Mi raccomando!

DSCN7371Le ragazze e i ragazzi che vivono in comunità, affido o casa-famiglia sono saliti in cattedra. E non in senso metaforico, ma realmente: lo scorso 13 Dicembre un gruppo di 38 giovani provenienti da esperienze “fuori famiglia” ha presentato dieci “Raccomandazioni” per migliorare i percorsi di accoglienza e transizione all’autonomia nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’Educazione di Bologna in occasione della prima Conferenza del “Care Leavers Network” dell’Emilia-Romagna promossa dall’Associazione Agevolando. Ad ascoltarli operatori sociali, rappresentanti istituzionali, giornalisti, studenti, docenti universitari.

Il primo a prendere il microfono è Abdel, un ragazzo marocchino di 23 anni, con lo sguardo sveglio e vivace e una storia difficile alle spalle. Un viaggio della speranza per raggiungere l’Italia, un periodo di clandestinità, e poi l’incontro con una comunità di accoglienza a Ravenna, l’inizio di un percorso di impegno e responsabilità e oggi, finalmente, il raggiungimento di importanti obiettivi: una casa, un lavoro, una serenità, relazioni e amicizie su cui contare.

“Voglio ringraziare tutti per averci permesso di partecipare a questo progetto e per essere qui ad ascoltarci” – esordisce Abdel – “io porto soprattutto la testimonianza dei ragazzi stranieri che arrivano qui in Italia da soli, senza genitori o adulti che si prendono cura di noi. La nostra è un’esperienza difficile, vi chiediamo sempre maggiore impegno per sostenerci e non lasciarci soli”.

Con lui prende la parola A., ancora minorenne ma alle spalle già tanto dolore e tanta fatica, ospite di una comunità di accoglienza a Rimini, ci dice: “Siamo ragazzi che stanno facendo un percorso, che vogliono guardare al futuro con fiducia nonostante tutte le difficoltà che abbiamo conosciuto. Vi chiediamo di averci non solo in mente, ma anche nel vostro cuore”.

Si giunge così alle vere e proprie “Raccomandazioni”: un decalogo rivolto ai decisori politici, agli educatori, ai servizi sociali, ai giornalisti e alla cittadinanza tutta redatto dai ragazzi in due mesi di intenso lavoro insieme ai volontari di Agevolando.

Il primo a parlare è Albert, è emozionato ma al tempo stesso determinato a dirci qualcosa su come si cresce: “E’ importante insegnare e favorire la capacità del prendersi cura di se stessi. Sarebbe utile incoraggiare il volontariato verso una dimensione di cittadinanza attiva ma per stimolarlo bisogna avere dei modelli di esempio e avere maggiore consapevolezza di sé: se non si aiuta prima se stessi è difficile aiutare gli altri”.

Agli educatori è invece rivolta nello specifico la seconda raccomandazione: “Chiediamo che gli educatori siano appassionati. Per noi è molto importante sentirci ascoltati e sapere che qualcuno tiene veramente a noi. Ciò che distingue un educatore bravo da uno meno bravo è il fatto che non lo faccia solo come un lavoro, ma che lo faccia con un genuino interesse verso di noi, noi ci accorgiamo molto bene della differenza”.

Un altro tema cruciale e molto dibattuto dai ragazzi è stato quello dell’autonomia e della preparazione all’uscita dalla comunità, anche in questo caso le richieste sono state molto specifiche e dirette: “Chiediamo agli educatori di poter essere trattati allo stesso modo dei nostri coetanei, potendo usufruire di maggiori autonomie, che comunque vanno valutate da caso a caso”. Non mancano però di richiamare anche alla loro responsabilità individuale: “Siamo noi per primi a doverci aiutare nel nostro percorso cercando di essere attivi e propositivi ma occorre che gli educatori ci siano accanto nel percorso in comunità”.

Passandosi il microfono di mano in mano le ragazze e i ragazzi del Care Leavers Network dicono la loro su temi importanti: chiedono comunità guidate non solo da criteri economici ma piuttosto dalla considerazione delle specifiche esigenze di ciascuno, chiedono alle istituzioni, ai responsabili dei servizi sociali, alle assistenti sociali di visitare più spesso le comunità per verificare che i ragazzi stiano bene, chiedono agli adulti accoglienti e agli educatori di non sentirsi mai sostitutivi della loro famiglia di origine per non creare ulteriore confusione e fatica nelle loro vite, chiedono aiuti concreti e idee innovative per favorire il loro inserimento lavorativo.

Le parole e gli sguardi di Ilaria, Ahmed, Mustafa, Pasquale, Fadwa, Adina, Alberta…si alternano.

E poi un appello accorato da parte dei minori stranieri: “Siamo forse cittadini di serie B? Siamo venuti in Italia da minorenni, abbiamo studiato qui, vogliamo che le nostre fatiche e quelle di chi ci ha aiutato vengano riconosciute”.

Al cuore delle Raccomandazioni il tema della maggiore età, così caro ad Agevolando. Molti ragazzi in affido e in comunità, infatti, al compiere del 18esimo anno rischiano di trovarsi abbandonati e completamente soli ad affrontare la vita adulta.

“18 anni è un’età importante per la vita di un adolescente, a cui bisogna arrivare preparati ed è troppo presto per cavarsela da soli!” – ci dice L. di Parma, che al traguardo del diciottesimo anno si sta preparando con molta preoccupazione ma anche con il coraggio di sa di avere dei diritti da rivendicare: a partire da quello di poter scrivere la propria storia e guardare al futuro con fiducia.

Ma la Raccomandazione forse più forte è quella conclusiva, perché richiama il coinvolgimento e l’impegno di tutti: “Alla cittadinanza tutta chiediamo maggiore attenzione e sensibilità alle nostre esigenze, alle nostre storie di vita. Essere cresciuti lontano dalla propria famiglia o con famiglie in difficoltà non significa essere figli di nessuno, siamo figli della collettività. Anche ai giornalisti chiediamo di non giudicare né noi né le nostre famiglie, di raccontare con sensibilità le nostre storie, di non farci sentire emarginati, di non amplificare i nostri drammi e di approfondire meglio tutto ciò: siamo come tutti gli altri e anche noi possiamo e vogliamo dimostrare quanto di positivo c’è dentro di noi…conoscendoci meglio lo scoprireste anche voi”.

Sachi ha concluso con un ringraziamento: “Non siamo stati molto abituati ad essere davvero ascoltati nei nostri percorsi, questa occasione è stata per noi davvero unica e vogliamo andare avanti!”.

E allora vogliamo fare qualcosa, ciascuno di noi, perché queste richieste non cadano nel vuoto ma trovino un terreno fertile su cui germogliare? Vogliamo assumerci un po’tutti, ognuno a diverso livello, la responsabilità di questi giovani?

Perché nelle ferite, può nascondersi anche tanta luce e tanta ricchezza.

E ce lo dice con parole che non potrebbero essere più evocative ed efficaci proprio uno dei ragazzi: “Siamo così. Con la forza e la bellezza fuori luogo di fiori cresciuti tra le crepe”.

Silvia Sanchini

Il Care Leavers Network

La prima conferenza del “Care Leavers Network” dell’Emilia-Romagna è stata promossa Sabato 13 Dicembre a Bologna dall’Associazione Agevolando, una ONLUS che si occupa proprio di diritti e advocacy di adolescenti e giovani che crescono in affido, casa-famiglia o comunità di accoglienza. Sono intervenuti all’incontro e hanno risposto alle raccomandazioni dei ragazzi il prof. Silvio Premoli dell’Università Cattolica di Milano, la dr.ssa Anna Bolognesi e la dr.ssa Michela Cicerone, coordinatrici del progetto “NeomaggioRete” all’interno del quale la creazione del Care Leavers Network si è inserita, Gino Passarini del Servizio politiche familiari e infanzia Regione Emilia-Romagna, Stefano Canducci del Coordinamento regionale comunità per minori e i rappresentanti dei servizi sociali delle province di Rimini (dr.ssa Tiziana Valer), Modena (dr.ssa Rita Bondioli), Ferrara (dr. Marco Orsini) e Bologna (dr.ssa Annalisa Faccini). Infine l’importante intervento del Garante Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Emilia-Romagna, dr. Luigi Fadiga.

A coordinare gli interventi Federico Zullo, Presidente e fondatore di Agevolando che ha dichiarato: “Si è trattato di un momento unico. A volte ci sentiamo o preferiamo sentirci invisibili. Noi vogliamo rompere questo schema. Se le nostre storie di vita difficili diventano esempio per altri di resilienza facciamo qualcosa di straordinario”.

Il testo completo delle Raccomandazioni è a disposizione nel sito di Agevolando: www.agevolando.org

L’articolo è stato pubblicato sul Settimanale “Il Ponte”:

Il Ponte, 27-12-2014 Mi raccomando

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4 thoughts on “Mi raccomando!

    • Grazie mille! Mi fa davvero tanto piacere. E’ un lavoro in cui crediamo molto…e che vogliamo proseguire coinvolgendo anche altri ragazzi e altri professionisti in altri territori d’Italia, quindi siamo davvero a disposizione per ogni approfondimento o collaborazione 🙂 A presto e buon 2015!!

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