#MyRimini…e una foto alla Moschea

Moschea di RiminiUna semplice foto alla Moschea di Rimini che ho pubblicato nell’ambito del progetto “MyRimini, racconta la nostra città” (http://www.comune.rimini.it/servizi_interattivi/myRimini/) per il Comune di Rimini ha suscitato decine di commenti, polemiche, insulti. Questo mi ha fatto male, ma un po’ me lo aspettavo e comunque spero che sia servita in ogni caso a far riflettere e non solo per scaricare rabbia e frustrazioni.

Qui trovate la fotografia: https://www.facebook.com/comunedirimini/photos/ms.c.eJxdyMkNACAMA7CNUJOm1~;6LIcQL~;DQMQQljKO~_wWLjDtMpvXOAzpSn6Mx2JMxsewhHJ.bps.a.10152329709388505/10152441901738505/?type=1&theater

E qui la mia risposta ai commenti:

Come autrice della foto che ha suscitato tante opinioni e tanti commenti, mi permetto non tanto di rispondere a tutti (sarebbe impossibile e non voglio entrare nel merito di punti di vista tanto differenti) ma di esprimere qualche considerazione.
Mi fa sorridere che tante foto che abbiamo condiviso nell’ambito del progetto “MyRimini” che offrivano spunti di riflessione sociale e culturale importanti non siano state considerate, mentre questa foto abbia scatenato subito un tale polverone. Questo comunque dimostra che, nel bene e nel male, su questo tema c’è attenzione e vale la pena rifletterci insieme.
Le obiezioni alla foto, sostanzialmente, si riassumono in due considerazioni: la prima è che la libertà religiosa che offre l’Occidente non sarebbe possibile nei paesi musulmani (“Provate a costruire una Chiesa da loro…e vediamo cosa accade…”), la seconda è che lo Stato e l’Amministrazione comunale dovrebbero prendersi cura prima dei cittadini italiani e dei loro problemi e, solo in un secondo tempo eventualmente, degli stranieri.
Per quanto riguarda la prima affermazione, è già confutata dai fatti: in tanti hanno ben documentato il gran numero di Chiese cristiane presenti in Medio Oriente e nei paesi musulmani, una tradizione più che millenaria.
Sul secondo aspetto, più delicato, posso solo dire che parlare di cittadini musulmani non equivale a parlare di stranieri (anzi, tanti di loro sono cittadini italiani!) e che il tema dell’accoglienza è davvero complesso e merita una attenzione politica molto forte, ma la maggior parte dei luoghi comuni sui presunti favoritismi agli stranieri da parte dello Stato sono, appunto, teorie non confutate dalla prassi, notizie che si diffondono in modo virale sul web e creano solo allarmismo e disinformazione. Quindi prima di indignarsi cerchiamo di leggere, confrontare opinioni, informarci.
Ho definito il quartiere di Borgo Marina controverso perché sono consapevole che sia una zona a forte rischio per episodi di devianza e degrado che l’hanno contraddistinta, per il problema del sovraffollamento negli appartamenti e così via. Quando puntiamo il dito generalizzando però non dimentichiamo anche le responsabilità nostre e di tanti nostri concittadini e connazionali su questi temi.
Evasione fiscale, appartamenti sovraffollati, vendita di merce contraffatta, abusivismo e – aggiungo – prostituzione (soprattutto minorile) e sfruttamento sono piaghe sulle quali anche noi italiani abbiamo enormi responsabilità. Nessuno dice niente sul fatto che la maggior parte dei clienti delle baby prostitute siano italiani, sposati e liberi professionisti?
Io posso solo dire questo: da credente sono profondamente felice che nel mio Paese e nella mia città ognuno sia libero di professare la propria fede e di avere un luogo dove ritrovarsi per pregare con la propria comunità.
Da cittadina sono convinta che la democrazia e il pluralismo culturale e religioso siano un valore (sancito anche dalla nostra Costituzione) a cui non dobbiamo mai, per alcun motivo, rinunciare.
Da educatrice, infine, posso dire che l’incontro con tanti giovani stranieri e musulmani mi ha aiutato a superare pregiudizi e l’inutile dualismo noi/loro, mi ha arricchito profondamente, ha reso la mia vita più bella. E mi dispiace per chi si preclude questa possibilità e mortifica la sua curiosità.

Un’ultima, importantissima, precisazione: l’obiettivo del progetto “MyRimini” è quello di raccontare la nostra città e documentarne ogni aspetto, dal nostro specifico punto di vista. Non siamo fotografi professionisti ma solo persone che hanno scelto di mettersi in gioco e divertirsi. Niente di più.
L’Amministrazione Comunale, che mi ha offerto questa opportunità, e i responsabili del progetto che qui, pubblicamente, ringrazio moltissimo, non hanno alcuna responsabilità sulla scelte delle immagini e quindi spettano a me tutte le critiche e le lamentele e mi scuso se ho offeso la sensibilità di qualcuno, ma pubblicherei nuovamente anche oggi quell’immagine e spero comunque che sia servita alla riflessione e al dibattito. Grazie per la vostra attenzione!

La vicenda è stata ripresa anche sul portale Rimini Social 2.0 con questo articolo: http://www.newsrimini.it/2014/09/myrimini-foto-moschea/

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