Cilento incontaminato. E la promessa di tornare

paestum

Parco archeologico di Paestum

Sono stata in Cilento poco più di un mese fa, per il matrimonio di due carissimi amici. Attraversare la Campania da Napoli ad Acciaroli, circa 200 km di costa tirrenica, è stata una piacevolissima scoperta.

Il Cilento è una terra bellissima, incontaminata, ancora non troppo inflazionata. Una terra rigogliosa e con un mare cristallino, ricca di gioielli da scoprire.
Ma è anche una terra martoriata, perché anche qui come nella “Terra dei fuochi” in tanti muoiono per i tumori causati dai rifiuti tossici. Perché proprio ad Acciaroli Angelo Vassallo è stato ucciso in un attentato dalla sospetta matrice camorristica.

Anche per questo sono luoghi che mi hanno conquistato, scrigno di dolore e al tempo stesso di profonda bellezza, pieni di potenziale e di contraddizioni.

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In barca…per imparare la vita

sailing-690289_640Un gruppo di adolescenti provenienti da Ravenna, Cesenatico e Rimini. Una partnership tra 9 soggetti: l’associazione onlus Piccoli Passi e la cooperativa sociale onlus La Vela di Cesenatico, le associazioni Marinando di Ravenna e di Rimini, l’associazione Sonora Social Club di Bagnacavallo, la cooperativa Il Millepiedi di Rimini, l’associazione Verba Manent onlus e la Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore onlus di Bologna. Tre barche guidate da skipper esperti e un gruppo di educatori e operatori sociali.

Sono questi alcuni degli ingredienti dell’avventura in mare che hanno vissuto un gruppo di ragazzi tra i 14 e i 17 anni durante l’Estate grazie al progetto “Albatross. Giovani in Adriatico”, un progetto di prevenzione del disagio giovanile nato con l’obiettivo di potenziare l’autostima dei giovani coinvolti sviluppando in loro maggiori capacità di interazione e convivenza, responsabilizzazione e stimolo alla trasmissione delle proprie competenze attraverso un mediatore molto speciale: la barca a vela.

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Mare, riportami l’amore della mia anima…

Oggi non c’è spazio per le parole. Oggi è il giorno del silenzio, del dolore, della preghiera e – come ha detto Papa Francesco – della vergogna.

E siccome parole giuste non esistono (o almeno io non le trovo) uso le parole che ho trovato nello straordinario blog Fortress Europe. Sono le parole di Tesfay Mehari, un famoso cantante eritreo, che dedica questo pezzo alla donna che ha perso nei mari d’Italia.

“Mare, dentro di te sta il mio amore.
Hai preso la sua anima e il suo cuore.
Mare, riportala a riva, fammi parlare di nuovo con lei.
Cercala ovunque, trovala, fallo per me.
Mare riportami l’amore della mia anima
Insieme ai suoi compagni pellegrini di questo destino.
Creature del mare, siete voi gli unici testimoni di questa storia
E allora ditemi: quali sono state le sue ultime parole prima di partire
Mare!
Non sei tu il mare? E allora rispondimi!”

Qui il video della canzone: https://www.youtube.com/watch?v=p3wXv0oQZlk

E qui le parole di qualcuno che in questi giorni è riuscito a esprimere al meglio lo sgomento e la rabbia per quanto accade:

“Lampedusa, i veri drammi e il teatrino della politica” di Marco Iasevoli nel portale dell’Azione Cattolica

“Il cimitero Lampedusa e la fiera delle banalità” dal blog “Buongiorno Africa”