Vedremo giorni di sole

image-500x283Ho conosciuto Ali Ulusoy lo scorso settembre quando, insieme a un gruppo di professionisti e operatori del sociale, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare al progetto Go to goal, finanziato dall’ Unione Europea e coordinato a Rimini dal Centro di servizi per il Volontariato Volontarimini. Un’opportunità di scambio di esperienze e buone prassi tra chi opera nell’ambito dell’inserimento lavorativo. Sede del nostro viaggio è stata la Turchia, un paese che ci è apparso subito accogliente, dinamico, desideroso di cambiamenti e dalla forte vocazione europea e che oggi è protagonista delle cronache internazionali da quando i giovani turchi (e non solo) sono scesi in piazza per manifestare dapprima contro la chiusura del Gezi Park, un parco nel centro di Istanbul, e poi per contrastare nel suo complesso le politiche attuali del governo.

Ali ha 52 anni e vive da Ankara. Padre di Osama, giovane con la sindrome di down, dedica con straordinaria energia ed entusiasmo la sua vita e il suo lavoro alla promozione dei diritti e a percorsi di inclusione sociale rivolti a giovani con disabilità. In particolare è Responsabile dell’Associazione Happy Kids network che dal 1992 promuove attività per bambini e giovani.
Da cittadino turco da molti anni impegnato nel sociale e a contatto con molte realtà istituzionali e associative chiediamo ad Ali uno sguardo sulla situazione della Turchia alla luce del suo osservatorio privilegiato.

Qual è in questo momento la situazione del tuo Paese?

Il nostro amato Paese sta resistendo al potere politico in particolare del suo primo ministro, Erdogan, che sembra incapace di rispettare le idee diverse dalle sue. Il popolo turco è contrario a questa forma di dittatura.

Quali pensi siano state le principali cause della situazione di conflitto che oggi si è venuta a generare?

Il motivo principale di questo conflitto può essere così sintetizzato: “Le proteste in Turchia sono iniziate il 28 Maggio 2013. Sono state innescate dall’indignazione per il brutale sgombero di Gezi Park a Istanbul, con un sit-in per fermare la demolizione di questo parco. Successivamente proteste e scioperi hanno avuto luogo in tutta la Turchia con proteste per una vasta gamma di problemi quali la mancata libertà di stampa, di espressione, di riunione e il ruolo del governo nello sminuire la laicità del Paese”.

Cosa pensi che accadrà ora in Turchia?

La libertà è molto importante. Se perdi la libertà, non hai più niente. Anche la solidarietà è importante. Penso che la forma più grande di solidarietà sia quella di manifestare contro ogni forma di tirannia e dittatura e dire a gran voce che se vuoi essere veramente un paese moderno e parte dell’Unione Europea, è necessario innanzitutto rispettare gli altri. Il famoso poeta turco Nazim Hikmet ha scritto: Credi. I nostri bambini vedranno giorni migliori. Vedremo giorni di sole”. Noi crediamo che giorni di sole arriveranno anche per il nostro Paese.

Qual è la tua speranza per il tuo paese e in particolare per le nuove generazioni? Il fondatore della Repubblica turca, Mustafa Kemal Atatürk, ha dato grande importanza al ruolo dei giovani e ha detto che proprio i giovani sarebbero stati i “guardiani” della Repubblica. Se alle elezioni verrà sconfitto il partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) che è al governo con Erdogan 2002, i giovani avranno finalmente più libertà. Spero che tanti giovani vadano a votare alle prossime elezioni per sconfiggere Erdogan. Sono certo che la gioventù turca lavorerà duramente e avrà successo.

in: http://www.newsrimini.it/sociale

Foto Corriere.it 

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