccarsi sulle proprie posizioni perché ci si sente sotto assedio, a volte arrivando addirittura a tentare di distruggere l’avversario ripagandolo con la sua stessa moneta. Oppure si può scegliere l’atteggiamento opposto. Non distruggere ma piuttosto, come nelle parole di una bellissima canzone di Niccolò Fabi, “silenziosamente costruire”: cercare di fare verità, esporsi, mettersi in gioco. Non è la prima volta che il sistema di presa in carico dei minorenni “fuori famiglia” (giustizia minorile, servizi sociali, comunità di accoglienza) viene messo sotto accusa. E questo può essere finanche considerato un bene, se serve ad aumentare il livello di attenzione e a garantire ulteriori forme di tutela nei confronti dei bambini e dei ragazzi. Perché quando si ha a che fare con l’infanzia e l’adolescenza tanti sono anche i pericoli. Ma distruggere indiscriminatamente, con facili generalizzazioni, il lavoro delicatissimo che ogni giorno viene svolto dagli operatori dei servizi competenti e dalle istituzioni per garantire protezione a minorenni che vivono situazioni difficili, penso non sia utile a nessuno. Non è utile alle famiglie che avranno così sempre più paura di chiedere aiuto e sostegno ai servizi sociali, immaginandoli come “ladri di bambini”. Non è utile ai ragazzi che rischiano di sentirsi sempre più marginali, diversi, stigmatizzati solo perché vivono una condizione diversa dalla maggioranza dei loro coetanei e difficile, quasi sempre non dipendente da loro.

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Yes we can! Dibattito su giovani e lavoro con la GIOC

1781909_710681859052759_7745624109231595794_nNon solo PER i giovani ma CON i giovani. È il metodo che la GIOC (Gioventù Operaia Cristiana) da oltre settant’anni mette in campo in Italia per accompagnare i giovani studenti e lavoratori svolgendo un’attività educativa, formativa e di evangelizzazione in ambito popolare. Una sezione della GIOC è presente da alcuni anni anche a Rimini e Venerdì 13 Febbraio ha promosso presso il Centro Giovani “RM25” l’evento/dibattito: “Ce la possiamo fare…Yes we can!”, un momento di scambio, confronto e festa sul coinvolgente e delicato tema giovani e lavoro.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare gli esiti della ricerca-azione: “Work or not work? I giovani di Rimini tra lavoro e non lavoro”, un’attività realizzata nell’ambito del progetto “AVANTI TUTTI!” a cui hanno preso parte le associazione Centro 21, Rimini Autismo, L’incontro, Tana Libera Tutti, A.v.u.l.s.s. Bellaria, Arcobaleno, CML – Cristiani nel mondo del lavoro, Vite in transito, I colori del mondo con il sostegno del Centro di Servizio per il volontariato Volontarimini.

A presentare la ricerca Davide Melucci, che insieme a Michela Vietri coordina anche le attività riminesi della GIOC, e proprio lui rivolgiamo qualche domanda.

Qual è stato l’obiettivo di questa ricerca e quanti giovani ha coinvolto?

Obiettivo di questo lavoro di ricerca-azione è stato quello di incontrare i giovani riminesi e indagare i loro stati d’animo e le loro aspirazioni rispetto al mondo del lavoro. All’indagine hanno partecipato 219 giovani della Provincia di Rimini tra i 17 e i 25 anni a cui è stato somministrato un questionario ad hoc. La ricerca è stata possibile principalmente grazie al supporto di CML e Arcobaleno e al contributo dei ragazzi che abbiamo incontrato nelle scuole, nelle parrocchie, nei centri giovani, in strada.

L’ipotesi di fondo era l’idea che, in questo momento di crisi occupazionale ed economica, molti giovani non siano in possesso delle informazioni e degli strumenti necessari per cercare un impiego. Abbiamo successivamente cercato di colmare proprio questo vuoto attraverso alcune azioni concrete in collaborazione con altre realtà del territorio.

Le interviste hanno confermato la vostra ipotesi iniziale? Quali sono stati i dati più significativi emersi dall’indagine?

Dal campione intervistato emerge effettivamente che i giovani pur conoscendo gli enti istituzionali deputati ad orientare e supportare le scelte lavorative (Comune, Centro per l’Impiego, Associazioni di categoria…) difficilmente si rivolgono ad essi per cercare lavoro ma preferiscono affidarsi a famiglia, amici, associazioni di volontariato, contatti diretti e personali.

Molto diversa anche l’immagine della popolazione giovanile da quello che spesso la politica e la stampa raccontano esprimendo giudizi negativi quasi a voler insinuare che la responsabilità dell’alto tasso di disoccupazione giovanile sia in parte responsabilità della svogliatezza e dell’immobilismo delle nuove generazioni. Il 69% degli intervistati ha infatti dichiarato che sarebbe disponibile a trasferirsi all’estero per poter lavorare e il 90,5% dei ragazzi è disposto, o lo ha già fatto, ad intraprendere un’attività lavorativa non inerente al proprio percorso di studi pur di essere occupato.

Quali attività correlate alla ricerca avete svolto?

In questo anno di lavoro oltre all’indagine abbiamo realizzato cinque laboratori di orientamento al lavoro che si sono conclusi anche con una visita ad un’importante azienda del territorio, Teddy Group, per capirne il funzionamento. Inoltre il 1 Maggio abbiamo organizzato una festa in piazza Cavour: “Mayday mayday MyWork” come momento culminante del progetto. Per il lavoro nelle scuole fondamentale è stata la collaborazione con la CGIL riminese. In generale abbiamo voluto cominciare un cammino educativo con i giovani riminesi per aiutarli a riflettere ma anche ad avere fiducia, nonostante tutto, un cammino che vuole proseguire con altri progetti e proposte mantenendo i fili che ci hanno legato ai ragazzi incontrati.

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Allontanamento dei minori: il punto dopo una settimana di fuoco

DSCN75726 città d’Italia (Torino, Milano, Bologna, Napoli, Bari, Palermo), 6 organizzazioni nazionali coinvolte (Agevolando, Cismai, CNCA, CNCM, Progetto Famiglia, Sos Villaggi dei Bambini), oltre 700 persone presenti. Sono solo alcuni numeri della tappa del tour per presentare il Manifesto “#5buoneragioni per accogliere i bambini che vanno protetti” dello scorso 29 Gennaio. Nelle diverse sedi sono intervenuti rappresentanti istituzionali, politici (dal Sindaco di Napoli Luigi de Magistris al Presidente del Consiglio Regionale della Puglia Onofrio Antona, solo per citarne alcuni), testimonial famosi (Fabio Geda, Marzio Honorato), Garanti per l’infanzia, presidenti dei Tribunali per i Minorenni, educatori, assistenti sociali, operatori, giornalisti e tanti ragazzi ex ospiti di comunità di accoglienza/case-famiglia. Si è cercato di affrontare il tema dell’allontanamento dei minorenni senza pregiudizi portando anche la voce dei ragazzi e delle famiglie.

Questo anche alla luce dei recenti attacchi mediatici, primo tra tutti quello di “Presa Diretta”: una trasmissione autorevole, che ha trattato però il tema in maniera generica e fuorviante. Molte organizzazioni (CNCA, Agevolando, Unione Nazionale Camere Minorili, Sos Villaggi dei Bambini, Ordine degli Assistenti Sociali, l’Associazione Nazionale dei Magistrati per i Minorenni…) hanno inviato lettere alla redazione o prodotto comunicati stampa e chiesto di replicare alla puntata dedicata alle “Famiglie Abbandonate”, ma al momento senza risultati.

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