Il Parco Giochi è per tutti?

10401432_10204249997400749_2584810956605134171_nGli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.”

Così, all’art. 31, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, il più importante riferimento normativo in materia, sancisce per ogni bimbo il diritto al gioco.

Ma per un bimbo con disabilità motoria vedersi riconosciuto questo diritto è tutt’altro che semplice e anche solo l’esperienza di giocare all’aria aperta in un parco può rivelarsi difficile, se non impossibile.

La maggioranza dei parchi italiani, infatti, tuttora non sono fruibili da bambini disabili. Anche in Romagna, purtroppo, la situazione è la stessa e non esistono veri e propri parchi inclusivi per bambini con disabilità.

Da qui l’impegno di due mamme, Claudia Protti e Raffaella Bedetti, che lo scorso 19 Marzo decidono di creare la pagina Facebook: Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini. In poco più di tre mesi la pagina ha già raggiunto oltre 5.000 followers. Accanto alla pagina facebook nasce anche il blog: Parchi per tutti.

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Leggere a Rimini è un’altra storia

mare_di_libri_2014.jpgSi è conclusa la settima edizione del Festival di letteratura per ragazzi “Mare di Libri” e anche quest’anno il bilancio dell’evento è ampiamente positivo. Positiva la partecipazione del pubblico e della cittadinanza, straordinario l’impegno dei giovanissimi volontari, molto alta la qualità degli ospiti e degli autori presenti.

Lo scorso 13, 14 e 15 Giugno Rimini si è colorata di arancione e blu, i colori del Festival, e di quelle t-shirt bianche e blu indossate dai volontari che come operose formichine hanno lavorato incessantemente per la buona riuscita dell’evento coordinati dallo staff degli adulti.

Un Festival nato a marzo 2008 dalla volontà delle librarie di Viale dei Ciliegi 17 che hanno poi dato vita all’Associazione culturale Mare di Libri: “un manipolo di folli lettori con tanto entusiasmo e fiducia nelle giovani generazioni” (così si definiscono).

Il Festival si è aperto al Museo della Città con le parole del Sindaco Andrea Gnassi e dell’Assessore alla cultura Massimo Pulini ma soprattutto con tre storie: quella di Malala, Samia e Selene. Tre ragazze con sogni luminosissimi raccontati dalle penne di Carlo Annese, Viviana Mazza e Giuseppe Catozzella, neo vincitore del Premio Strega giovani.

Tra gli ospiti illustri delle tre giornate anche Eraldo Affinati, autore di libri molto amati dal giovane pubblico come La città dei ragazzi e Elogio del ripetente, Michela Murgia che quest’anno è stata invitata a rivisitare i personaggi delle opere di J. R. R. Tolkien in una chiave inedita, e poi ancora Francesco D’Adamo, Antonio Ferrara, Licia Troisi e l’attesissimo Stefano Benni che ha incantato e divertito oltre trecento lettori in uno degli eventi conclusivi del Festival.

Ma non solo ospiti italiani, presenti anche autori di fama internazionale come Albert Espinosa, autore di Braccialetti rossi, il libro che ha commosso tanti lettori e che ha ispirato l’omonima fiction televisiva di successo.

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Concorso fotografico e letterario #liberinellagioia

Logo concorso fotografico

 

FESTIVAL FRANCESCANO 2014 – CONCORSO FOTOGRAFICO E LETTERARIO

Anche quest’anno la Fondazione San Giuseppe insieme al Centro Giovani RM25 collabora con gioia all’edizione 2014 del Festival Francescano. Oltre a un laboratorio di fotografia, proponiamo nuovamente un concorso fotografico per i ragazzi delle Scuole Medie Superiori e una nuova sezione dedicata alla poesia e ai racconti. Il tema è ‪#‎liberinellagioia‬.
Nel link tutte le info per partecipare.
In bocca al lupo a tutti ragazzi!

La festa degli allievi di “I care” e “P.O.I.”. Obiettivo: integrazione!

IMG-20140606-WA0005Da più di 10 anni la Fondazione Enaip S. Zavatta si impegna nel creare un ponte tra Formazione e Lavoro per ragazzi in situazione di svantaggio o disabilità attraverso le azioni dell’Operazione P.O.I. (Progetto Obiettivo Integrazione). L’obiettivo è quello di agevolare il passaggio di questi ragazzi, che frequentano le scuole medie superiori, dalla scuola al mondo del lavoro con percorsi diversificati e personalizzati tramite un approccio di progettazione partecipata. Negli anni sono stati coinvolti 11 istituti scolastici ed è stato definito un protocollo d’intesa con i diversi soggetti coinvolti per favorire l’integrazione sociale e lavorativa delle persone con disabilità.

Il progetto si struttura concretamente con due azioni: i laboratori “I care” e i tirocini orientativi/formativi.
I laboratori prevedono simulazioni di attività lavorative e pratiche, riproducendo fedelmente uno spazio lavorativo e produttivo, diventando il luogo di condivisione di esperienze non strettamente disciplinari condotte in un clima relazionale non competitivo, in cui è possibile trasformare una necessità individuale in una risorsa comune, favorire il senso di reciprocità e di appartenenza, favorire il faticoso ma importante tragitto di costruzione di un’identità adulta.

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SlashFestival: l’Università incontra la Città

Più di 5.000 studenti iscritti, 19 corsi di laurea, oltre 100 docenti, un Dipartimento di Scienze per la Qualità della vita. Sono solo alcuni dati del Campus riminese dell’Università degli studi di Bologna. Una presenza sempre più rilevante nella nostra Città ma che spesso rischia di essere considerata solo un fenomeno da sfruttare o di cui lamentarsi (affitti in nero, rumore notturno, …) invece che una vera e propria risorsa.
Il 17 Ottobre 2013, anche se già l’idea circolava dal mese di aprile, gli universitari riminesi hanno deciso di dire la loro, di riaffermare il loro ruolo di protagonisti nella nostra città e lo hanno fatto costituendosi in un’Associazione.

L’hanno chiamata “Slash” ed è stata un’idea innanzitutto frutto dell’impegno di tre studenti di Economia: Luca Carrai, Davide Cannata, Dario Ferrara.
Oggi Luca è anche Presidente dell’Associazione, che conta al momento 350 soci e 15 studenti impegnati direttamente nel consiglio direttivo. In questo primo anno di attività l’associazione si è dotata di un suo Statuto e ha fissato alcuni obiettivi: innanzitutto stimolare la partecipazione studentesca e, parallelamente, entrare in contatto con il territorio collaborando con le altre associazioni e realtà già presenti e attive. Concretamente sono stati proposti corsi, laboratori, attività ricreative, feste, eventi…soprattutto finalizzati a coinvolgere gli studenti “fuori sede”, tutti coloro cioè che vivono la città di Rimini pur non essendoci nati ma che qui a Rimini decidono di costruire le basi per il loro futuro investendo sugli studi universitari.

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Neomaggiorenni al lavoro: inserimento lavorativo e autonomia

L’Associazione Agevolando ONLUS, la prima associazione nata in Italia dall’iniziativa di giovani che hanno trascorso parte della loro infanzia e adolescenza “fuori famiglia”, ha promosso lo scorso 28 Maggio a Bologna un evento pubblico a conclusione del progetto “Più in. L.A. Ragazzi” (Più Inclusione, Lavoro e Autonomia per i ragazzi).
Il progetto, che si rivolgeva a giovani neomaggiorenni in uscita da percorsi residenziali “fuori famiglia” , è stato realizzato nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Modena e Cesena e ha coinvolto 19 ragazzi a cui è stata data la possibilità di svolgere diverse attività di formazione e avviamento al lavoro compresa l’attivazione di borse-lavoro grazie alla collaborazione con ben 35 aziende che si sono rese disponibili per accogliere i ragazzi o realizzare con loro attività formative.
Oltre ad Agevolando sono state coinvolte la Cooperativa Csapsa2 (Bologna); il Ceis (Bologna-Modena); l’Istituto Don Calabria (Ferrara); la Cooperativa OpenGroup (Ex “La Rupe” – Bologna); la Cooperativa Arké (Cesena); la Cooperativa “Il Cerchio”, (Ravenna); la Cooperativa Cidas (Ferrara); la Cooperativa Aliante (Modena). Il progetto è stato inoltre co-finanziato dalla Fondazione “Aiutare i bambini” ONLUS di Milano che è stata presente al convegno presentando le proprie attività e i propri progetti attraverso la voce del Presidente Goffredo Modena .

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Dieci buoni motivi per andare a Camaldoli

20140601_083213Di ritorno da un fine settimana a Camaldoli per parlare di “Secolarità del Cristianesimo. Responsabilità e competenza dei laici” con il gruppo di “Cristiani in ricerca”, ecco i miei dieci buoni motivi per cui vale sempre la pena trascorrere qualche giorno in uno dei Monasteri benedettini più importanti e apprezzati d’Italia.

  1. Per chi crede: per approfondire i contenuti della propria fede, in un clima di autentico dialogo, confronto, libertà, per riscoprire il gusto di una liturgia curata e partecipata, perché qui è possibile approfondire la conoscenza della Scrittura e della teologia con i migliori studiosi d’Italia.
  2. Per chi non crede o per chi è in ricerca, allo stesso modo, per confrontarsi con una realtà libera da pregiudizi, capace di mettersi in ascolto sincero e di confrontarsi.
  3. Per chi ama la natura, perché il Casentino è uno dei paesaggi più verdi e rilassanti d’Italia, cornice ideale per qualche giorno di riposo a contatto con l’ambiente.
  4. Per chi ama la buona cucina, perché tra affettati, porcini e schiacciate c’è l’imbarazzo della scelta. E se qualcosa rimane sullo stomaco, basta un buon bicchierino di Laurus 48 per digerire tutto.
  5. Se cercate un po’ di solitudine e silenzio, se avete bisogno di uno spazio in cui ritemprarvi e trovare voi stessi. A Camaldoli scordatevi televisione, rete per i telefonini, wi-fi. Per ricordarsi che c’è vita senza smartphone! E se volete vivere davvero un’esperienza ritirata, non perdete le possibilità di fermarvi qualche giorno all’Eremo.
  6. Se cercate invece compagnia e volete fare nuovi incontri, perché potete scegliere tra una vasta gamma di corsi, proposte, settimane di studio, cultura e spiritualità specifici per ogni fascia d’età, dalle proposte per i più giovani a quelle per gli adulti, in cui ritrovarvi a riflettere con persone provenienti da tutta Italia e non solo.
  7. Per sfatare molti pregiudizi e stereotipi sulla vita monastica. Se pensate ai monaci come persone serie, silenziose, staccate dal mondo qui potrete ricredervi e trovare invece una comunità accogliente e ospitale, variegata e curiosa, divertente e un po’stralunata, impegnata nelle attività più disparate: dallo studio al lavoro agricolo, dalla gestione della Foresteria alla preparazione dei prodotti per la celebre Farmacia.
  8. Se amate l’arte e la storia, perché la Toscana è da sempre culla della cultura e qui potrete trovare tante chicche: da una tela di Vasari alle opere di autori contemporanei che qui scelgono di esporre i loro dipinti, le loro fotografie, le loro sculture.
  9. Se amate i libri: la libreria del Monastero, recentemente rinnovata, è un luogo speciale dove trovare una vasta selezione di titoli, accuratamente scelti, non solo legati all’esperienza monastica ma anche libri di storia e cultura, narrativa, libri per bambini, biografie.
  10. Per don Benedetto Calati, per proseguire la tradizione della FUCI iniziata con Montini, per fare lunghe passeggiate, per vedere un luminosissimo cielo stellato, per le tisane con il miele…e per tutti gli infiniti altri motivi che ciascuno potrà scoprire e trovare in questa oasi di pace che da più di mille anni è punto di partenza e approdo sicuro per tanti che hanno la fortuna di passare anche solo per caso di qua.

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