Sport e riscatto #Rio2016

wwwclickholecom_ (1)Michael Phelps era un bambino e un adolescente iperattivo e problematico. E’il più grande nuotatore di tutti i tempi, il più titolato nella storia delle olimpiadi moderne.
Rafaela Silva è cresciuta in una favela a Rio: oggi nella sua città stringe al collo l’oro olimpico nel judo.
Kayla Harrison festeggia la sua vittoria indossando la t-shirt “Fearless”, contro gli abusi sessuali, di cui lei stessa è stata vittima, per incoraggiare altre ragazze nella sua situazione.
La campionessa Simone Biles volteggia come una libellula, anche se è cresciuta senza i suoi genitori, vivendo in affido dai nonni, tra mille difficoltà.
E poi Chris Mears che, pur senza la milza e con anni di lotta contro una malattia che sembrava lasciarlo senza speranza, vince l’oro nei tuffi.
Sono solo alcune storie, ma certo possono dirci qualcosa. Non per trasformare i vincitori in “casi sociali” o fenomeni da guardare con pietismo. Tutt’altro. Sono storie che ci dicono che, malgrado i giochi di potere e gli errori, lo sport può ancora essere uno straordinario mezzo di salvezza e di riscatto.

(Photo credits: http://www.clickhole.com)

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