Go to goal in Ayvalik!


304486_4737413080452_286787801_nEsattamente un anno fa, partivo per un altro viaggio davvero speciale: Ayvalik, Costa Egea, Turchia. E’ stato un viaggio particolare perché nato da un progetto di scambio europeo (“Go to goal”) coordinato da Volontarimini (Centro servizi per il volontariato della Provincia di Rimini) nell’ambito del programma “Leonardo Da Vinci” rivolto a professionisti che si occupano di inclusione sociale provenienti da Rimini e non solo. Non tanto un viaggio per visitare luoghi ma soprattutto un’occasione per incontrare volti e storie, confrontarsi su progetti ed esperienze relativi in particolare all’inserimento lavorativo di persone con disabilità, in un Paese davvero dinamico e vivace, con un forte spirito nazionalista ma anche una fortissima vocazione europea. Quello che è accaduto quest’anno, con le proteste nate a Gezi Park e le tante manifestazioni contro il governo di Erdogan, non mi ha stupita se ripenso al fermento e alla voglia di cambiamento che ho respirato in quei giorni. Ad Ayvalik, che è una deliziosa cittadina turistica sulle coste del Mare Egeo (assomiglia un po’ alle città greche fatte di vicoli e case in pietra, popolate da tanti gatti e botteghe di artigianato), abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a un Festival nazionale dedicato alle persone con disabilità, un meeting in cui tanti giovani e adulti hanno potuto rivendicare il loro protagonismo, fare le loro proposte alle istituzioni e alla politica in un’ottica di dialogo, partecipazione e cittadinanza attiva che mi ha piacevolmente stupita ed entusiasmata. Sono circa 8.500.000 le persone con disabiltà in Turchia (su una popolazione di 86.000.000), in aumento anche a causa dei tanti profughi che giungono in Turchia dalla Siria

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L’ associazione che ci ha ospitati ed accolti si chiama “Happy Kids” (http://www.mutlubirey.net/), un’associazione molto attiva nell’ambito dell’inclusione sociale. Il Presidente, Ali Ulusoy, è papà di un ragazzo con la sindrome di down, Ozan, che ha 25 anni e scrive poesie. Ali è una forza della natura, un uragano di idee e iniziative e nella nostra settimana di permanenza in Turchia ci ha fatto incontrare tantissime persone (parlamentari, giornalisti, operatori del sociale, associazioni…) e visitare numerose realtà che ci hanno incuriosito e offerto spunti interessanti per il nostro lavoro. Ma non ci ha fatto mancare anche momenti di divertimento e incontro con la cultura turca: da un surreale e splendido barbecue in campagna, alla visita in traghetto delle coste del Mar Egeo, al laboratorio tradizionale di pittura sull’acqua (!).

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Tra tutte le esperienze vissute mi piace ricordarne soprattutto due: la visita ad Aly Bey a una casa protetta di accoglienza per bambini senza famiglia (in Turchia il processo di deistituzionalizzazione non è stato ancora completato, ma il Paese si sta impegnando affinchè entro il 2015 i bambini allontanati dalla famiglia non vengano più collocati in istituti ma solo in case-famiglia) e l’incontro con una ragazza speciale, Burcu Dere, che ha fatto della sua fragilità un punto di forza e che con la sua poesia e la sua musica ci ha commossi e incantati.

Sul tema dell’inclusione sociale abbiamo trovato affinità nelle riflessioni che coinvolgono le associazioni che si occupano di inclusione sociale (il tema dell’accessibilità, progetti per il “sollievo” delle famiglie e, soprattutto, il tema del “dopo di noi”) ma anche tante differenze dovute principalmente a una legislazione e a una tradizione culturale diversa.

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Durante la settimana è stato realizzato da un regista riminese, Filippo Cesari, anche un video-documentario con alcune interviste come resoconto della nostra esperienza.

Concludo con qualche immagine che aiuta a cogliere le atmosfere questa intensa settimana fatta di bicchieri di tè sorseggiati in ogni momento della giornata, di una costante e pittoresca confusione tipicamente turca, di sapori speziati e profumi intensi, di incontri e confronti ma soprattutto piena di passione e tanto, tanto calore e la conferma che ogni debolezza e vulnerabilità può trasformarsi in forza, coraggio, determinazione. Tesekkur Ederim!

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Le foto sono in parte mie, in parte di Ali e dei miei compagni di viaggio.

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