#DIRITTIALFUTUROTOUR. A RIMINI CON IL GARANTE NAZIONALE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA

10422109_438113589677071_551310592522563661_nDiritti al futuro tour. Una piccola grande Italia da raccontare. Dieci tappe in giro per l’Italia in cerca di «buone pratiche» per far girare informazioni, energia, speranza. E’ questo lo spirito del Tour promosso dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza(tour.garanteinfanzia.org) e che è stato inaugurato il 15 Febbraio all’Aquila e si prolungherà fino alla fine di Marzo. La quarta tappa del tour ha toccato lo scorso 24 Febbraio la città di Rimini dove il Garante Vincenzo Spadafora ha incontrato i ragazzi e i volontari di “Mare di Libri”, Festival dei ragazzi che leggono (www.maredilibri.it) e a seguire l’Associazione Agevolando (www.agevolando.org), al Centro Giovani “RM25”.

L’incontro con “Mare di Libri” si svolge al Museo della Città alla presenza anche dell’Assessore alla Cultura Massimo Pulini. È un incontro nato in maniera molto speciale. Viola, 16 anni, legge su Facebook che il Garante è in cerca di “buone notizie” che riguardino i bambini e gli adolescenti per incontrare realtà significative del territorio nazionale. Viola è da ormai 5 anni volontaria del Festival, un’esperienza che la rende molto orgogliosa. Decide di scrivere al Garante per invitarlo ad incontrare lei e gli altri ragazzi che organizzano il Festival e lui accetta subito il suo invito.

Davanti a un folto gruppo di adolescenti con le loro felpe blu e ai genitori e responsabili adulti del Festival che li accompagnano, Viola e Elena raccontano in maniera appassionata il loro amore per la lettura e Elena esprime anche la sua rabbia: “Siamo stanchi di sentire mass-media e adulti che descrivono la nostra generazione come superficiale, disinteressata ai libri e alla cultura, incapace di impegnarsi. La realtà di Mare di Libri, organizzata quasi totalmente da noi ragazzi, dimostra che gli adolescenti italiani hanno molto da dire e da offrire”.

Il Garante rimane piacevolmente colpito da questa realtà così unica nel panorama nazionale e si impegna a sostenere il Festival e a farlo conoscere affinchè sia un evento sempre più partecipato e coinvolgente, a partire dalla prossima edizione che si svolgerà a Rimini il 12-13-14 Giugno.

Dal Museo della Città ci si sposta al Centro Giovani “RM25”, dove il Garante incontra i ragazzi e i volontari dell’Associazione Agevolando. Ci racconta questo momento una delle protagoniste, Adina Jujic, socia di Agevolando Ferrara e del Care Leavers Network dell’Emilia-Romagna:

Un momento davvero significativo l’incontro a Rimini tra Agevolando (che propone servizi ai ragazzi neomaggiorenni, vissuti fuori dal contesto famigliare, il sostegno necessario per diventare autonomi) e il Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora. Lo scambio di opinioni, idee e realtà differenti è stato incredibile:si percepiva l’impegno e la passione di chi portava le testimonianze, gli obiettivi raggiunti dai progetti, e di chi ne prendeva atto. Sono stati ricordati molti dei bisogni dei ragazzi, ospiti di comunità, riassunti il più fedelmente possibile nelle dieci Raccomandazioni del Care Leavers Network (una rete costituita DA ragazzi ex ospiti di comunità, PER i ragazzi che sentono la necessità di dire la loro, esprimere il proprio punto di vista o segnalare un comportamento non corretto da parte del sistema che li circonda), che verrà ufficializzato il 28 marzo 2015 a Bologna. L’ascolto interessato e sincero da parte del Garante ha reso possibile l’instaurazione di un dialogo, un impegno reciproco che è diventato simbolo dell’inizio di un cambiamento. Il tutto amplificato da un ambiente intimo e confortevole, capace di trasmettere benessere ai presenti”.

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Diritti al futuro

10995817_10206037602366299_6387657668718654679_nDi questa giornata con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Vincenzo Spadafora qui nella nostra città, a Rimini, porto a casa Viola e Elena, e il loro amore per la lettura. La loro freschezza, positività, l’impegno condiviso con tanti altri adolescenti per una realtà preziosa come quella di Mare di Libri. Porto a casa l’immagine di adulti capaci di dare fiducia e anche di mettersi da parte, perchè qualcun altro possa crescere e brillare. E ancora: il Garante che tiene in tasca il bigliettino di Ilaria, e in quel biglietto c’è non solo racchiusa una richiesta, ma una speranza. Porto a casa la bellezza di condividere passi, sentieri, relazioni, creando sinergie anche insolite o inaspettate. Porto a casa l’autentica passione educativa di tanti (colleghi, amici) che offrono il loro supporto a cause difficili, che ogni giorno si mettono in discussione, capaci di dare spesso senza riserve. Porto a casa il sorriso dei ragazzi di RadioKreattiva Bari che si esprimono, si informano, fanno domande, raccontano. Porto a casa alcune frasi: “Speriamo che le cose cambino davvero”, “Non dovete sentirvi soli”, “Il futuro a volte mi fa paura”. Porto a casa il pensiero di quel dolore e quella preoccupazione che “la sera pesano quando appoggi la testa al cuscino” e il desiderio di allievare un po’quella pesantezza. Porto a casa la fatica e la complessità dei processi partecipativi, ma anche la loro opportunità e il loro valore. Porto a casa la consapevolezza che esperienze come quelle di Agevolando, nella loro fragilità, non sono solo utili, ma necessarie ed insostituibili. Andremo forse ancora e sempre “in direzione ostinata e contraria”, ma lo faremo insieme. E oggi con un po’di forza in più.

Allontanamento dei minori: il punto dopo una settimana di fuoco

DSCN75726 città d’Italia (Torino, Milano, Bologna, Napoli, Bari, Palermo), 6 organizzazioni nazionali coinvolte (Agevolando, Cismai, CNCA, CNCM, Progetto Famiglia, Sos Villaggi dei Bambini), oltre 700 persone presenti. Sono solo alcuni numeri della tappa del tour per presentare il Manifesto “#5buoneragioni per accogliere i bambini che vanno protetti” dello scorso 29 Gennaio. Nelle diverse sedi sono intervenuti rappresentanti istituzionali, politici (dal Sindaco di Napoli Luigi de Magistris al Presidente del Consiglio Regionale della Puglia Onofrio Antona, solo per citarne alcuni), testimonial famosi (Fabio Geda, Marzio Honorato), Garanti per l’infanzia, presidenti dei Tribunali per i Minorenni, educatori, assistenti sociali, operatori, giornalisti e tanti ragazzi ex ospiti di comunità di accoglienza/case-famiglia. Si è cercato di affrontare il tema dell’allontanamento dei minorenni senza pregiudizi portando anche la voce dei ragazzi e delle famiglie.

Questo anche alla luce dei recenti attacchi mediatici, primo tra tutti quello di “Presa Diretta”: una trasmissione autorevole, che ha trattato però il tema in maniera generica e fuorviante. Molte organizzazioni (CNCA, Agevolando, Unione Nazionale Camere Minorili, Sos Villaggi dei Bambini, Ordine degli Assistenti Sociali, l’Associazione Nazionale dei Magistrati per i Minorenni…) hanno inviato lettere alla redazione o prodotto comunicati stampa e chiesto di replicare alla puntata dedicata alle “Famiglie Abbandonate”, ma al momento senza risultati.

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25° Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

10703903_338165403036898_1180810597604886945_nOggi in tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Una data non casuale, che celebra l’anniversario (quest’anno il 25°) dell’adozione da parte delle Nazioni Unite della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dall’Italia nel 1991. Eppure ci sono circa 100.000 bambini presi in carico dai servizi sociali perchè vittime di maltrattamenti e abusi sessuali (dati Terres de Hommes), 3,8 milioni di minori in Italia vivono situazioni di povertà economica (dati Commissione parlamentare per l’infanzia). Oltre 30.000 minori che lavorano o vittime di sfruttamento in Italia. Tanti ragazzi soli abbandonati al compimento del diciottesimo anno d’età. O ancora: bambini disabili privi di una famiglia. Insomma, il cammino da compiere, per il pieno raggiungimento dei diritti dei bambini e degli adolescenti in Italia e nel mondo, è ancora molto lungo. Rimbocchiamoci le maniche…

Minori stranieri non accompagnati: usciamo dall’emergenza

MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI: USCIAMO DALL’EMERGENZA
Dall’inizio dell’anno sono approdati in Italia
12000 bambini soli e 3000 di loro sono irreperibili

10553477_688846844556316_7742316005636791199_nL’Associazione Agevolando, l’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia,  l’Associazione Libera (associazioni, nomi e numeri contro le mafie), l’Associazione Consulta Diocesana per le Attività a favore dei minori e delle famiglie ONLUS, il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, il Coordinamento Nazionale Comunità per Minori, il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia,  il Coordinamento regionale comunità per minori dell’Emilia Romagna, il Coordinamento regionale comunità per minori delle Marche, Federazione Progetto Famiglia ONLUS, SOS Villaggi dei Bambini ONLUS e Terra dei Piccoli ONLUS esprimono sincera preoccupazione per l’attuale situazione dell’Emergenza minori stranieri non accompagnati (MSNA) che sta coinvolgendo tutto il territorio nazionale, e per la sua gestione.

Secondo il report diffuso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dall’inizio del 2014 i minori non accompagnati arrivati in Italia dal nord Africa sono stati oltre 12mila: di questi poco più di 3mila – un quarto del totale – non si trovano più!
Una questione davvero grave perché questi 3.000 ragazzi irreperibili sono potenziali vittime di sfruttamento sessuale, lavorativo e accattonaggio forzato.
Su questo, anche in seguito alle nostre segnalazioni, la Senatrice Silvana Amati,  insieme ad altri 20 Senatori, ha predisposto e depositato in questi giorni una interrogazione parlamentare.

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#5buoneragioni. Perchè ho scelto di aderire.

Pensare che ci siano famiglie che non sono in grado, per vari motivi, di crescere i propri figli è un pensiero sgradevole, difficile da accettare, politicamente scorretto.
C’è una certa retorica dei buoni sentimenti che tende ad associare al tema famiglia un immaginario solo ideale, sicuramente più rassicurante, ma che non descrive totalmente la realtà.
Accanto a famiglie (la maggior parte per fortuna) dove è bello e piacevole crescere, esistono famiglie che questo diritto non lo riconoscono: famiglie maltrattanti, negligenti, violente, assenti.
O, ancora, esistono famiglie in difficoltà, genitori soli, o genitori malati…che semplicemente, per un periodo della loro vita, hanno bisogno di chiedere aiuto.
La normativa nazionale e internazionale stabilisce, giustamente, che ogni bambino ha diritto di crescere in una famiglia.
Ma sancisce altresì un principio fondamentale: ogni scelta dev’essere fatta nel preminente interesse del minore.
I bambini e i ragazzi, i soggetti più deboli, sono i primi a dover essere tutelati e protetti.
Se questo diritto non è garantito per un bambino all’interno della sua famiglia di origine, è dovere dello Stato e delle istituzioni competenti intervenire.
Nella mia esperienza professionale e personale ho avuto il privilegio di conoscere il mondo delle comunità per minori e delle case-famiglia grazie alla Fondazione San Giuseppe per l’Aiuto Materno e Infantile, una ONLUS riminese che si occupa proprio di bambini e ragazzi momentaneamente allontanati dalla loro famiglia di origine con un decreto del Tribunale per i Minorenni, e collocati in strutture educative dai servizi sociali competenti.
Poi c’è stato l’incontro con l’Associazione Agevolando, costituitasi proprio grazie all’impegno di ragazzi che avevano vissuto parte della loro infanzia e adolescenza “fuori famiglia” in strutture di accoglienza. In particolare l’Associazione si occupa di tutelare i diritti di questi ragazzi anche dopo il compimento della maggiore età, momento in cui terminano tutta una serie di tutele da parte dello Stato.
Ho scoperto così un mondo difficile e stimolante: fatto di adulti, genitori accoglienti, educatori che ogni giorno si prendono cura con amore e professionalità di bambini e ragazzi che non sono figli loro, insieme al lavoro degli assistenti sociali e degli altri professionisti.

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Il Parco Giochi è per tutti?

10401432_10204249997400749_2584810956605134171_nGli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.”

Così, all’art. 31, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, il più importante riferimento normativo in materia, sancisce per ogni bimbo il diritto al gioco.

Ma per un bimbo con disabilità motoria vedersi riconosciuto questo diritto è tutt’altro che semplice e anche solo l’esperienza di giocare all’aria aperta in un parco può rivelarsi difficile, se non impossibile.

La maggioranza dei parchi italiani, infatti, tuttora non sono fruibili da bambini disabili. Anche in Romagna, purtroppo, la situazione è la stessa e non esistono veri e propri parchi inclusivi per bambini con disabilità.

Da qui l’impegno di due mamme, Claudia Protti e Raffaella Bedetti, che lo scorso 19 Marzo decidono di creare la pagina Facebook: Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini. In poco più di tre mesi la pagina ha già raggiunto oltre 5.000 followers. Accanto alla pagina facebook nasce anche il blog: Parchi per tutti.

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