Appunti dalla Biennale del Disegno di Rimini

IMG_20160709_130950Si è conclusa anche la seconda edizione della “Biennale del Disegno” di Rimini: 27 mostre, circa 2.000 disegni, opere dal XVI secolo ad oggi. Anche se solo nell’ultima settimana, sono riuscita a visitare un buon numero di esposizioni, usufruendo  degli ingressi gratuiti e diventandone testimone grazie alla partecipazione al photocontest #MyBiennaleRN (per me che adoro Instagram, un’occasione troppo ghiotta!).

Alcuni appunti e alcune suggestioni da questa interessante kermesse: ho sbagliato a non prenotare visite guidate, che avrebbero sicuramente favorito una maggiore consapevolezza e comprensione delle mostre. Non tutto infatti era così accessibile, c’erano alcuni pannelli esplicativi ma lo sguardo di un esperto avrebbe sicuramente giovato per me che non sono un’addetta ai lavori.

Tra le esperienze più belle non posso non citare la mostra dedicata ad Andrea Pazienza (“Credevo fosse uno sprazzo, era invece un inizio”), nel Foyer del Teatro Galli, emozionante e divertente ritrovare il suo tratto così deciso e irriverente in una cornice tanto raffinata e importante. A Castel Sismondo sono invece rimasta colpita dalla sezione dedicata alla Basilica di Loreto (“Profili del cielo”) con i disegni del Pomarancio e di Giuseppe Maccari e dal ritrovare le opere del genio di Bruno Munari (nella mostra “I Marziani”): per chi si occupa di educazione e didattica il Metodo Munari è un punto di riferimento importante, ma è interessante osservarlo come artista poliedrico anche nel campo del disegno e della grafica. Alla FAR (Fabbrica Arte Rimini, Palazzo del Podestà) ho ritrovato con piacere due opere di Eron (la Fontana della Pigna e il Ponte di Tiberio): per me che amo la street art è un onore essere concittadina di un artista così importante nel panorama internazionale.

Una nota di merito particolare va sicuramente alle location scelte per le esposizioni: le pareti intrise di storia di Castel Sismondo, l’eleganza del Teatro Galli finalmente (almeno in parte) restituito alla città e l’Ala Moderna del Museo cittadino che è ormai  diventata suggestiva cornice dei più importanti appuntamenti culturali e artistici riminesi e che anche in questo caso si è rivelata contesto perfetto per il bellissimo “Cantiere Disegno”: cinquanta artisti che, nella loro diversità, sono stati chiamati a ricomporre “il volto del mondo”.

Insomma, anche quest’anno torno a casa con gli occhi pieni di stimoli e di bellezza.

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