La fine e l’inizio, tra Bologna e la Sicilia

20140101_121636Anche quest’anno ho concluso e cominciato un nuovo anno viaggiando sola (cosa che adoro) per raggiungere gli amici. Quest’anno l’occasione era particolarmente speciale, il matrimonio di due persone care: Andrea e Saretta. Per raggiungere la Sicilia ho fatto tappa a Bologna e mi sono regalata una passeggiata notturna per la città che è stata casa mia per qualche anno. In piazza Maggiore c’era una bella installazione: “Recondite formelle”, un’iniziativa per ridare vita alle formelle rinascimentali di Palazzo del Podestà con la possibilità per tutti di interagire con l’installazione camminando semplicemente sul Crescentone. L’opera è stata realizzata da Loop con il contributo del Comune di Bologna nell’ambito del progetto “BO ON”, Bologna si accende. Era divertente l’idea di tante persone che nel centro della piazza cercavano di capire il senso di quella proiezione e saltellavano da una parte all’altra e mi è sembrata una bella idea per valorizzare il patrimonio storico e culturale della città in chiave moderna. E’ tradizione bolognese inoltre il “Rogo del Vecchione”, quest’anno simboleggiato da un grande innaffiatoio bucato, simbolo dello spreco, realizzato dal duo artistico TO/LET, che è stato poi bruciato a mezzanotte di Capodanno come auspicio di sobrietà e di un futuro libero da sperperi. C’è poco da fare: Bologna ha sempre qualcosa di bello e originale da offrire. La modernità di Bologna si è intrecciata nel mio viaggio con la tradizione della Sicilia, in particolare nella  sua punta estrema, la provincia di Ragusa. Sicilia che è da sempre per me sinonimo di volti amici, accoglienza, paesaggi inediti, cannoli alla ricotta, chiese barocche e scorci suggestivi. Per il matrimonio ho avuto l’opportunità di visitare la cittadina di Vittoria e mi sono gustata soprattutto la piazza della Basilica di San Giovanni Battista e del Teatro Comunale, le case in stile art decò e liberty con i loro balconi fioriti e portoni antichi sormontati da fregi, la via crucis che costella le vie della città realizzata con le ceramiche di Caltagirone. Per il ricevimento del matrimonio siamo stati a Ragusa e, anche se solo di passaggio, ho rivisto la maestosa Cattedrale che, anche in notturna, è sempre bellissima. Una fine d’anno insolita, con il brindisi di mezzanotte che è coinciso con il taglio della torta degli sposi, e un’occasione per affacciarsi al nuovo anno riempendosi ancora una volta di quella bellezza che solo viaggiare può restituire.

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