Agevolando Rimini ha trovato…casa

Inaugurazione Casa dolce casa 1

È arrivato il momento di raccontare una storia.

Questa storia inizia da un bisogno: aiutare ragazzi e ragazze cresciuti “fuori famiglia” a trovare casa.

Con un progetto che non aveva la presunzione di inventare nulla di nuovo, ma che desiderava attivare in modo generativo una comunità.

Questa storia continua con il contributo di una professionista, Nicoletta, che ci aiuta a dare forma concreta alla nostra idea. Sull’esempio di altre città: Bologna, Trento, Ravenna.

E prosegue con un lungo percorso fatto di azioni condivise e partecipate.

Il contributo del Comune di Rimini, la scelta di uno studio grafico (15<19), di un logo che piacesse tanto ai ragazzi quanto ai potenziali destinatari, il dono delle illustrazioni di Roberto Ballestracci, la scrittura dei testi, la registrazione di uno spot con Icaro tv, il coordinamento di Cristina Gambini e la regia di Marco Colonna, l’onore di avere Beppe Chirico protagonista, 5 ragazzi disponibili a recitare e un’intera comunità di accoglienza, Casa Clementini, pronta ad aprirci le porte.

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Il gruppo per crescere. Essere uguali, essere diversi. Cosa conta in adolescenza

“Quando si è ragazzi per essere qualcuno bisogna essere parecchi”, scriveva Romain Gary. Se nell’infanzia tutto il mondo sembra ruotare intorno alla propria rete familiare, con l’ìngresso nell’adolescenza un nuovo attore inizia a giocare un ruolo fondamentale nella vita dei ragazzi: il gruppo dei coetanei.

Se n’è parlato insieme a genitori, insegnanti e professionisti gli scorsi 5 e 19 marzo, quarta tappa del ciclo di appuntamenti promossi dal Centro per le Famiglie del Comune di Rimini: “Adolescenti e genitori: raccontare il presente”. Una serata dal titolo: “Il gruppo per crescere. Essere uguali, essere diversi: cosa conta in adolescenza”, condotta da Fabiana Mordini(psicologa mediatrice familiare) e Silvia Sanchini (educatrice).

In apertura della serata un nuovo video, girato da Alberto Romanotto negli spazi del Centro Giovani Casa Pomposa, che ha dato voce a cinque giovanissimi protagonisti, coinvolti grazie all’aiuto degli educatori del Gruppo Get Regina Pacis di Rimini.

Dottoressa Mordini, quanto conta il gruppo dei pari in adolescenza?

Il gruppo dei pari è elemento centrale e trasversale nella vita degli adolescenti. Scegliere i propri amici è infatti la prima spinta evolutiva fuori dalla famiglia, la prima grande scelta senza il controllo degli adulti. Si tratta di un segno di sviluppo sano, scegliere la compagnia dei propri coetanei è infatti fondamentale anche per assolvere alcuni compiti di sviluppo tipici dell’adolescenza: la costruzione della propria identità personale e di genere, la separazione dalla famiglia di origine, la definizione del proprio progetto di vita. Non è più la famiglia la principale fonte di sicurezza, ma diventa il gruppo la protezione per poter lasciare la mano dei propri genitori ed esplorare il mondo. Nel gruppo l’adolescente sperimenta infatti parti nuove di sè, per capire fuori dalla famiglia l’effetto che possono fare.

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Biking Rimini…per arrivare lontano, tutti insieme!

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Incrementare gli spostamenti quotidiani in bicicletta, ridurre il traffico veicolare, migliorare la qualità dell’aria e la salute delle persone. È questa la filosofia di Biking Rimini, il nuovo progetto promosso dalla coop. sociale Il Millepiedi di Rimini. Un progetto educativo e culturale per bambini e giovani sull’utilizzo della bicicletta per muoversi in modo efficace, divertente, salutare e ambientalmente sostenibile.

Temi di grande attualità e che raccolgono grande consenso e interesse anche tra i più piccoli. Basti pensare alla recente mobilitazione per il clima promossa proprio da bambini e adolescenti grazie alla spinta della sedicenne Greta Thunberg o all’aumento dei km di piste ciclabili che danno forma a contesti territoriali sempre più favorevoli alla “mobilità leggera”.

Il progetto si è avviato anche grazie a un crowdfunding promosso sul portale www.eticarim.it di Crédit Agricole. Attraverso la generosità dei donatori che hanno sostenuto il progetto si sono potute mettere in campo diverse azioni.

In particolare, sono stati realizzati (o sono in programma) a partire dallo scorso 20 marzo diversi incontri presso i Gruppi Educativi del territorio della provincia di Rimini: a Montescudo, a Misano, e a Rimini nel Get di Viserba superiori, elementari e medie, nel Get di San Giuliano e di Regina Pacis.

I Get sono uno dei tanti servizi educativi che la cooperativa Il Millepiedi gestisce nella città di Rimini, insieme al Centro Giovani Casa Pomposa e ad alcune comunità di accoglienza per minori. Si tratta di esperienze che coinvolgono alcune centinaia di bambini e giovani tra i 6 e i 28 anni, dove educatori professionisti creano le condizioni per costruire relazioni significative in modo che i ragazzi possano crescere sviluppando le loro potenzialità in un ambito extra-familiare.

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Dire, fare, baciare. Il corpo, l’affettività e la sessualità in adolescenza

Il corpo è grande protagonista dei cambiamenti in adolescenza. I ragazzi sono chiamati ad interpretare e accettare molte trasformazioni, che non sempre sono in grado di accogliere. Ma anche per gli adulti si tratta di confrontarsi con una nuova realtà: quella di figli che non sono più bambini ma iniziano a sperimentare in modo nuovo la loro affettività e sessualità.

Dire, fare, baciare. Il corpo, l’affettività e la sessualità, come prepararsi ai cambiamenti? è il titolo della nuova tappa dell’itinerario nell’universo dell’adolescenza promosso dal Centro per le famiglie del Comune di Rimini. Due incontri che si sono svolti il 5 febbraio all’Itts O. Belluzzi-L. Da Vinci e il 19 febbraio nella Scuola di via Pescara 33, con grande partecipazione di genitori e adulti. In apertura delle serate il terzo video, realizzato da Alberto Romanotto, con protagonisti quattro ragazzi: Giovanni, Yunes, Rocco e Elena (https://youtu.be/CMSiwMr-Idc), che con freschezza e coraggio hanno detto la loro su questi temi così delicati e importanti.

Ripercorriamo alcuni momenti della serata con le relatrici: Tania Presepi (psicologa e psicoterapeuta, consulente del Centro per le famiglie) e Loretta Raffuzzi (Psicologa e psicoterapeuta presso il Consultorio Giovani dell’Azienda USL della Romagna Distretto di Forlì).

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Accettare il fallimento nel percorso di crescita

E se non sono abbastanza? Nell’amore, nel lavoro, nella vita… quante volte ci poniamo questo interrogativo. Una domanda che in adolescenza risuona ancora più forte.

Titolo più azzeccato non poteva essere scelto per la seconda tappa del viaggio del Centro per le famiglie del Comune di Rimini dedicato a genitori, educatori, insegnanti di ragazzi adolescenti.

Come nei primi due incontri dedicati al tema del proibito e della trasgressione, anche questi appuntamenti si sono aperti con uno speciale contributo: un video realizzato da Alberto Romanotto che ha raccolto le opinioni di quattro giovanissimi (Omar, Giulio, Marta e Marian). I ragazzi non sembrano essere tanto preoccupati se non riescono a raggiungere un obiettivo, ma si interrogano sul loro futuro e le prove che dovranno superare (l’esame di maturità, il lavoro…), si confrontano con le fatiche dell’integrazione come Marian che a 12 anni si è già sentita troppe volte esclusa solo perché di origine straniera, e chiedono ai più grandi maggiore ascolto, attenzione e fiducia: “Anche i più piccoli hanno delle cose da dire e si vorrebbero esprimere”.

Ad accompagnare questo viaggio in due serate (la prima il 15 gennaio nella Scuola primaria di via Pescara e la seconda il 29 gennaio nella Scuola secondaria di 1°grado Panzini) anche due professionisti: Maria Paola Camporesi, psicologa e psicoterapeuta, consulente del Centro per le famiglie e Marco Lazzarotto Muratori, psichiatra e psicoterapeuta. Abbiamo rivolto loro alcune domande.

Dottoressa Camporesi, che significato assume l’errore nella nostra cultura?

È quasi sempre visto con un’accezione negativa e fallire è considerata un’esperienza dolorosa e demoralizzante. Spesso per evitare il fallimento percorriamo solo strade conosciute. Eppure la storia è costellata di esempi di apparenti fallimenti che si sono trasformati in successi: Cristoforo Colombo ha compiuto uno dei più grandi errori della storia credendo di raggiungere le Indie e scoprendo invece l’America, Albert Einstein è stato rimandato in matematica, Walt Disney era considerato poco creativo…solo per citare alcuni celebri esempi. Ma questo vale anche per noi “comuni mortali”? Non sempre, non tutti i fallimenti sono uguali. Ma la storia e l’esperienza ci insegnano che agli errori si sopravvive.

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Fate il nostro gioco – Mostra a Rimini

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La mostra “Fate il nostro gioco”

L’idea di fondo è applicare la matematica e le scienze per spiegare fenomeni sociali.

“Fate il nostro gioco” è un’efficacissima mostra a cura di Taxi1729 per aiutare i visitatori a riflettere sugli aspetti emotivi e matematici che governano il mondo dell’azzardo.

Lo sapevate che è più facile che l’asteroide Apophis 99942 colpisca la terra che azzeccare una sestina all’enalotto?
O che i “Gratta e vinci” con un premio elevato sono pochissimi, mentre è molto facile vincere piccole cifre che invitano poi a tornare a giocare?

Attraverso esperienze dirette, la mostra svela i segreti e le regole del gioco per accrescere la nostra consapevolezza e contrastare un fenomeno dal volume d’affari di 102 miliardi l’anno.

La mostra è a Rimini, ancora, fino al 17 febbraio.
Consigliatissima per tutti, soprattutto educatori, insegnanti, ragazzi.

Per saperne di più >> http://www.fateilnostrogioco.it

 

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Il fascino del proibito in adolescenza

Dopo la prima serata dedicata al tema del conflitto nella relazione genitori-figli con Alberto Pellai lo scorso 14 novembre, sono stati il tema del proibito e della trasgressione al centro dell’incontro promosso dal Centro per le Famiglie del Comune di Rimini in collaborazione con le istituzioni scolastiche del territorio.

Martedì 4 dicembre nell’Auditorium delle Scuola Bertola circa 150 genitori, educatori e insegnanti hanno partecipato alla seconda tappa del percorso “Adolescenti e genitori: raccontare il presente”.

A introdurre il tema a partire dal titolo della serata “Il fascino del proibito. I significati della trasgressione in adolescenza” è stata Caterina Rivola, psicologa e psicoterapeuta, aiuto coordinatrice dell’Area giovani della coop. sociale “Il Millepiedi”.

Cosa sono le trasgressioni e che significato hanno in adolescenza?

L’adolescenza è una fase particolare della vita, una sorta di seconda nascita in cui è necessario creare il proprio sé per diventare adulti, staccandosi progressivamente dalla propria famiglia. Trasgredire significa etimologicamente andare contro, attraversare: in adolescenza le trasgressioni non solo sono inevitabili ma sono anche sane, perché permettono ai ragazzi di fare da soli delle conquiste. Oggi invece è diventato quasi difficile trasgredire perché le relazioni tra genitori e figli sono tutto sommato buone. Più che dalla necessità di ribellarsi alle regole, le trasgressioni degli adolescenti nascono allora da un generale senso di malessere e insicurezza. C’è molta attenzione ai bisogni dei bambini, meno a quelli degli adolescenti che sperimentano quindi un forte senso di delusione, insicurezza e a volte di vergogna. Per autoconsolarsi possono mettere in atto comportamenti trasgressivi che assumono la forma dell’autolesionismo, dei disturbi alimentari, del ritiro sociale, dell’esibizionismo sui social network o del cyberbullismo, oltre che dell’uso e abuso di alcool e sostanze.

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“Il Bagaglio”: il fenomeno dei minori non accompagnati. Intervista a Luca Attanasio

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Luca Attanasio – Foto: Alda Lollobrigida

Di nuovo in libreria da giovedì 6 settembre il libro “Il Bagaglio. Storie e numeri del fenomeno dei migranti minori non accompagnati” (Albeggi Edizioni). Il libro è andato in stampa in una nuova versione aggiornata e integrata, con la prestigiosa prefazione di Roberto Saviano. In questa intervista la parola all’autore, il giornalista Luca Attanasio (intervista realizzata per l’associazione Agevolando).

In un’epoca in cui il tema migranti è trattato spesso in modo strumentale o impreciso, qual è per te il valore e il senso di un libro come “Il Bagaglio”?

Purtroppo in questo momento storico il tema dei migranti è narrato poco e male. Sono un bacino incredibile di consenso, già dall’epoca del governo Gentiloni con i provvedimenti di Minniti. Salvini ha poi costruito sulla pelle dei migranti il suo consenso. Se domani cessasse per magia l’immigrazione, Salvini crollerebbe. Su questi temi c’è anche una profonda ignoranza: pochi conoscono davvero l’Africa e quello che accade nei paesi di provenienza dei migranti. Con “Il Bagaglio” ho fatto un lavoro più sul piano umano che sociologico. È stato un grande privilegio poter incontrare questa umanità da una parte dolente, dall’altro ricca di fascino, vita, positività. Ho pensato fosse giusto rendere giustizia a questi ragazzi. Restituire loro quanto in parte hanno donato a noi e al nostro mondo.
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Amir: dall’Afghanistan a Rimini…in pizzeria

Questa storia comincia in Afghanistan e finisce in una pizzeria riminese. Protagonista di questa avventura è Amir: è solo un bambino quando si ritrova completamente solo al mondo ed è costretto a lasciare il suo paese e trasferirsi in Pakistan. Da questa repubblica dell’Asia inizia una storia incredibile: Amir ha 8 anni e lavora quindici ore al giornoImpara a fare il pane, e in qualche modo questa abilità gli tornerà utile. Quando è poco più che un ragazzino decide che quella vita è insostenibile e inizia un lungo e incredibile viaggio. Attraversa l’Iran, la Turchia, la Grecia. In ogni paese si arrangia come può per sopravvivere: lavora come muratore, dorme in fabbriche dismesse, vive in strada, lavora addirittura come guida turistica a cavallo in Cappadocia. La sua capacità di adattarsi e resistere è straordinaria.

“Sono stato molto fortunato ad arrivare in Italia. Ho viaggiato con un gruppo di amici fino in Grecia, poi sono rimasto da solo – racconta Amir a Rimini Social – Per un mese ho provato a partire per l’Italia, ma non ci riuscivo. Poi un giorno sono riuscito a nascondermi sotto un camion che era stato imbarcato su una nave. Sono rimasto 30 ore senza mangiare e senza bere. Pensavo: quando finirà questo viaggio, devo avere una bella vita. In Italia davvero tutto è cambiato. È difficile essere da solo in un paese dove non conosci nessuno, senza soldi e senza documenti. Ho pregato molto. L’incontro con gli educatori della cooperativa Il Millepiedi ha cambiato la mia vita, ora finalmente mi sento bene. In Afghanistan e in Pakistan non ho nessuno, ho sempre vissuto da solo. Ora è qui la mia famiglia”.

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Casa Arop: un sogno che diventa realtà

inaugurazione_casa_arop4Una nuova casa che accoglierà fino a 5 famiglie di bambini in terapia nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Infermi di Rimini. Inaugurata sabato 16 giugno, diventerà ufficilmente operativa in autunno. È il sogno di Arop, ormai ad un passo dal diventare realtà.

L’associazione riminese oncoematologia pediatrica opera da 16 anni nella provincia di Rimini per sostenere i bambini affetti da malattie oncoematologiche e le loro famiglie. Il presidente è Roberto Romagnoli, che racconta: “L’associazione Arop è nata dall’impegno di un gruppo di genitori che avevano vissuto l’esperienza del ricovero del proprio figlio. Questo ci ha permesso di sviluppare una sensibilità e un’attenzione particolare nei confronti dei genitori e delle famiglie, perché è un’esperienza che abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Quando si parla di oncologia pediatrica si focalizza giustamente l’attenzione su malattia e bambino, ma in realtà è di tutto il nucleo familiare che bisogna prendersi cura”.

Aggiunge: “In questi anni l’associazione ha sempre avuto come priorità il desiderio di aiutare il territorio. Partendo da zero abbiamo iniziato a qualificare la nostra presenza come volontari in Ospedale con alcune piccole azioni: l’organizzazione di feste di compleanno per i bambini ricoverati, un’assistenza di base offerta alle famiglie per alleggerire il loro carico… Negli anni il reparto riminese è cresciuto, può contare su personale medico e infermieristico straordinario. È diventato una vera e propria eccellenza, tanto da divenire a partire dal 2010 centro di riferimento regionale. Sono così aumentati anche i casi presi in carico”.

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