Matrioska Lab Store va in pensione (ma solo per un weekend)

matrioska_cover.jpgLa prima reazione di chiunque abiti in zona è stata: “Villa Manzi? E’ impossibile…si saranno sbagliati”. Villa Manzi è una pensione abbandonata da anni sul lungomare di Rivabella, ha un aspetto polveroso e un po’decadente ma anche quel fascino delle atmosfere anni ’50 che riportano indietro nel tempo, a un modo di fare turismo che forse non c’è più. In questi giorni chi pensava che fosse un luogo impossibile da utilizzare e veder tornare in vita ha dovuto ricredersi. A poco a poco le sue pareti esterne si sono colorate grazie al Colorificio Sammarinese e ad alcuni writers. Un’insegna al neon, realizzata da Paolo Ciabatta e Neon Rimini, è comparsa all’ingresso. E qualcosa di magico, colorato, divertente è accaduto anche all’interno di ciascuna stanza e del cortile della Villa che dà proprio sulla spiaggia. E così asettici corridoi e vecchie stanze si sono trasformati in spazi espositivi inediti e sofisticati.

Una roulotte vintage colorata di tinte pastello rosa e verde acqua è diventata la location originalissima per ospitare le creazioni di Paper Jewels Pamphplet e SUNVIBES. Gioielli handmade realizzati con vecchie pagine di libri, atlanti, fumetti… e abiti e accessori di una linea made in Italy romantica, elegante e dal sapore retrò. 
Semplici farfalle nere di cartone hanno decorato in maniera molto suggestiva le pareti della stanza del marchio “Atelier Rose”, con i suoi manichini per mettere in mostra copricapi e cerchietti. 
Onde del mare, una lavatrice, ferro da stiro e bolle di sapone nella “Lavanderia” di Hatta Lab, cornice un po’surreale per originali lampade di design ricavate da barattoli, colini, tazze, bottiglie… e tanti altri oggetti.



I collage vintage di Maria Grazia Preda alle pareti del piano terra hanno lanciato con ironia messaggi importanti sull’essere donna oggi, così come negli anni ’50, tra autonomia e dipendenza, femminismo e innovazione, identità di genere e false rappresentazioni.
E anche un vecchio lavandino in ceramica può essere utilizzato per mettere in mostra le proprie creazioni, ce lo dimostra lo studio creativo Ineditart. 
E poi ancora fotografie, gioielli, oggetti d’arredo, cartoline, abbigliamento, borse, accessori…
Ma anche laboratori creativi per bambini e adulti, musica, spettacoli teatrali, dj-set, proiezioni.
Creativi, artigiani, fotografi, artisti o semplici curiosi che si ritrovano, scambiano esperienze e pareri, tornano a casa con pacchetti e buste decorate, incontrano persone nuove, scoprono realtà diverse e inaspettate.

E alcune idee molto social. A partire dall’intuizione che anche un edificio decadente possa essere riqualificato e trasformarsi, grazie alla creatività, in punto di incontro, luogo bello e accogliente in cui far nascere idee e intessere relazioni. Ma anche l’uso di materiali di riciclo secondo la filosofia del riuso e della sostenibilità ambientale perché anche quelli che apparentemente sono scarti possono diventare invece qualcosa di nuovo e di prezioso.

Tutto questo e molto altro è Matrioska Lab Store, una dinamica esposizione delle realtà creative del territorio giunta ormai alla sua quinta edizione. Dopo le incursioni a Castel Sismondo, al Teatro degli Atti, in un vecchio locale da ballo e in una concessionaria, sabato 17 e domenica 18 maggio l’iniziativa è arrivata a Villa Manzi, a Rivabella di Rimini. 
Un’iniziativa patrocinata dal Comune di Rimini, dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Istituzione Musica Teatro Eventi e che ha coinvolto oltre cinquanta designer (i manu/fatturieri) e artisti (gli arte/fici). 
Uno spazio intergenerazionale e di innovazione a 360° che ci dà prova di come, nonostante il volto statico e affaticato che il nostro Paese spesso mostra, esistano fortunatamente realtà piene di slancio, dinamicità, innovazione.
L’auspicio è che questi spazi di creatività vengano non solo celebrati in occasioni particolari ma valorizzati e tutelati ogni giorno perché chiunque abbia qualcosa di interessante da dire o da mostrare possa trovare spazio per farlo. Sicuramente “Matrioska” è una boccata d’ossigeno in un contesto giovanile e occupazionale purtroppo sempre più a rischio di asfissia. 

Silvia Sanchini

in http://www.newsrimini.it/sociale

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