Vivere sulla strada, a Rimini

C’era una volta un vecchio pazzo che viveva su un marciapiede,
circondato da una corolla di cartoni e di stracci,
vegliato solo da un colombo ferito.
Forse un tempo è stato un uomo importante,
ma nessuno ne ha più memoria, nemmeno lui stesso.
(Antonio Moresco – Fiaba d’amore)

F_IMG_9409C. ha 18 anni, gli occhi spenti, trascina a fatica i passi. Dorme per strada, a volte alla stazione, qualche volta quando è più fortunata alla Caritas o alla Capanna di Betlemme. Ha molti uomini intorno. Spesso in cambio del sesso riceve qualcosa da mangiare… o delle sigarette. Un anno fa è rimasta incinta, ma il suo bambino non l’ha mai conosciuto. È stato subito dato in affido a una famiglia. Anche lei qualche anno fa è stata ospite di una famiglia affidataria, e poi di una comunità… ma giorno per giorno si sentiva mancare il fiato. La sua disperazione si è trasformata presto in fughe, bugie, tossicodipendenza… E se la tua famiglia di origine ti ha insegnato solo insulti e violenza, è difficile fidarsi di nuovo degli adulti o delle persone che incontri.

A 18 anni i pensieri di una ragazza di solito sono legati agli affetti, alla scuola o al lavoro, ai viaggi da fare, ai sogni in cui credere. I pensieri di C. sono tutti rivolti alla strada: come evitare l’ennesima rissa, come trovare una grata da cui viene aria calda per riscaldarsi un po’ prima che la scopra qualcun altro, come rimediare qualcosa da mangiare o da bere.

A Rimini ci sono 967 persone che vivono in strada. Ripeto: novecentosessantasette (12.500 POVERI, 967 VIVONO IN STRADA. IL DRAMMA NEI NUMERI CARITAS).

Quasi mille uomini e donne, e tra questi anche minori, bambini e adolescenti, che la notte non hanno una casa a cui tornare. Alcuni fastidiosi, addirittura molesti… altre volte invisibili. E questo accade a Rimini, nella nostra città, nella città del turismo e dell’accoglienza. Ti guardi intorno e vedi chilometri di costa e decine su decine di alberghi. Leggi i giornali e scopri che a Rimini ci sono 28.000 appartamenti vuoti o poco utilizzati. Per non parlare di strutture abbandonate, o utilizzate solo in minima parte.
L’emergenza abitativa è una questione impellente quanto la mancanza di lavoro. Soluzioni semplicistiche non esistono. Spesso chi vive in strada è portato a rifiutare ogni forma di aiuto. Ma questo non ci deve autoassolvere. E ogni volta che incrocio lo sguardo di C. non posso fare a meno di ricordarmene.

In: http://www.newsrimini.it/2014/11/vivere-sulla-strada-rimini/

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