Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale

20140717_203809La mostra dedicata a Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma è una vera e propria chicca, per almeno due ragioni. In primo luogo l’allestimento è un affascinante e ricco percorso nella biografia della pittrice messicana perchè presenta non solo le sue opere ma anche quelle di autori a lei contemporanei che aiutano a contestualizzarle e una serie di intensi scatti fotografici che uniti ad alcuni filmati e alle pagine del suo diario ce la mostrano nella sua intimità e quotidianità. In secondo luogo perchè le Scuderie del Quirinale sono uno degli spazi espositivi più belli della Capitale e, in occasione della straordinaria apertura nottura estiva (tutti i giorni fino alle 23:00, il venerdì e il sabato fino alle 24:00) è messa a disposizione dei visitatori anche la terrazza delle Scuderie con una vista mozzafiato su piazza del Quirinale e sulla città: il Cupolone che si intravede in lontananza, le luci del giorno che si spengono per lasciare spazio alle luci artificiali notturne, il brulicare di turisti che abita la piazza …una pausa tra un piano e l’altro dell’esposizione che lascia davvero senza fiato.

DSCN1830Frida Kahlo è una donna e un’artista straordinaria. In qualche modo possiamo dire che ha anticipato la moda del selfie, con la serie di autoritratti che ha realizzato lungo tutto il corso della sua vita“ritraggo me stessa perché sono spesso da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio”.

Frida Kahlo è una donna resiliente. Studiava all’Università, voleva diventare medico ma un atroce incidente le impedisce di proseguire gli studi. Nella convalescenza però non si perde d’animo e scopre il suo talento e la passione per la pittura. Le innumerevoli difficoltà e tragedie che hanno segnato la sua esistenza, non le hanno impedito di rialzarsi ed esprimere il suo dolore attraverso l’arte. La sua opera tocca i temi più diversi: l’amore, l’amicizia, l’impegno sociale e civile, il legame con la tradizione e in particolare con il suo paese, la visione surreale di mondi onirici ai quali affacciarsi per sopravvivere alla sofferenza. Frida Kahlo era tutto questo e molto altro: una donna ammiccante, sensuale, intelligente, appassionata, creativa, il cui corpo – così come l’anima e il cuore – è stato purtroppo segnato da profonde cicatrici che non le hanno però impedito di esprimersi in maniera così efficace e indipendente. La sua pittura attraversa stili diversi, intreccia significati, trasmette valori psicologici e culturali.

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La fine e l’inizio, tra Bologna e la Sicilia

20140101_121636Anche quest’anno ho concluso e cominciato un nuovo anno viaggiando sola (cosa che adoro) per raggiungere gli amici. Quest’anno l’occasione era particolarmente speciale, il matrimonio di due persone care: Andrea e Saretta. Per raggiungere la Sicilia ho fatto tappa a Bologna e mi sono regalata una passeggiata notturna per la città che è stata casa mia per qualche anno. In piazza Maggiore c’era una bella installazione: “Recondite formelle”, un’iniziativa per ridare vita alle formelle rinascimentali di Palazzo del Podestà con la possibilità per tutti di interagire con l’installazione camminando semplicemente sul Crescentone. L’opera è stata realizzata da Loop con il contributo del Comune di Bologna nell’ambito del progetto “BO ON”, Bologna si accende. Era divertente l’idea di tante persone che nel centro della piazza cercavano di capire il senso di quella proiezione e saltellavano da una parte all’altra e mi è sembrata una bella idea per valorizzare il patrimonio storico e culturale della città in chiave moderna. E’ tradizione bolognese inoltre il “Rogo del Vecchione”, quest’anno simboleggiato da un grande innaffiatoio bucato, simbolo dello spreco, realizzato dal duo artistico TO/LET, che è stato poi bruciato a mezzanotte di Capodanno come auspicio di sobrietà e di un futuro libero da sperperi. C’è poco da fare: Bologna ha sempre qualcosa di bello e originale da offrire. La modernità di Bologna si è intrecciata nel mio viaggio con la tradizione della Sicilia, in particolare nella  sua punta estrema, la provincia di Ragusa. Sicilia che è da sempre per me sinonimo di volti amici, accoglienza, paesaggi inediti, cannoli alla ricotta, chiese barocche e scorci suggestivi. Per il matrimonio ho avuto l’opportunità di visitare la cittadina di Vittoria e mi sono gustata soprattutto la piazza della Basilica di San Giovanni Battista e del Teatro Comunale, le case in stile art decò e liberty con i loro balconi fioriti e portoni antichi sormontati da fregi, la via crucis che costella le vie della città realizzata con le ceramiche di Caltagirone. Per il ricevimento del matrimonio siamo stati a Ragusa e, anche se solo di passaggio, ho rivisto la maestosa Cattedrale che, anche in notturna, è sempre bellissima. Una fine d’anno insolita, con il brindisi di mezzanotte che è coinciso con il taglio della torta degli sposi, e un’occasione per affacciarsi al nuovo anno riempendosi ancora una volta di quella bellezza che solo viaggiare può restituire.

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