Brasile, un gigante che si è svegliato


suormilena_brasileSuor Milena Fabbri
, riminese ma ormai brasiliana d’adozione, vive oggi a Icozinho nello stato del Cearà (una delle zone più povere del Paese) dopo aver trascorso diversi anni ad Apucarna (nel Paranà) come responsabile di una Casa di Accoglienza e di un Centro Educativo per ragazze in difficoltà, il Cepes.

Per tutti ormai Irma Milena Insieme alle altre sorelle francescane (meglio conosciute dai riminesi come Suore di Sant’Onofrio) ha scelto il Brasile come luogo in cui vivere e mettere il suo cuore grande a servizio dei poveri. La abbiamo contattata per capire meglio quello che sta accadendo in uno dei paesi dall’economia più sviluppata del mondo ma in cui persistono ancora forti contraddizioni e disuguaglianze.

Qual è in questo momento la situazione del Brasile?
Il Brasile oggi è un gigante che si è svegliato di soprassalto. Il fatto che centinaia di migliaia di persone per più giorni abbiano manifestato, è qualcosa di davvero inedito per Il Paese: non accadeva da almeno trent’anni in queste dimensioni. I giovani brasiliani non sono poi cosi alienati e apatici come si pensava! Quando, dopo le prime manifestazioni, i vari governi locali hanno cominciato a diminuire le tariffe dei mezzi pubblici, la gente ha cominciato a pensare: “Perbacco! Funziona!”. Questo messaggio, trasmesso soprattutto attraverso internet, ha ingigantito la portata della protesta, ora non più ristretta alle grandi città (San Paolo e Rio de Janeiro), ma diffusa in tutto il territorio nazionale. Ed è stato davvero come un effetto domino: uno dopo l’altro i governi, dal federale ai locali, hanno risposto alle richieste del popolo. Un esempio che è sintomatico: la proposta di legge che proponeva di cambiare un articolo della Costituzione e avrebbe tolto al Pubblico Ministero il potere di investigazione lasciandolo solo nelle mani della polizia (molto spesso corrotta) si trascinava ormai da anni. Questa volta nel giro di 48 ore il Parlamento, sotto pressione della piazza, ha rigettato la proposta di legge, con una votazione di 496 favorevoli contro soli 6 voti contrari!

Oltre all’aumento delle tariffe dei mezzi pubblici quali sono le questioni sociali più importanti che cercano di sollevare i manifestanti?
La questione delle tariffe è stato solo lo stoppino iniziale. Le rivendicazioni vanno appunto dalla pressione contro quella proposta di legge, alla sanità – che è un vero disastro nel Paese – all’educazione/istruzione e soprattutto sono contro la corruzione a tutti i livelli, contro i partiti (l’assoluta maggioranza dei manifestanti si dichiara senza partito), insieme ad altre rivendicazioni per problematiche locali.

Qual è stata la reazione del governo alle proteste che hanno coinvolto tutto il paese?
Il governo Dilma per ora sta appoggiando questa ondata e sta prendendo diversi provvedimenti in favore della popolazione. Tutto questo dimostra – se ancora qualcuno non ne fosse convinto – che il popolo ha davvero potere: se organizzato ottiene quel che chiede. Scene di violenza, confusione, tumulti sono dovute a gruppi di vandali che si infiltrano approfittando della massa, e logicamente sono represse dalla polizia. Ma certamente sono una minoranza, il 99,9% delle persone sta agendo pacificamente.

Tra poche settimane il Brasile ospiterà Papa Francesco e migliaia di giovani da tutto il mondo per la Giornata Mondiale della Gioventù. Come vi state preparando a questo momento?
Nella nostra Diocesi stiamo seguendo con entusiasmo la preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù. I nostri giovani si stanno preparando per partecipare a questo evento e stiamo organizzando un evento per dare la possibilità a chi non potrà partecipare di assaporarne un poco lo spirito. Il 7 luglio prevediamo l’afflusso di circa 5.000 giovani della diocesi per un evento indimenticabile dove la preghiera, la musica, la Messa celebrata dal nostro Vescovo e le attività culturali ci permetteranno di mostrare alla diocesi che i nostri giovani sono “vivi” e hanno tanta voglia di dare, in Cristo, un senso autentico alla propria vita. Certamente il Brasile e la nostra gioventù non saranno più gli stessi dopo la GMG. Il paese si sta mobilitando per questo grande evento e fervono gli ultimi preparativi. I giovani sono a mille nell’attesa di questo momento che cambierà la nostra storia visto che coincide anche – se non mi sbaglio – con il primo viaggio internazionale del nostro meraviglioso Papa. Siamo in attesa delle sue parole che risuoneranno come una bomba atomica nel cuore dei giovani del mondo intero. Aver scelto il Brasile per la realizzazione di questo grande evento ci permetterà di mostrare al mondo intero la bellezza di questo nostro paese.

Quali sono le tue principali preoccupazioni e quali le tue speranze per il futuro del Brasile?
Il Brasile ha un enorme potenziale ma è ancora una democrazia giovane e come tutti i giovani è passibile di insicurezze e tentativi senza esito. Tutto quello che sta succedendo in questo momento ha a che fare con l’idea di migliorare le condizioni di vita dei cittadini, ed è il frutto di una maggiore presa di coscienza che sta facendosi strada nel cuore delle persone. Allo stesso tempo assistiamo alla perdita dei valori morali e cristiani sostituiti a volte da falsi misticismi e integralismi nocivi. Infine temo la disuguaglianza sociale, frutto di un capitalismo estremo che sta prendendo sempre più piede. Ma in fondo resto fiduciosa. Credo che un mondo nuovo è possibile se cominciamo a sognare insieme.

Silvia Sanchini

in: http://www.newsrimini.it/sociale.html

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