Gli auguri di don Ciotti

Non credo di riuscire ad essere davvero “eretica” nel senso profondo del termine e quanto vorrei, ma di sicuro ce la metto e ce la metterò tutta! Faccio lo stesso augurio anche a ciascuno di voi. Buon 2015 di eresia, coraggio, libertà, impegno!

Prendi il largo

Ciotti_10L’incontro è finito. La gente che affolla la pieve di Romena è tutta in piedi ad applaudire don Luigi Ciotti. Ma lui sente che manca ancora qualcosa. Mi chiede di nuovo il microfono: “Scusatemi – dice – ma vorrei dirvi un’altra cosa. Vorrei augurarvi il coraggio di essere eretici…”
E’ un augurio inusuale, vivo, aperto. Un augurio che parte quel giorno, durante il nostro incontro “Rischiamo il coraggio”.
Un augurio da rilanciare proprio oggi, alla vigilia di un nuovo anno, in un giorno dedicato alle promesse, alle speranze, alla voglia di cambiarsi e di cambiare…

Vi auguro di essere eretici.
Eresia viene dal greco e vuol dire scelta. Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità.
E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia. Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima…

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One Way: la Route nazionale dell’Agesci sulle strade del coraggio

10617666_611296228990209_142683818_nLa Route è la “strada” che i Rover e le Scolte dell’Agesci (Associazione guide e scouts cattolici italiani) percorrono non solo fisicamente, a piedi e con lo zaino in spalla, ma è anche un cammino metaforico di crescita e ingresso nel mondo degli adulti.
Quest’anno oltre 30.000 giovani dai 16 ai 21 anni hanno partecipato alla Route nazionale: “One Way”, una direzione. Oltre 456 campi mobili in giro per l’Italia dal 1 al 6 Agosto per poi ritrovarsi tutti insieme a San Rossore, in provincia di Pisa, dove si è svolto un grande incontro in campo fisso allestito dal 7 al 10 agosto.

Si è trattato del terzo incontro nazionale delle migliaia di giovani Rover e Scolte dell’Agesci. Ospiti dell’evento anche 200 giovani stranieri europei, arabi, africani.
Provenienti da tutte le regioni italiane e da oltre 1.500 gruppi locali, i giovani scout hanno percorso con i loro zaini in spalla strade e sentieri vivendo insieme esperienze di scoperta, condivisione, riflessione e spiritualità a partire dal tema che ha fatto da filo conduttore all’evento: il coraggio.

Un elemento che caratterizza in maniera forte il metodo scout che fonda proprio la sua azione educativa sul coraggio e sul protagonismo giovanile.

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Mafie in riviera. Intervista al coordinatore provinciale di Libera

mafie_in_rivieraÈ stato presentato lo scorso 11 Ottobre al Liceo Scientifico “A. Volta” di Riccione alla presenza del Prefetto di Rimini e di molti rappresentanti istituzionali davanti a una platea di circa 300 studenti il rapporto sulle Ecomafie, un dossier curato dalla Fondazione Libera Informazione e da Legambiente con un apposito focus proprio sul tema delle infiltrazioni mafiose nella riviera romagnola. Numeri che sconcertano: i dati relativi al 2012 vedono infatti l’Emilia Romagna al decimo posto della classifica nazionale con 1.035 infrazioni accertate, 944 persone denunciate e 410 sequestri effettuati. Sono ben 200 le strutture alberghiere, su 2.400 censite nella provincia di Rimini, finite sotto i riflettori della magistratura per modalità sospette. E Rimini si segnala anche per la frequenza di casi di abusivismo edilizio, o mancate demolizioni.
Commentiamo questi dati e non solo con Michael Binotti, educatore e coordinatore della sezione provinciale di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

Le mafie, dunque, sono sempre più radicate anche in Romagna?
Purtroppo sì. Basti pensare che in Romagna sono presenti tutte le mafie italiane (soprattutto la camorra e in particolare i casalesi) e alcune organizzazioni internazionali. La mafia cerca i luoghi dove si concentrano denaro e potere e lì si inserisce. Non stupisce allora la sua presenza nel territorio romagnolo attraverso attività quali il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro tramite anche il settore alberghiero. Anche la vicinanza alla Repubblica di San Marino ha esposto il nostro territorio a forti rischi, ne sono una testimonianza il volume “San Marino spa” di Davide Maria De Luca e Davide Grassi (Rubbettino 2013) e gli studi portati avanti dal “Gruppo Antimafia Pio La Torre”.

Nel contrasto alla criminalità mafiosa nel nostro territorio, qual è il ruolo di “Libera”?
Libera Rimini è un coordinamento di associazioni impegnate per la legalità e la giustizia che si è ricostituito nel 2012. Le attività principali di Libera e delle sue associate sono tre: la prima è un’attività di informazione perché è fondamentale un lavoro di studio e di ricerca per conoscere e far conoscere alla cittadinanza il fenomeno. La seconda azione di Libera riguarda la promozione sociale perché siamo convinti che il cambiamento possa avvenire veramente solo dal basso, a partire dall’impegno di tutti. La criminalità organizzata è infatti solo la punta più efferata e visibile di un iceberg, ma se esiste è perché esiste un contesto che non la ostacola, che le permette di emergere. Infine la terza azione è quella che forse ci sta più a cuore e riguarda l’educazione alla legalità, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

Quali sono le attività che avete avviato a questo proposito?
Innanzitutto una serie di progetti nelle scuole, tra cui quest’anno la novità della costituzione di un gruppo di studenti selezionati al Liceo Scientifico A. Einstein che svolgeranno durante tutto l’anno scolastico un’attività di volontariato nella nostra associazione. Un’altra novità in cantiere e che ci auguriamo davvero possa concretizzarsi è la promozione di un momento di formazione rivolto proprio a chi si occupa dell’educazione dei più giovani: insegnanti, educatori, capi scout… in collaborazione con l’Ufficio scuola e l’Ufficio di Pastorale sociale della Diocesi di Rimini.

Cosa significa educare i più giovani alla legalità?
Io parto dal presupposto fondamentale che ciascuno di noi può essere agente di cambiamento. Perché questo accada deve innanzitutto conoscere e informarsi. La conoscenza implica una responsabilità, il dover scegliere da che parte stare (non dimenticandosi che anche non fare niente è una scelta!). Alla scelta devono conseguire delle azioni personali, perché sono proprio i piccoli gesti di ogni giorno che magari consideriamo banali (chiedere lo scontrino al bar, scegliere con attenzione i prodotti che acquistiamo, avere cura dell’ambiente in cui viviamo…) che possono poco alla volta cambiare le cose. Ma l’azione personale non basta se non diventa anche un’azione condivisa. In questo il ruolo delle associazioni mi sembra particolarmente importante. In fondo le mafie sono potenti, perché sono delle criminalità “organizzate”. Come possiamo pensare di sconfiggerle se anche noi non ci uniamo per combatterle?

Cosa è possibile fare oggi, in concreto, per collaborare alle attività di “Libera” nella nostra Provincia?
Innanzitutto potete seguire le nostre attività nella pagina Facebook “Libera Rimini” oppure chiedendo informazioni all’indirizzo e-mail rimini@libera.it. Chi desidera impegnarsi in maniera continuativa può partecipare alle riunioni di coordinamento che si svolgono mensilmente presso il Centro Giovani “RM25” di Rimini e aderire all’associazione. In generale penso che comunque quello che conti maggiormente è darsi da fare nell’ottica di sentire nel profondo quel “morso in più” (per usare le parole del presidente e fondatore di Libera Don Luigi Ciotti) cioè quel valore aggiunto e quella spinta necessari per operare delle scelte capaci davvero di portare un cambiamento positivo nel mondo.

Silvia Sanchini

in: http://www.newsrimini.it/sociale