Trentenni: cosa ci sta succedendo?

trentenniI trentenni non esistono più, secondo Zerocalcare, siamo “una generazione generosa, che si è dannata l’anima per trovare un posto nel mondo e ha visto tradite le sue aspettative”. Una generazione smarrita, secondo la sociologa Bernadette Bawin Legros, uomini e donne contraddistinti da un sentimento diffuso di disillusione. “Generazione Bim Bum Bam”, l’ha definita Alessandro Aresu (filosofo classe 1983).

Siamo cresciuti con le canzoni di Cristina D’Avena e giocando con il Crystal Ball. Abbiamo vissuto la caduta del Muro di Berlino e il mito, ormai deluso, di un’Europa veramente unita. Siamo i figli della generazione del ’68, del boom economico, della tragedia del terrorismo in Italia. Abbiamo scoperto il potere della tecnologia, le conseguenze di un sistema consumistico portato all’estremo.

Oggi siamo una generazione precaria e insicura, o almeno così ci dipingono. Molti di noi sono all’estero o hanno dovuto lasciare la loro città natale. Accettiamo lavori sottopagati e sottostimati rispetto al nostro titolo di studio e alle nostre competenze. Rimandiamo sempre più avanti nel tempo scelte definitive quali l’andare a vivere da soli, sposarsi, avere un figlio.

Una generazione vittima di un sistema che le ha tarpato le ali. Secondo il Presidente dell’Inps Tito Boeri chi è nato negli anni ’80 sarà costretto a lavorare almeno fino ai 75 anni e prenderà una pensione almeno il 25% più bassa di quelle di oggi.

Ma una generazione anche con delle proprie responsabilità: spesso volutamente assente dallo spazio pubblico, incapace di ribellarsi a ciò che non va, chiusa in un esasperato individualismo.

Trentenni che prolungano un’indefinita adolescenza o già troppo adulti per manifestare energie e riscattarsi.

Da qualche giorno la generazione dei trentenni si è resa protagonista di una terribile vicenda di cronaca nera, di cui tutti parlano. Roma, la città de “La grande bellezza”, ancora una volta insanguinata e ferita. Palcoscenico di nottate contraddistinte da sesso e divertimento senza regole, in cui smarrire la propria umanità.

Due persone, praticamente mie coetanee, che uccidono in modo così atroce un ragazzo di soli 23 anni, non possono che indurmi a riflettere sulla nostra identità generazionale.

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Foto dal blog “I Trentenni”

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6 thoughts on “Trentenni: cosa ci sta succedendo?

    • Ciao Claudia! Grazie per aver letto la mia piccola riflessione. Mi piacerebbe avere risposte, ma naturalmente non ne ho. Penso pero’che il primo passo sia, come dicevo, una riflessione collettiva e una maggior consapevolezza identitaria della nostra generazione. E’vero che viviamo una situazione di precarietà lavorativa e di vita che non ha precedenti, ma è anche vero che forse osiamo poco…e dovremmo impegnarci di più per riappropriarci di uno spazio pubblico adeguato! Che ne pensi?

      • Mi piace come proposta, ma quello che serve è l’azione. Per ora siamo in due – sto passando le giornate a mandare CV e a lottare con il latente presentimento di diventare depressa, ma non mollo.

      • Claudia, non sai come ti capisco! Coraggio, davvero. Purtroppo il problema del lavoro penso che sia il principale per la nostra generazione in questo momento. Mi viene in mente il verso di una canzone di Jovanotti: “non so cos’è il coraggio se prendere e mollare tutto
        se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare
        ma bella da esplorare”…
        Un abbraccio!

  1. Queste considerazioni mi mettono un velo di tristezza sopratutto perché non vedo alcuno spiraglio. Credo che la nostra generazione sia nata alla fine di un boom economico e di benessere nella quale l’Italia si crogiolava le cui ripercussioni si sono manifestate a partire dalla nostra generazione. penso che la strada sia ancora lunga ed in salita purtroppo, motivo per cui a breve mi trasferisco con mia moglie e mio figlio negli Stati Uniti

    • Mi dispiace, questo post ha stimolato tristezza e smarrimento in tanti! Non era mio intento, ma credo che queste riflessioni inevitabilmente ci mettano in discussione e ci stimolino a ripensarci e, in qualche modo, a riprogettare le nostre vite…un po’come stai facendo tu insieme alla tua famiglia. Continuo a seguire la tua avventura!

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