Almas: “Finalmente una stanza tutta per me”

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Almas – Foto: Monica Romei

Per la rubrica “Storie resilienti” dell’associazione Agevolando, questo mese il racconto di Almas.

Sono nata in un lontano paesino a nord del Pakistan il 21 dicembre di 23 anni fa, mi chiamo Almas. Sono arrivata in Italia quando avevo 8 anni e mezzo, insieme ai miei genitori e ai miei quattro fratelli.
Mi ricordo il primo impatto con la scuola: noi eravamo appena arrivati in questo paese e io non sapevo neanche una parola d’italiano. È stato traumatico.

Poi è iniziato per me un periodo molto difficile: il divorzio dei miei genitori, il nuovo matrimonio di mio padre e purtroppo la sua continua violenza su noi figli.

A un certo punto la misura era colma e abbiamo deciso di chiedere aiuto al Tribunale per i minorenni. Da quel momento è iniziata una nuova fase della mia vita, con l’inserimento in una comunità prima a Riva del Garda e poi a Trento, grazie alla Progetto92.

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Davide: “Abbiamo avuto delle difficoltà, ma abbiamo risorse incredibili”

Per l’associazione Agevolando ho iniziato a raccogliere da alcuni mesi le “storie resilienti” di  ragazzi cresciuti in comunità o in affido. Una volta al mese pubblicate nel sito e nella newsletter dell’associazione. Il mese di settembre è stato dedicato a Davide, da Verona, 13 anni vissuti “fuori famiglia”.

Davide-1-255x300“Sono Davide, ho 28 anni, abito a Verona e ho trascorso circa 13 anni fuori famiglia. Per di più in affido presso delle famiglie ma ho avuto anche una piccola esperienza in comunità (di pochi mesi).

Attualmente sono infermiere e lavoro da circa 3 anni: una professione che mi realizza molto. Nei momenti liberi cerco di stare in compagnia dei miei amici, con i quali mi diverto molto e cerco sempre più di coltivare le mie passioni: ad esempio suono degli strumenti a percussione e ascolto moltissima musica.

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Sport e riscatto #Rio2016

wwwclickholecom_ (1)Michael Phelps era un bambino e un adolescente iperattivo e problematico. E’il più grande nuotatore di tutti i tempi, il più titolato nella storia delle olimpiadi moderne.
Rafaela Silva è cresciuta in una favela a Rio: oggi nella sua città stringe al collo l’oro olimpico nel judo.
Kayla Harrison festeggia la sua vittoria indossando la t-shirt “Fearless”, contro gli abusi sessuali, di cui lei stessa è stata vittima, per incoraggiare altre ragazze nella sua situazione.
La campionessa Simone Biles volteggia come una libellula, anche se è cresciuta senza i suoi genitori, vivendo in affido dai nonni, tra mille difficoltà.
E poi Chris Mears che, pur senza la milza e con anni di lotta contro una malattia che sembrava lasciarlo senza speranza, vince l’oro nei tuffi.
Sono solo alcune storie, ma certo possono dirci qualcosa. Non per trasformare i vincitori in “casi sociali” o fenomeni da guardare con pietismo. Tutt’altro. Sono storie che ci dicono che, malgrado i giochi di potere e gli errori, lo sport può ancora essere uno straordinario mezzo di salvezza e di riscatto.

(Photo credits: http://www.clickhole.com)

L’importante è partecipare

IMG_5962Dopo oltre un anno di lavoro si è svolta a Bologna venerdì 18 Dicembre la II Conferenza del Care Leavers Network dell’Emilia-Romagna promossa dall’Associazione Agevolando. Titolo dell’evento: L’importante è partecipare!, chiara sin dal titolo l’intenzione di valorizzare il protagonismo dei giovani care leavers emiliano-romagnoli.
Si intende per “care leavers” chi lascia i percorsi di tutela e di cura, sono giovani che vivono una situazione delicata e un complicato percorso di transizione all’autonomia, spesso senza poter contare sul sostegno di una famiglia.
La Conferenza si è aperta con l’intervento di Elisabetta Gualmini, vicepresidente e assessore al welfare della Regione Emilia-Romagna: “Rispondere a chi chiede aiuto non è semplice per le istituzioni ma dobbiamo essere capaci di interpretare e assecondare il cambiamento in atto nella società. Voi rappresentate il mondo che cambia, siatene fieri e fate anche delle vostre storie difficili una ricchezza! Il tema dell’allontanamento della propria famiglia di origine e del compimento della maggiore età per i ragazzi “fuori famiglia” ci sta particolarmente a cuore: sappiate che vi abbiamo in mente e che desideriamo ascoltarvi”.

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Dieci cose che ho imparato dai ragazzi in comunità

CAPITOLO # 18-4Potrà sembrare un po’generico e rischioso, ma dopo quasi sei anni trascorsi ad ascoltare le storie di ragazzi fuori famiglia (due settimane fa l’ultima occasione: http://www.newsrimini.it/2015/10/neomaggiorenni-care-leavers-ragazzi/) e a condividere la loro quotidianità, ecco dieci cose importanti che credo di aver imparato dalle ragazze e dai ragazzi che vivono in comunità o in casa-famiglia:

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E’buono!

ebuono-facebook1Oggi voglio parlarvi di un progetto, un piccolo grande sogno, che in queste settimane mi sta appassionando moltissimo.

O meglio, non sarò io a parlarvene, ma voglio lasciare la parola a Jennifer: una giovane donna con un passato difficile ma con una forza e una determinazione fuori dal comune e tanta voglia di aiutare altri ragazzi e ragazze che vivono o hanno vissuto situazioni simili alla sua.

A lei allora la parola per raccontarvi il progetto “E’buono” che l’Associazione Agevolando promuove insieme alla Consulta Diocesana di Genova, all’Associazione Ancoraggio e al Consorzio Farsi Prossimo di Milano per l’apertura di gelaterie completamente gestite da ragazzi/e provenienti da esperienze “fuori famiglia”.

Un dolce sogno che non è solo un progetto imprenditoriale, ma un progetto di vita. 

E se vi va di darci una mano e sostenerci in questa avventura, Jennifer vi spiega come votarci e aiutarci a vincere un concorso che potrebbe dare ali al nostro sogno.

Mi chiamo Jennifer, ho quasi 25 anni, sono di Villaputzu (CA) ma abito da 10 anni a Bologna. Mi sono trasferita a Bologna perché i miei genitori non erano in grado di crescere adeguatamente me e i miei fratelli. Sono andata in affido da una parente: avevo 15 anni, ero arrabbiata, avevo bisogno di rielaborare un passato pesante e di curare cicatrici profonde. Così dopo qualche mese con i servizi sociali ho deciso di entrare in una casa famiglia – più comunemente chiamata comunità – in cui sono stata ospite per 5 bellissimi anni.
Quando ho compiuto diciott’anni sono stata fortunata e ho potuto godere del prosieguo amministrativo sino ai 21 anni. Molto spesso però a 18 anni i ragazzi e le ragazze nella mia stessa situazione sono costretti a ritornare nelle loro famiglie d’origine e viene imposto loro di interrompere un percorso molto delicato di rielaborazione ed accettazione… Alcuni di loro sono praticamente lasciati in mezzo ad una strada senza lavoro e senza casa.
Per questo è da quasi 5 anni che sono socia di Agevolando e circa un anno fa sono stata socia fondatrice di Agevolando Sardegna.
Ora ho quasi 25 anni, sono una ragioniera programmatrice e lavoro come impiegata negli acquisti in un’azienda da quasi 5 anni, ho una casa che condivido con un’amica. Ma avrei il desiderio di poter mettere in piedi qualcosa per coloro che non hanno avuto la mia forza e la mia fortuna… Questo progetto di apertura di una gelateria a Bologna vedrebbe il mio sogno realizzarsi: poter aiutare davvero chi si ritrova in situazioni di disagio dopo tanta strada percorsa per uscire dalle tenebre del passato. Il tuo aiuto sarebbe un mattoncino da posare nelle fondamenta di un progetto d’aiuto concreto. Grazie. Jennifer”
 
DSCN3738Come puoi aiutare Jennifer e gli altri ragazzi?
Innanzitutto votando il nostro progetto al link: www.labuonavernice.it/ebuono/.
Puoi votare tramite Facebook (3 punti) o tramite e-mail (1 punto). Si può votare una sola volta, fino al 31 Agosto p.v. Invita anche i tuoi amici a votarci inoltrando questa e-mail o invitandoli tramite Facebook.
Puoi anche fare una donazione (specifica nella causale progetto “E’buono!”).
E per essere sempre aggiornato sugli sviluppi del progetto seguici su: www.agevolando.org.

Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale

20140717_203809La mostra dedicata a Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma è una vera e propria chicca, per almeno due ragioni. In primo luogo l’allestimento è un affascinante e ricco percorso nella biografia della pittrice messicana perchè presenta non solo le sue opere ma anche quelle di autori a lei contemporanei che aiutano a contestualizzarle e una serie di intensi scatti fotografici che uniti ad alcuni filmati e alle pagine del suo diario ce la mostrano nella sua intimità e quotidianità. In secondo luogo perchè le Scuderie del Quirinale sono uno degli spazi espositivi più belli della Capitale e, in occasione della straordinaria apertura nottura estiva (tutti i giorni fino alle 23:00, il venerdì e il sabato fino alle 24:00) è messa a disposizione dei visitatori anche la terrazza delle Scuderie con una vista mozzafiato su piazza del Quirinale e sulla città: il Cupolone che si intravede in lontananza, le luci del giorno che si spengono per lasciare spazio alle luci artificiali notturne, il brulicare di turisti che abita la piazza …una pausa tra un piano e l’altro dell’esposizione che lascia davvero senza fiato.

DSCN1830Frida Kahlo è una donna e un’artista straordinaria. In qualche modo possiamo dire che ha anticipato la moda del selfie, con la serie di autoritratti che ha realizzato lungo tutto il corso della sua vita“ritraggo me stessa perché sono spesso da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio”.

Frida Kahlo è una donna resiliente. Studiava all’Università, voleva diventare medico ma un atroce incidente le impedisce di proseguire gli studi. Nella convalescenza però non si perde d’animo e scopre il suo talento e la passione per la pittura. Le innumerevoli difficoltà e tragedie che hanno segnato la sua esistenza, non le hanno impedito di rialzarsi ed esprimere il suo dolore attraverso l’arte. La sua opera tocca i temi più diversi: l’amore, l’amicizia, l’impegno sociale e civile, il legame con la tradizione e in particolare con il suo paese, la visione surreale di mondi onirici ai quali affacciarsi per sopravvivere alla sofferenza. Frida Kahlo era tutto questo e molto altro: una donna ammiccante, sensuale, intelligente, appassionata, creativa, il cui corpo – così come l’anima e il cuore – è stato purtroppo segnato da profonde cicatrici che non le hanno però impedito di esprimersi in maniera così efficace e indipendente. La sua pittura attraversa stili diversi, intreccia significati, trasmette valori psicologici e culturali.

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Giovani e partecipazione

Si parla molto, e quasi sempre in toni accusatori, del tema giovani e partecipazione. I giovani non partecipano, non si interessano di attualità e politica, non leggono, vivono rifugiandosi nella sfera privata e schiacciati nel tempo presente.

In parte è vero (anche se l’analisi da fare sarebbe più complessa e credo riguardi molto più il mondo adulto che le nuove generazioni), ma nella mia esperienza ho avuto la fortuna e l’opportunità di sperimentare il contrario. Nelle parrocchie, nel mondo del volontariato e dalla cooperazione, nei viaggi missionari, nell’associazionismo (per me in particolare nell’Azione Cattolica e nella FUCI), ho potuto incontrare e lavorare assieme a giovani estremamente motivati, impegnati, generosi.

Quando questo impegno arriva però da giovani che nella vita hanno avuto molte meno opportunità dei loro coetanei, al piacere con cui constato che non tutti i giovani sono disinteressati e apatici, si aggiunge sempre un po’di emozione.

Ieri sera abbiamo riunito la seconda assemblea di “Agevolando Rimini”: vedere un gruppo di ragazzi provenienti da storie più o meno difficili e dolorose riunirsi per parlare insieme a noi di progetti e di futuro, vederli sforzarsi per raccontare la loro storia anche in maniera creativa (attraverso la musica o la poesia) è stato molto incoraggiante. E mi ha commosso anche vederli darsi dei consigli a vicenda o preoccuparsi di raggiungere altri ragazzi nella loro stessa situazione per poterli aiutare. Con la loro fragilità mostrano sempre una grande capacità empatica e sensibilità.

E condivido la riflessione di una amica e collega, Alice, su quanto sia faticoso (certi giorni li ucciderei tutti!!!!!!!!) ma al tempo stesso bello dedicare del tempo agli adolescenti, soprattutto ai ragazzi più  vulnerabili:

“Avrei voluto essere divisa in dieci per stare con tutti oggi..,Gli adolescenti con la loro rabbia, le loro emozioni forti, le cazzate che sparano, l’amore che hanno da dare, le delusioni che vogliono condividere, le marachelle che combinano.., Sono bellissimi…”

Spero potremo creare insieme in futuro sempre nuove occasioni di condivisione, autonomia e partecipazione per questi giovani se è vero che, come cantava il grande Giorgio Gaber, “la libertà e partecipazione”.

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Un momento della seconda Assemblea di Agevolando Rimini al Centro Giovani “RM25”

Popolati di libri e di amici / part 2

E, a proposito della giornata di oggi, ecco la seconda puntata della rubrica “libri e amici” dedicata completamente all’educazione!

Essere-educatori-quale-cultura-0137-9Oggi vi segnalo allora questo libro curato da Andrea Canevaro (che non ha bisogno di presentazione) e da Lunida Ruli, appassionata educatrice: “Essere Educatori: quale cultura? Un viaggio tra teatro, video, musica e parole” (http://www.ericksonlive.it/catalogo/educazione-%E2%80%93-teorie-e-metodi/essere-educatori-quale-cultura/). Il libro nasce dall’esperienza dei convegni organizzati ogni anno a Rimini dal comitato “Gli amici del bar Ducale” proprio sulla figura dell’educatore sociale. Il testo contiene diversi contributi e la possibilità per i lettori di inviare riflessioni personali e resoconti di esperienze all’indirizzo: educatore.sociale@gmail.com.

Uno dei libri più interessanti nel dibattito avviato dalla Chiesa italiana sul tema dell’ “emergenza educativa” è sicuramente quello curato da Paola Bignardi, pedagogista e già Presidente dell’Azione Cattolica Italiana: “Educazione. Un’emergenza? Paola Bignardi a colloquio con 13 protagonisti”, diversi punti di vista sull’educare a scuola, nel tempo libero, in ambito ecclesiale e non solo.

Il terzo libro che segnalo è stato curato da Federico Zullo, presidente dell’Associazione “Agevolando” (di cui ho più volte parlato nel blog) insieme alla prof.ssa Paola Bastianoni e si intitola: “Neomaggiorenni e autonomia personale. Resilienza ed emancipazione” http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788843063819. Un percorso anche in questo caso con diverse voci e contributi sul delicato passaggio alla maggiore età per i giovani “fuori famiglia”.

Non solo perchè tra le autrici c’è una delle mie amiche del cuore (conflitto d’interessi? 😉 ), ma anche per l’intrinseco valore a tutte le educatrici di nido segnalo questo volume: “Martedì’…mi mangio il bruco!”, un percorso di ricerca-azione realizzato dalle educatrici dei nidi di Infanzia il “Brucoverde” e il “Cerchio Magico” di Rimini  tra cui, appunto, Elena Guerra in collaborazione con Enzo Catarsi e Nima Sharmahd. Deliziose immagini, ricette, filastrocche, racconti, riflessioni…per la cura e l’educazione dei più piccini.

Infine segnalo anche alcuni blog di amici dedicati al tema educazione:

http://www.oltrelepaure.it/ è il blog di Gabriella Moret, educatrice che ha deciso di raccontare “l’esperienza di una vita vissuta e sofferta […] nata dal difficile ma affascinante incontro tra una “portatrice di handicap” e un’ educatrice appassionata: tutto questo in una sola persona”.

http://lacittadiasterix.blogspot.it/: questo blog è nato dalla penna (o, meglio, dalla tastiera) di Carlotta Mismetti Capua, scrittrice e giornalista che abbiamo avuto la fortuna di ospitare a Rimini lo scorso dicembrew e racconta la storia del suo incontro con quattro ragazzini afghani arrivati a Roma e poi confluita nel libro “Come due stelle nel mare”.

95Infine, ancora a proposito di cosa può significare crescere “fuori famiglia”, ci aiuta a riflettere con grande maturità e raffinatezza a partire dalla sua intensa esperienza Jenny Zicca, autrice di uno dei blog promossi dal sito Vita.it: http://blog.vita.it/agevolando/

Buona lettura!

For…mare. Giornata di formazione del progetto “Già cittadini”

378634_166635530110786_1942570138_n“For…mare”, giornata di scambio per i ragazzi protagonisti del progetto “Già Cittadini in Romagna” si è svolta a Rimini sabato 6 Luglio presso il Centro Giovani “RM25”. Il progetto è promosso dall’Associazione Agevolando ONLUS, la prima associazione in Italia nata dall’iniziativa di alcuni giovani che hanno trascorso parte della loro infanzia e adolescenza “fuori famiglia” ed è stato co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Obiettivo del progetto è quello di favorire il protagonismo e l’autonomia dei ragazzi fuori famiglia in particolare nel delicato passaggio alla maggiore età attraverso la metodologia dell’action learning process (informarsi, agire, interrogarsi) e mediante l’utilizzo di diversi strumenti (attività di formazione, laboratorio fotografico, workshop).

Alla giornata di sabato hanno partecipato circa 30 ragazzi e educatori proventi da Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna insieme ai volontari dell’Associazione Agevolando, in particolare il Presidente Federico Zullo e la coordinatrice del progetto Anna Bolognesi.

I ragazzi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi nella mattinata sul tema delicato e quanto mai attuale della ricerca lavorativa con la dott.ssa Manila Rossi, formatrice e responsabile nel campo della selezione e gestione del personale. Ma la giornata è stata anche l’occasione, oltre che per trascorrere un piacevolissimo pomeriggio insieme al mare, per fare il punto in generale sull’andamento del progetto.

I ragazzi di Agevolando, infatti, sognano in grande. Dopo l’esperienza, prima in Italia, dello “Sportello del Neomaggiorenne” della provincia di Rimini, l’Associazione intende realizzare entro il 2016 altri sportelli ad accesso diretto e/o online in tutte le Province della Regione Emilia Romagna. Le attività della rete degli sportelli saranno supportate dalla realizzazione di una “Guida ai servizi della Regione Emilia-Romagna” per giovani care-leavers, prodotta anche grazie al contributo dei ragazzi stessi che in questi mesi si sono attivati per reperire informazioni utili nei loro territori di appartenenza. Parallelamente il desiderio è quello di proseguire con le attività di formazione, aggregazione e scambio tra giovani al fine di arrivare alla costituzione di un vero e proprio network “Agevolando Emilia Romagna” che proponga congressi regionali e nazionali sul tema dei care leavers sensibilizzando la cittadinanza tutta sulle difficoltà e le istanze di chi si trova a vivere un periodo della propria vita “fuori famiglia”. Nel frattempo ci ritroveremo a Settembre, probabilmente a Cesena, per una seconda giornata di formazione e di scambio in cui verranno sistematizzate le informazioni raccolte e le fotografie realizzate dai ragazzi per la realizzazione della Guida.

Spesso le traiettorie biografiche di questi giovani, che muovono – per diverse ragioni – da situazioni di svantaggio, sono caratterizzate da percorsi di emarginazione sociale e disagio. I ragazzi di Agevolando sono invece la testimonianza più bella di come, se opportunamente supportati, anche i giovani “fuori famiglia” possano trasformarsi in cittadini attivi e consapevoli, che partecipano con responsabilità alla vita del territorio in cui vivono e mettono al tempo stesso le loro competenze e le loro storie a servizio di altri ragazzi che vivono situazioni simili alle loro. A noi non rimane altro da fare se non metterci in ascolto e ringraziarli per il loro esempio di coraggio e resilienza.

Silvia Sanchini

in: http://www.riminitoday.it/cronaca/for-mare-giornata-di-formazione-del-progetto-gia-cittadini-promosso-dall-ass-ne-agevolando-onlus-1971834.html