Grazie…

1620741_10203418425282756_428079473_nCi dicevi sempre: “Io non ho parenti” per prenderci in giro e prendere le distanze dalla nostra famiglia un po’sgangherata, ma in fondo volevi molto bene a tutti noi. Il mio ricordo non sarà forse all’altezza del tributo che, giustamente, tanti rappresentanti delle istituzioni hanno voluto dedicarti, ma credo sia giusto che anche la nostra famiglia ti ricordi con qualche pensiero.

Grazie zio per quello che hai fatto per la città di Rimini, per me e per tutti noi. Grazie per la tua ironia, saggezza, onestà. Per la dedizione con cui la mattina andavi ad aprire la sede del partito, per le serate a giocare a carte a casa della Isa e a tenere unita la famiglia, per i sorrisi e le battute che regalavi a tutti quando passeggiavi per il Corso, per la lucidità con cui leggevi l’attualità e la storia alla luce della tua esperienza.

Ti dicevo che eri il mio zio preferito…e di sicuro lo resterai per sempre.

Nel 2011 ho avuto la fortuna e il privilegio di passare del tempo con te e ascoltarti a fondo, quando ti ho intervistato per la mia tesi di laurea. Così mi piace ricordarti proprio con le tue parole, e riconsegnarle alla Città di Rimini come regalo, perché in fondo questa Città la hai amata davvero profondamente e in modo incondizionato:

“Ho vissuto sempre a Rimini e ho attraversato tante fasi diverse della città negli anni. Nel dopoguerra, nei primi anni ’50, credo che la nostra città abbia vissuto una fase bellissima, di grande fermento e innovazione. Ricordo ancora come nel dopoguerra siamo stati proprio noi giovani a raccogliere le macerie della città e a renderci protagonisti della ricostruzione. I giovani di allora non erano certo migliori di quelli oggi, anzi avevano meno strumenti culturali e spesso erano praticamente analfabeti, ma erano pieni di intenzioni e di speranza, che oggi sembrano mancare. I riminesi hanno valorizzato la vocazione turistica della città anche con grandi sacrifici e forte spirito di intraprendenza: gli albergatori si sono impegnati per offrire sempre più servizi di qualità e con prezzi competitivi rendendo, come dicevo, Rimini all’avanguardia in tutta Europa. Oggi non dico che la speranza di quegli anni è stata delusa, ma sicuramente è rimasta incompiuta. Ma dal punto di vista dell’inclusione sociale penso, invece, che siano stati fatti dei grandi progressi, anche grazie al supporto di una realtà come quella del CEIS e alla presenza nella nostra città di Margherita Zoebeli. Oggi, se vogliamo che la nostra città torni davvero ad essere competitiva e accogliente, anche per i più giovani e per coloro che hanno minori opportunità, bisogna riscoprire quei valori personali e della collettività e trasmettere un nuovo senso di orgoglio e appartenenza.

Vorrei davvero che la nostra generazione e quelle future potessero essere all’altezza dell’eredità che ci hai lasciato ed onorarla, malgrado le difficoltà.

Un abbraccio grande a te e alla zia Luisa, a Ilva e Liana, a Mirco e Gianna, a Tito e Anita e a tutti i parenti, gli amici e le (tante) persone che ti vogliono bene e che oggi sentono un grande vuoto.

Silvia Sanchini

1653903_10203655276480241_2019651939_nGiordano Gentilini, classe 1925, una vita spesa a servizio della città di Rimini sin da giovanissimo: vicesindaco a 26 anni e poi assessore e consigliere comunale fino al 1984. Ha ricoperto inoltre la carica di Presidente del CEIS, di Rimini Fiera, dell’Asp Valloni e dell’Azienda per il Trasporto pubblico.

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