Fabi, Silvestri, Gazzè live insieme…ed è una vera festa! #fsglive

La terra rossa dell’Africa sullo sfondo di “Life is sweet”. Le percussioni che sanno di Sudamerica di Ramon. La natura semplice e perfetta che accompagna le parole e i suoni di “Costruire”. E infine le atmosfere marziane de “Il padrone della festa”. Un viaggio simbolico nello spazio ma anche nel tempo, a partire dagli anni ’90 di “Cara Valentina” o “Capelli”, passando per il primo decennio del 2000 sulle note di “Salirò”, “Il negozio di antiquariato”, “Il solito sesso”, fino ad arrivare ad oggi (peccato per non aver ascoltato “Il Dio delle piccole cose”, sarebbe stata la mia ciliegina sulla torta!). Un disco scritto a sei mani, “Il padrone della festa”, nato dopo l’esperienza di un viaggio insieme in Sud Sudan dei tre cantautori romani per sostenere le attività della ONG “Medici con l’Africa CUANN”. Un’amicizia artistica tra Niccolo’ Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri che nasce più di 20 anni fa sulla scena musicale romana e che si è nutrita in questi anni di diverse collaborazioni fino al progetto di un disco congiunto. Dopo alcune date all’estero, l’ #FSGLIVE (FabiGazzèSilvestri Live) è stato inaugurato in Italia a Rimini Venerdì 14 Novembre al 105 Stadium e proseguirà con una serie di tappe in giro per tutto il paese. Io ho avuto la fortuna di partecipare a questa bellissima serata di musica che, come dicevo, è stata non solo un viaggio metaforico, ma molto di più: è stata la scarpa a punta di Gazzè che gli impediva di suonare la gran cassa, la presenza sul palco degli amici musicisti di sempre, il divertente errore di scaletta di Silvestri, musiche e suoni in un’inedita fusione, il duello a suon di successi tra Gazzè e Fabi, molte risate, parole cariche di forza poetica, la preghiera del clown di Totò reintrepretata da Valerio Mastandrea, impegno sociale grazie all’attenzione per l’Africa e per la salute del nostro pianeta (“il sasso su cui poggia il nostro culo è il padrone della festa”). Un concerto e un album che hanno saputo valorizzare l’unicità e le peculiarità di ciascun artista, in una fusione equilibrata e mai eccessiva, in cui la percezione è stata proprio quella che non ci fosse da parte di nessuno l’intento di primeggiare, ma una vera coralità, che ha contribuito a creare un clima divertente, senza rinunciare a contenuti importanti. Perchè è stata una serata in cui “il collettivo ha prevalso sull’individuo” (Niccolo’ Fabi). Grazie quindi ai padroni di casa, Niccolo’, Daniele e Max, per averci invitati alla loro festa, per averci aperto la porta e fatto entrare tanta buona musica, per averci fatto alzare le mani, per aver dato voce ai nostri pensieri e alle nostre emozioni più complicate e più belle. E se la sfida era quella di portare sul palco “la componente ludica e giocosa del suonare insieme, mantenendo freschezza, originalità e voglia di fare”, possiamo tranquillamente affermare che è stata vinta.

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