Dalla cronaca alla riflessione

Un tema drammatico, di cui non è semplice parlare, ma che richiede oggi come mai una presa di coscienza e una riflessione culturale e educativa da parte di tutti.

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Indagine pedofilia a Rimini: dalla cronaca alla riflessione

Lo scorso 10 maggio si è celebrata in Italia la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia istituita con la Legge nr. 51 del 4 maggio 2009. E solo qualche giorno dopo, purtroppo, anche la nostra Provincia è stata coinvolta nell’indagine della polizia postale di Catania che ha portato all’arresto di quattro persone per gravi reati di pedopornografia attraverso una nuova frontiera da combattere, il “Deep web”, una parte nascosta di internet in cui si ritrovano le associazioni a delinquere di tutto il mondo.

Qualsiasi forma di violenza nei confronti di minori è quanto di più aberrante la nostra società possa conoscere. E va ricordato, come ha recentemente sottolineato anche il Ministro per le Politiche Giovanili Josefa Idem, che si tratta di una delle forme di maltrattamento meno denunciate perché nella maggior parte dei casi la violenza nei confronti delle bambine e dei bambini avviene tra le mura domestiche, o comunque in circuiti di fiducia. Oggi poi le violenze sono ulteriormente aggravate dall’uso distorto delle nuove tecnologie, utilizzate per diffondere gli abusi quasi come atto di ulteriore attestazione del dominio del carnefice sulla vittima.
È urgente una maggiore presa di coscienza da parte del mondo degli adulti e un lavoro capillare nell’ottica della prevenzione, come ricorda spesso anche don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter da anni impegnata nella lotta alla pedopornografia on line e che ha contribuito tra le altre cose alla stesura del “Codice di Autoregolamentazione Internet @ Minori” e che ogni anno monitora e denuncia migliaia di riferimenti pedopornografici in rete (nei primi cinque mesi del 2013 sono già 28.024 i siti segnalati).

Come operatori del sociale sperimentiamo quanto drammatiche e dolorose possano essere le conseguenze di atti di violenza nei confronti di minori, come possano generare sensi di colpa, paure, insicurezze e in generale un’idea distorta delle relazioni, dell’amore, della sessualità che può compromettere a volte anche in modo irreversibile il proprio modo di stare al mondo e di relazionarsi agli altri. È necessario un accompagnamento costante per giungere a un lento recupero di quell’identità così duramente frammentata e colpita.
Per questo notizie tragiche come questa ci devono indurre a una seria riflessione e presa di coscienza, a un lavoro che come sempre è prima di tutto educativo e di formazione. Far comprendere prima di tutto ai bambini che ci sono forme di amore malate, sbagliate, distorte è il primo passo per una consapevolezza e un’educazione a un rapporto corretto con se stessi e con gli altri, con il proprio corpo e la propria affettività. Gli adulti devono poi formarsi a riconoscere i segnali di un disagio, che spesso rischia di rimanere inascoltato, ed essere sempre più consapevoli del potenziale positivo ma anche dei rischi connessi all’utilizzo di internet.

Le parole pronunciate da Papa Francesco lo scorso 5 Maggio ci appaiono oggi come un forte monito: “Vorrei dire con forza che tutti dobbiamo impegnarci con chiarezza e coraggio affinché ogni persona umana, specialmente i bambini, che sono tra le categorie più vulnerabili, sia sempre difesa e tutelata”.

Silvia Sanchini

Pubblicato su: http://www.newsrimini.it/sociale.html

[La notizia di cronaca: Pedofilia, quattro arrestati, coinvolto anche un riminese.]

Strumenti:
www.114.it – Emergenza Infanzia – Il 114 è un numero di emergenza al quale rivolgersi tutte le volte che un bambino o un adolescente è in pericolo.
www.osservatoriopedofilia.gov.it – Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile

 

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