#Firenze2015 – giorni 3,4,5

fotofirenzeDopo l’incontro con Papa Francesco, l’esperienza dei delegati al Convegno Ecclesiale di Firenze è stata sicuramente contraddistinta da un nuovo vigore e dalla necessità di allungare il passo.

“Ci ha messo in mano quello di cui avevamo bisogno per uscire dalle secche in cui come Chiesa italiana ci eravamo cacciati”, sono state le parole di Mons. Nunzio Galantino (Segretario Generale della CEI) in un’intervista a commento dell’incontro con il Papa.

Nei successivi tre giorni di Convegno si sono alternati momenti tematici, gruppi di riflessione e momenti di preghiera. Mauro Magatti, sociologo e Mons. Giuseppe Lorizio ci hanno indicato due parole-chiave da cui partire: concretezza e alleanze. La preghiera insieme è stata scandita anche da un impegno ecumenico, grazie alla presenza della Pastora della Chiesa Valdese di Firenze, dell’Arciprete della Chiesa Ortodossa Russa, del Rabbino Capo e dell’Imam. E poi 30 incontri per i delegati nel pomeriggio di giovedì per conoscere meglio la Chiesa e il territorio fiorentino a partire dalla sua storia, dal suo patrimonio artistico e culturale, dalle esperienze presenti e dalla testimonianza di alcune figure significative come Don Lorenzo Milani, Giorgio La Pira, don Giulio Facibeni.

Dal punto di vista metodologico una novità i tavoli di lavoro: piccoli gruppi composti da 10 persone, in cui vescovi, sacerdoti, religiosi/e e laici si sono messi in ascolto l’uno dell’altro con quello di stile di sinodalità (che è innanzitutto un “camminare insieme”) più volte indicato come orizzonte del Convegno. È stato bello vedere allo stesso tavolo persone diverse tra loro per età, provenienza, ruoli…confrontarsi in modo democratico e attento.

La sintesi dei tavoli e delle cinque vie è confluita poi grazie a un lavoro a più mani di redazione dei documenti nelle relazioni conclusive, cuore pulsante del convegno, affidate a Don Duilio Albarello (uscire), Flavia Marcacci (annunciare), Adriano Fabris (abitare), Suor Pina Del Core (educare), Goffredo Boselli (trasfigurare).

In questi interventi sono contenuti l’analisi del contesto, le linee d’azione, le scelte d’impegno. Sono dunque realmente il punto da cui ripartire, arricchendolo e declinandolo nelle singole realtà diocesane, perché l’esperienza di Firenze non rimanga qualcosa di astratto ma possa veramente trasformare la vita delle nostre comunità. Tornerò a scrivere del Convegno in maniera più approfondita facendo anche alcune analisi più critiche e propositive, ma come delegati riminesi abbiamo creduto fosse importante anche una condivisione più immediata per restituire il clima dell’evento anche alle tante persone che da casa ci stavano accompagnando.

E mentre eravamo sulla via di casa ancora gustando il positivo clima ecclesiale che avevamo concretamente sperimentato, purtroppo la notizia dei drammatici attentati di Parigi ci ha riportato bruscamente alla realtà. E così le parole dialogo e accoglienza hanno assunto un significato ancora più concreto, difficile e al tempo stesso tremendamente urgente e necessario.

Silvia Sanchini

Sintesi e proposte dei gruppi: http://www.firenze2015.it/ce-voglia-di-camminare-insieme/

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#Firenze2015 – giorni 1 e 2

logoIn questi giorni sono a Firenze, per il 5°Convegno Ecclesiale Nazionale, come delegata della Diocesi di Rimini. Cinque giorni per approfondire il tema: “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”, insieme a altri 2.500 partecipanti provenienti da tutta Italia e a partire da cinque vie individuate come prioritarie: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare.

Di questi primi due giorni a Firenze porto a casa innanzitutto la testimonianza di Bledar Xhuli, sacerdote della diocesi di Firenze, giunto in Italia dall’Albania come minore straniero non accompagnato, che ha trasformato la sua vita e il suo dolore grazie all’amore ricevuto e all’amore donato. Le parole dirompenti di Papa Francesco e il suo invito a non disegnare in astratto un nuovo umanesimo ma ispirandosi invece a tre tratti fondamentali: umiltà, disinteresse, beatitudine. Il monito a fuggire dalle tentazioni, che a guardare bene a tutti noi in qualche modo appartengono, del conservatorismo, del potere, del soggettivismo. Papa Francesco ci ha chiesto di dialogare (diverso dal negoziare!), di cercare il bene comune a partire dall’inclusione sociale dei poveri, di non ridurre la teologia in ideologia, di essere creativi nel costruire insieme nuove strade. E poi tanti volti cari ritrovati e infine l’invito a declinare le cinque vie di questo Convegno in esperienze concrete e incarnate a partire da alcune suggestioni, per esempio quella di educare, che secondo Alessandro D’Avenia è possibile solo stando in Dio e davanti a Dio. E giungere a trasfigurare in un percorso, indicato da Padre Hernandez che ti fa rivedere la vita con occhi nuovi e restituire all’altro la bellezza attraverso sguardi d’amore.

Nei prossimi giorni a noi il compito di rimboccarci le maniche e proseguire attivamente una riflessione e un rinnovamento che, certamente, sono solo agli inizi.

‪#‎Firenze2015‬ ‪#‎PapaFirenze‬ ‪#‎NuovoUmanesimo‬

Dieci cose che ho imparato dai ragazzi in comunità

CAPITOLO # 18-4Potrà sembrare un po’generico e rischioso, ma dopo quasi sei anni trascorsi ad ascoltare le storie di ragazzi fuori famiglia (due settimane fa l’ultima occasione: http://www.newsrimini.it/2015/10/neomaggiorenni-care-leavers-ragazzi/) e a condividere la loro quotidianità, ecco dieci cose importanti che credo di aver imparato dalle ragazze e dai ragazzi che vivono in comunità o in casa-famiglia:

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Non importa ciò che sei…ma ciò che dici!!

Sarai 2Un nuovo progetto promosso dall’ Autorità Nazionale Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza sta coinvolgendo un gruppo di giovani provenienti da diverse parti d’Italia, compresa la nostra città. Si tratta della prima radio istituzionale fatta dai e per i ragazzi per raccontare il loro mondo rendendoli protagonisti aggregando un network di radio digitali di tutta Italia.

Un’idea nata ispirandosi a una delle prime web radio fatte da studenti in Italia: Radio Kreattiva di Bari, che racconta il mondo con la voce diretta dei più giovani e che è nata nel territorio barese anche come azione di contrasto alla cultura mafiosa e a tutte le forme di devianza. Ma sono state coinvolte anche Radio USB di Milano, Radio 100 passi di Palermo e il network di Napoli che dà voce a un gruppo di giovani migranti.

Sarai Teens Digital Radio, il nome scelto per questo progetto, ha in palinsesto diversi programmi e altri format verranno man mano ideati dalle redazioni di tutta Italia e dai gruppi dei giovani coinvolti. Obiettivo della radio sarà anche quello di essere uno strumento di partecipazione e di riscatto per quei ragazzi che vivono in territori spesso considerati ai margini.

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