Frida Kahlo a Bologna

20160128_152115Passionale, emancipata, resiliente. Sicuramente unica. Un’occasione in più per scoprire Frida Khalo è la mostra fotografica recentemente allestita a Bologna in via Santa Margherita. Molti di questi scatti – realizzati da Leo Matiz – avevo già avuto occasione di ammirarli nell’ambito della mostra dedicata all’artista messicana alle Scuderie del Quirinale di Roma, ma è sempre bello scoprire nuovi sguardi e nuovi aspetti della personalità di Frida. La mostra raccoglie 35 fotografie in diversi formati ed è ospitata dalla Galleria ONO Arte Contemporanea e realizzata in collaborazione con la Fondazione Leo Matiz.

Gli scatti del fotoreporter colombiano raccontano Frida20160128_152918 Kahlo nella sua quotidianità, la ritraggono insieme all’artista e amante Diego Rivera, mostrano la loro “Casa Azul” e il quartiere dove ha vissuto, Coyoacán di Città del Messico. Una quotidianità per Frida molto importante: “Non ho mai dipinto i sogni. Ho dipinto la mia realtà”, scrive infatti l’artista per descrivere il suo percorso pittorico. È evidente il legame anche di amicizia che univa la pittrice messicana al fotografo che in questi scatti ne penetra l’intimità, cogliendone espressioni vive e intense. Frida Kahlo è legata alle tradizioni del suo paese, ama farsi ritrarre con gli abiti tipici delle contadine messicane, ma è anche una donna indipendente, dalla fortissima personalità che emerge in ogni suo gesto, in una sigaretta tenuta in mano o mentre si ripara dal sole in giardino.

20160128_153715Accanto alla mostra fotografica, sono visibili anche gli interessantissimi schizzi preparatori di Vanna Vinci, fumettista e illustratrice conosciuta per la sua “bambina filosofica”, che nell’autunno del 2016 presenterà la sua biografia di Frida Khalo a fumetti e che è impegnata in un intenso lavoro di ricerca per cogliere al meglio ogni aspetto della sua personalità.

L’ingresso alla mostra è gratuito e vale la pena dare uno sguardo anche per il bell’allestimento in questa galleria d’arte bolognese.

Matrioska Lab Store numero 6

Un contenitore per artisti emergenti e creativi che producono oggetti unici realizzati a mano. Un luogo dove mostrare i propri prodotti e come vengono realizzati, scambiarsi idee, comunicare. Matrioska Lab store è questo è molto di più: un’iniziativa ormai consolidata nel territorio riminese e giunta alla sua sesta edizione. Uno spazio espositivo poliedrico come è appunto la Matrioska, la bambola russa dalle tante incognite e sorprese. A Rimini dal 6 all’8 Dicembre, questa volta nell’Ala Moderna del Museo della Città (l’ex ospedale civile), l’evento è a cura dell’Ass.ne culturale L’Equilibrista, ha il patrocinio del Comune di Rimini e collabora con White Studio, Lara Giorgetti Fotografia e Norooof Studio.

Tra gli aspetti originali di questa edizione: “Cartoline”, una collettiva di arte contemporanea con cartoline create ad hoc per l’evento letteralmente pronte da portar via, la “Fucina del pensiero” in cui designer e architetti si scambiano idee e progetti, “Matrioska OFF!”, il Fuori Salone ricreativo di Matrioska.

Nelle stanze dell’ex Ospedale si alternano prodotti di ogni tipo: i gioielli in carta di “Pamphlet”, le creazioni artigianali riciclate a mano di 1+1=7, le “marmorizzazioni” della carta secondo l’antica tecnica del suminagashi realizzate da Giulia Violanti, gli arredi di “Bottega pensante”…e molto altro ancora come le mostre d’arte e fotografia tra cui colpisce in particolare “Chi sono io per giudicare?” di Elvis Spadoni.

Per noi di Rimini Social non possono non saltare all’occhio però soprattutto alcune idee interessanti: innanzitutto i Baby Lab, ottime occasioni per stimolare creatività ed ingegno anche nei più piccoli, organizzati da alcune associazioni del territorio (Are Ere Ire, l’Arca di Noè, Ramina Lab, Mo.a.cca., Le Terre, Ineditart, lablab): si va da attività con il rame all’utilizzo di materiali di riciclo, dal progetto di una casa intorno a un albero alla manipolazione dell’argilla, fino ovviamente ad arrivare alla realizzazione di addobbi natalizi, che nel mese di Dicembre non possono certo mancare.

E poi non possiamo non sottolineare anche in questa occasione la presenza di alcuni “Manu/fatturieri” speciali.

10416578_10205341276598590_6397008634576665648_nCominciamo da Borse dArte (www.borsedarte.com ): un progetto della Cooperativa sociale Insieme di Rimini che si pone l’obiettivo di creare nuove opportunità di lavoro nel sociale. Si tratta di borse che nascono da tele dipinte da artisti che vivono una condizione di vulnerabilità ma che hanno trovato uno spazio di espressione del loro disagio attraverso l’arte. Ogni borsa realizzata dalla Cooperativa diventa così un pezzo unico: non solo un oggetto bello esteticamente e assolutamente originale, ma anche uno strumento per offrire dignità attraverso il lavoro a chi lo realizza. Un intreccio di arte, moda, sociale assolutamente unico.

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Rione Montecavallo: arte, cultura e storia in chiave sociale

frullatoreSembra di tuffarsi nelle atmosfere del Bar Sport, descritto da Stefano Benni nei suoi romanzi. Gli elementi ci sono tutti: il biliardo, le carte, anziani che litigano tra loro per il gioco e le donne che li guardano un po’ perplesse, il bancone di legno, il cortile interno dove riposarsi al fresco.
Il Circolo Montecavallo è nato nel 1949 (ma per alcuni addirittura prima della Seconda Guerra Mondiale) per l’aggregazione degli anziani, uno dei tanti circoli della nostra città nel circuito nazionale Ancescao (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti). Oggi conta circa 300 soci, di tutte le età, ed è presieduto da Lucia Lamarra.
Nel 2006 anche Marco Sanchini, ingegnere riminese, si trasferisce per caso in questo quartiere e decide di diventare socio del Circolo.
Dopo qualche tempo, i due, che inizialmente battibeccavano per via dell’allegro baccano prodotto qualche volta dai frequentatori del Circolo, cominciano a pensare che sarebbe stato bello organizzare qualcosa che potesse coinvolgere tutto il quartiere, e non solo i soci del circolo stesso. E così viene messa in piedi una festa alla quale sono invitati tutti gli 8.000 abitanti del quartiere, nasce un gruppo Facebook e si scopre una passione sempre più forte per l’interessante storia del Rione, approfondita e raccontata in modo accattivante e creativo. Il Rione infatti, compreso tra via Garibaldi, i Bastioni Meridionali e il Corso d’Augusto racchiude molta della storia di Rimini.Nel marzo 2013 nasce l’Associazione Rione Montecavallo, di cui oggi Marco è Presidente e che annovera tra i soci fondatori abitanti e persone che lavorano nel rione, tra questi Giuseppe Marino Surdich, che svolge la funzione di segretario.
E’ il primo rione, tra i quattro riminesi (oltre al Montecavallo esistono il Rione Clodio, il Rione Pataro e il Rione Cittadella) che ha deciso di organizzarsi e dare vita a un’esperienza davvero coinvolgente.

Un vero e proprio frullatore, ben rappresentato dalla fotografia di Anna Banchetti, uno dei soci fondatori, che mescola insieme diversi ingredienti: storia, cultura, partecipazione attiva, sociale, arte, incontro tra generazioni…che danno vita a una miscela potente e inaspettata. Un’esperienza molto simile a quella delle “social street” (www.socialstreet.it) che, a partire da via Fondazza a Bologna, si stanno diffondendo in tutto il territorio nazionale.

Chiediamo a Marco Sanchini di raccontarci meglio questo primo anno di attività dell’Associazione e i progetti per il futuro.

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A Rimini la mostra fotografica Infanzia rubata

imagesArriverà anche a Rimini il prossimo 26 Settembre la mostra fotografica realizzata dalla Fondazione Alberto Colonnetti di Torino: “Infanzia rubata. Lewis Hine – le immagini che turbarono l’America”, una straordinaria documentazione fotografica sul tema del lavoro minorile in America agli inizi del ‘900 che sensibilizzò e scosse l’opinione pubblica.
Le immagini, di eccezionale qualità documentaria ed estetica, sono frutto di un’accurata selezione di oltre 5000 fotografie messe a disposizione dalla Library of Congress di Whashington e documentano il lavoro dei bambini nelle campagne, nelle industrie (mineraria, tessile, alimentare), nelle strade e a domicilio.

La mostra, oltre a far conoscere uno dei più grandi artisti della fotografia del secolo scorso, riporta l’attenzione su una piaga che, ancora oggi, tocca tanti bambini, sfruttati e imbrigliati in nuove forme di schiavitù. Secondo le stime UNICEF sono infatti 250 milioni i bambini che lavorano nel mondo, anche se una quantificazione è assai difficile perché si tratta di un fenomeno che tende ovviamente a rimanere nell’ombra. Sta di fatto che videogiochi, smartphone, abbigliamento sportivo, parte di ciò che mangiamo è frutto del lavoro di migliaia di minori che, in qualche parte del mondo, vivono le stesse situazioni che Hine ha raccontato oltre cento anni fa.

La mostra è promossa a Rimini dalla Fondazione San Giuseppe per l’Aiuto Materno e Infantile ONLUS che, nella sua storia centenaria, si è sempre dedicata al tema della tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti ritrovando quindi una forte affinità con le problematiche che vengono sollevate da questa esposizione. Verrà inaugurata il 26 Settembre p.v. con una conferenza stampa nell’ambito delle iniziative promosse dal Festival Francescano. Ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Rimini e del Comune di Rimini e una serie di collaborazioni: con la Parrocchia di San Giovanni Battista che la ospiterà gratuitamente nella Tensostruttura parrocchiale, con l’associazione Mondo di Comunità Famiglia – nodo di Rimini, con l’Associazione In movimento di Comunità e con Volontarimini nell’ambito del progetto Generazioni solidali. La mostra rientrerà inoltre oltre che nel programma del Festival Francescano anche in quello del Mese delle Famiglie del Comune di Rimini (Ottobre 2014) e nella Settimana del Buon Vivere (29/9 – 5/10). Media partner Icaro Communication, Il Ponte, Rimini Social 2.0 e Agenzia NFC che curerà la comunicazione e l’immagine della mostra.

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Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale

20140717_203809La mostra dedicata a Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale di Roma è una vera e propria chicca, per almeno due ragioni. In primo luogo l’allestimento è un affascinante e ricco percorso nella biografia della pittrice messicana perchè presenta non solo le sue opere ma anche quelle di autori a lei contemporanei che aiutano a contestualizzarle e una serie di intensi scatti fotografici che uniti ad alcuni filmati e alle pagine del suo diario ce la mostrano nella sua intimità e quotidianità. In secondo luogo perchè le Scuderie del Quirinale sono uno degli spazi espositivi più belli della Capitale e, in occasione della straordinaria apertura nottura estiva (tutti i giorni fino alle 23:00, il venerdì e il sabato fino alle 24:00) è messa a disposizione dei visitatori anche la terrazza delle Scuderie con una vista mozzafiato su piazza del Quirinale e sulla città: il Cupolone che si intravede in lontananza, le luci del giorno che si spengono per lasciare spazio alle luci artificiali notturne, il brulicare di turisti che abita la piazza …una pausa tra un piano e l’altro dell’esposizione che lascia davvero senza fiato.

DSCN1830Frida Kahlo è una donna e un’artista straordinaria. In qualche modo possiamo dire che ha anticipato la moda del selfie, con la serie di autoritratti che ha realizzato lungo tutto il corso della sua vita“ritraggo me stessa perché sono spesso da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio”.

Frida Kahlo è una donna resiliente. Studiava all’Università, voleva diventare medico ma un atroce incidente le impedisce di proseguire gli studi. Nella convalescenza però non si perde d’animo e scopre il suo talento e la passione per la pittura. Le innumerevoli difficoltà e tragedie che hanno segnato la sua esistenza, non le hanno impedito di rialzarsi ed esprimere il suo dolore attraverso l’arte. La sua opera tocca i temi più diversi: l’amore, l’amicizia, l’impegno sociale e civile, il legame con la tradizione e in particolare con il suo paese, la visione surreale di mondi onirici ai quali affacciarsi per sopravvivere alla sofferenza. Frida Kahlo era tutto questo e molto altro: una donna ammiccante, sensuale, intelligente, appassionata, creativa, il cui corpo – così come l’anima e il cuore – è stato purtroppo segnato da profonde cicatrici che non le hanno però impedito di esprimersi in maniera così efficace e indipendente. La sua pittura attraversa stili diversi, intreccia significati, trasmette valori psicologici e culturali.

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Concorso fotografico e letterario #liberinellagioia

Logo concorso fotografico

 

FESTIVAL FRANCESCANO 2014 – CONCORSO FOTOGRAFICO E LETTERARIO

Anche quest’anno la Fondazione San Giuseppe insieme al Centro Giovani RM25 collabora con gioia all’edizione 2014 del Festival Francescano. Oltre a un laboratorio di fotografia, proponiamo nuovamente un concorso fotografico per i ragazzi delle Scuole Medie Superiori e una nuova sezione dedicata alla poesia e ai racconti. Il tema è ‪#‎liberinellagioia‬.
Nel link tutte le info per partecipare.
In bocca al lupo a tutti ragazzi!

Matrioska Lab Store va in pensione (ma solo per un weekend)

matrioska_cover.jpgLa prima reazione di chiunque abiti in zona è stata: “Villa Manzi? E’ impossibile…si saranno sbagliati”. Villa Manzi è una pensione abbandonata da anni sul lungomare di Rivabella, ha un aspetto polveroso e un po’decadente ma anche quel fascino delle atmosfere anni ’50 che riportano indietro nel tempo, a un modo di fare turismo che forse non c’è più. In questi giorni chi pensava che fosse un luogo impossibile da utilizzare e veder tornare in vita ha dovuto ricredersi. A poco a poco le sue pareti esterne si sono colorate grazie al Colorificio Sammarinese e ad alcuni writers. Un’insegna al neon, realizzata da Paolo Ciabatta e Neon Rimini, è comparsa all’ingresso. E qualcosa di magico, colorato, divertente è accaduto anche all’interno di ciascuna stanza e del cortile della Villa che dà proprio sulla spiaggia. E così asettici corridoi e vecchie stanze si sono trasformati in spazi espositivi inediti e sofisticati.

Una roulotte vintage colorata di tinte pastello rosa e verde acqua è diventata la location originalissima per ospitare le creazioni di Paper Jewels Pamphplet e SUNVIBES. Gioielli handmade realizzati con vecchie pagine di libri, atlanti, fumetti… e abiti e accessori di una linea made in Italy romantica, elegante e dal sapore retrò. 
Semplici farfalle nere di cartone hanno decorato in maniera molto suggestiva le pareti della stanza del marchio “Atelier Rose”, con i suoi manichini per mettere in mostra copricapi e cerchietti. 
Onde del mare, una lavatrice, ferro da stiro e bolle di sapone nella “Lavanderia” di Hatta Lab, cornice un po’surreale per originali lampade di design ricavate da barattoli, colini, tazze, bottiglie… e tanti altri oggetti.

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